Roma Ostia Lido: arrivano le ruspe per l’accesso al mare

di Tommaso Caldarelli | 14/04/2015

Roma Ostia Lido

Roma Ostia Lido: arrivano le ruspe per aprire i varchi e l’accesso al mare e demolire le opere abusive tra Castel Porziano e il Lungomuro del litorale romano. Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio ha dato ragione, dopo cinque bocciature, alla giunta di Ignazio Marino, negando la sospensiva cautelare sul provvedimento che dispone la demolizione delle opere abusive sul litorale romano e l’apertura di varchi pubblici di accesso al mare, ulteriori a quelli delle concessioni balneari: stamattina, dunque, tra Castel Porziano e Ostia sono arrivati i bulldozer per distruggere le opere non in regola e aprire gli accessi.

ROMA, OSTIA LIDO: ARRIVANO LE RUSPE PER L’ACCESSO AL MARE

Lo annunciano sui social network i dirigenti del partito democratico romano: Matteo Orfini, commissario del Pd Roma e presidente del Partito Nazionale, e Stefano Esposito, commissario del Partito Democratico del X Municipio.

Per il Pd Roma è dunque il momento delle “Ruspe della legalità”.

Sui giornali di oggi il resoconto della vicenda giudiziaria.

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ROMA, OSTIA LIDO: IL TAR BOCCIA I BALNEARI

Il Corriere della Sera riporta la decisione del Tar nella cronaca di Roma.

Il presidente dei dem e commissario del Pd romano festeggia così quella che potrebbe rivelarsi la sentenza-anticamera per la «demolizione» del lungomuro di Ostia. Il Tar del Lazio ha infatti rigettato la richiesta di sospensiva degli stabilimenti contro i provvedimenti di apertura avviati da X Municipio e Campidoglio giovedì scorso. «Questione di ore e arrivano le ruspe», ha confermato Stefano Esposito, commissario del Pd lidense, garantendo che se «il Tar non si fosse pronunciato in un tempo ragionevolmente breve, saremmo comunque intervenuti ». Il Pd va dritto per la sua strada: i varchi e le demolizioni degli abusi sulle spiagge di Castelporziano, restano i segnali più urgenti per ripristinare la legalità nel municipio da cui i dem hanno lanciato l’allarme mafie.

Il Tar non ha deciso nel merito del provvedimento, rimandando l’udienza al prossimo 6 maggio; ma dal Campidoglio i bulldozer sono partiti comunque. Il senso è che Ignazio Marino, come aveva annunciato, vuole aprire i varchi al mare in ogni caso, eventualmente poi rimanendo pronto a risarcire i balneari se fosse necessario.

Gli imprenditori del litorale annunciano che si armeranno di macchine fotografiche.

I balneari intanto non demordono: due le strade, il dialogo aperto con il Campidoglio e le aule dei tribunali. «Siamo uniti nelle decisioni e ci atteniamo alla sentenza del Tar che dà appuntamento al 6 maggio — sottolinea Renato Papagni, presidente di Federbalneari Roma che ieri sera ha riunito gli imprenditori sul piede di guerra —. Se arriveranno prima le ruspe, prenderemo atto del gesto di illegalità del Comune, scatteremo le foto per certificare i danni e vedremo poi».