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Gli anticorpi che potrebbero combattere il virus HIV

Secondo i ricercatori i nuovi anticorpi in combinazione con i farmaci antiretrovirali, potrebbero portare a nuovi livelli d’efficacia la resistenza al virus.

HIV Activists Protest Outside Aids Summit At The United Nations

LA VIA DEGLI ANTICORPI CONTRO L’HIV –

Secondo Marina Caskey della Rockefeller University in New York, a capo della relativa ricerca che ha visto i suoi risultati pubblicati sulla rivista scientifica Nature, l’uso di anticorpi sintetici ha abbassato fino a 300 volte la quantità di Hiv presente nel sangue dei pazienti tratta, mantenendola bassa fino alla fine del trattamento, durato 8 settimane.

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NUOVI COCKTAIL CONTRO L’AIDS –

Gli anticorpi sono prodotti sinteticamente imitando quelli che si sviluppano naturalmente, che però nel corpo dei pazienti si manifestano in numero ridotto e solo una volta che l’infezione ha fato progressi significativi, mutando il virus in resistente agli stessi anticorpi. L’idea alla base dello studio è quella che iniettando invece massicce dosi di anticorpi fin dagli stadi iniziali dell’infezione e combinando l’azione con gli altri tipi di farmaci già in uso, si possa deprimere la presenza del virus e allontanare ancora di più il momento nel quale la malattia potrebbe raggiungere lo stato conclamato.

I RISULTATI INCORAGGIANTI –

L’idea di usare gli anticorpi per combattere l’HIV non è nuova, ma finora i risultati hanno deluso, per questo gli ottimi risultati della ricerca in questione hanno destato stupore e infuso ottimismo. Se la strada intrapresa si dimostrerà promettente come sembra da questi risultati, nel giro di qualche anno si potrebbe finalmente arrivare a mettere a punto un vaccino e a migliorare l’efficacia dei trattamenti a base d’anticorpi sui pazienti infetti.

LA CURA IMPOSSIBILE –

L’anticorpo 3BNC117 si è rivelato efficace nel contrasto a 195 dei 237 ceppi di HIV finora censiti e l’importanza della classe di anticorpi al quale appartiene sta proprio in questa versatilità, che gli permette di attaccarsi al virus «occupando» i recettori con i quali diversamente andrebbe ad attaccare le cellule umane. A oggi solo Timothy Brown,conosciuto come «il paziente berlinese» è l’unico paziente guarito dall’infezione dopo un trapianto di midollo ricevuto nel 2007 per trattare la leucemia della quale soffriva. Il donatore era portatore di una mutazione che impedisce all’HIV di attaccarsi ai globuli bianchi.