Milan & Hello Kitty: di calcio, sponsor ed altre sciocchezze

di Maghdi Abo Abia | 31/03/2015

Milan & Hello Kitty: di calcio, sponsor ed altre sciocchezze

Dalla collaborazione tra Sanrio, global company proprietaria del brand lifestyle Hello Kitty e A.C.Milan, grazie al master licensor adidas Italia, è nato un esclusivo co-branding. La collaborazione prevede la realizzazione di un’esclusiva collezione, il cui lancio avverrà a metà aprile a San Siro: in questa occasione Hello Kitty sarà presente allo stadio durante l’ingresso delle squadre.

Hello Kitty è un marchio che fattura 3,7 miliardi di euro l’anno. Fonte Italia Oggi. Un marchio importante, sicuramente più del Milan dal punto di vista commerciale. La società di via Aldo Rossi ha sicuramente da guadagnarci, poco ma sicuro. Ma resta una sola domanda. Perché?

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Cerchiamo di spiegarlo a coloro che sono arrivati sulla Terra questa mattina e che non conoscono cosa sia Hello Kitty: la simpatica bambina (no, non è un gatto. E la Sanrio lo ribadisce con fermezza. Nonostante abbia le orecchie a punta, le vibrisse, la coda ed un tartufino Hello Kitty non è un gatto) nasce nel 1974 dalla matita di Yuko Shimizu, ha un fiocco rosso sopra l’orecchio sinistro, frequenta la terza elementare, ha otto anni. Ambasciatore dell’Unicef presso i bambini dal 1993, visse una seconda giovinezza dopo che Mariah Carey, Britney Spears, Mandy Moore, Lady Gaga, Paris Hilton e Ricky Martin si fecero ritrarre in compagnia del micio, pardon, la bambina, con il fiocco. Nato per essere destinato ad un pubblico di appunto bambine, il merchandising va dalle matite agli orologi ed ha coinvolto anche il mondo degli adulti con griffe ed abiti da sposa marchiati, appunto, Hello Kitty.

Potremmo definirla una mossa dedicata al pubblico femminile. Lo dimostrano le parole di Paolo Casarini, Licensing Director di Sanrio GmbH:

L’idea di associare un’anima femminile allo sport maschile per eccellenza, è nata qualche tempo fa insieme ad AC Milan. Oggi, che il pubblico calcistico femminile è molto attivo, la nuova collezione trova il suo target naturale. Dalla collaborazione nasceranno, a partire dal prossimo settembre, linee di abbigliamento sportivo e accessori dedicate a tutte le tifose

Jaap Kalma, direttore commerciale del Milan, ha aggiunto:

Il Milan da sempre si lega ad aziende italiane ed internazionali che rappresentano eccellenze nei propri settori. Per questo abbiamo deciso di legarci ad un Brand come Hello Kitty, personaggio di grande prestigio ed alta qualità nell’ambito dei characters, nonché estremamente amato dal pubblico giovanile in tutto il mondo

Detto questo, qualcuno ha visto qualche attinenza con il mondo del calcio? No. E dire che il Milan non ha bisogno di sfondare in quel mercato. Lo dimostra il costante bagno d’affetto ricevuto dai rossoneri ai tempi delle trasferte per la Coppa Intercontinentale. Con il passare degli anni tale patrimonio è stato depauperato al punto di affidarsi ad un personaggio destinato al mondo dell’ìnfanzia nella speranza di acchiappare il favore del pubblico più giovane. O per dirla tutta, dei bambini. Non c’è niente di male, per carità. E non si tratta neanche di denigrare un marchio tanto importante ma l’associazione Hello Kitty-Calcio lascerebbe perplesso anche il più garantista dei lettori.

Quando ero piccolo il must di ogni tifoso milanista ottenne non era il pupazzo di Five con la maglietta rossonera. No. Tutt’altro. Era il cappello con la visiera con dietro attaccate le trecce di Ruud Gullit. I primi che sfoggiavano una maglia con un numero (bei tempi quelli in cui non c’era alcuna personalizzazione) erano visti al campetto come dei semidei (il 4 di Angelino Colombo, il 6 di FrancoBaresi, l’11 di Pietro Paolo Virdis). Erano gli eroi in maglia rossonera ad esaltare le folle, a far sognare i bambini, a spingere i genitori a comprare gadget della squadra del cuore del piccolo. Ora invece dobbiamo sperare che una bambina che ricorda un gatto accenda la scintilla nei cuori di tifosi e tifose, sottovalutando l’esercito di appassionate di calcio in grado di urlare in curva tenute per miracolo ad una balaustra di San Siro se qualcuno sbaglia un goal. (Si, ci sono tantissime donne tifose, competenti e appassionate, più di molti maschi, così come ce ne sono tantissime che comprendono la regola del fuorigioco. Vogliamo ridurle a Hello Kitty?).

Ed ora? Tifosi di tutta Italia. Segnatevi questa data: 12 aprile. Milan-Sampdoria. Probabilmente il momento in cui comparirà in campo Hello Kitty. E non basterà Massimo Ferrero a deviare l’attenzione dei tifosi, sopratutto quelli ospiti, su quanto accadrà in campo. Considerato lo stato di forma e la dimensione attuale della squadra di Inzaghi, secondo i lettori che reazione ci sarà dagli spalti quando Hello Kitty comparirà sul prato verde di San Siro? Quali saranno i sapidi commenti degli opinionisti delle tv private? E la cosa anche peggiore, se vogliamo, è che di tale accordo non vi è traccia né sul sito di Hello Kitty né sulla pagina Facebook del Milan, dove casualmente campeggia la firma del primo contratto da professionista di Gianluigi Donnarumma, Patrick Cutrone and Manuel Locatelli. Perché, come sempre, sono i giocatori a determinare il successo di una squadra e la passione dei tifosi, e non certo un personaggio, anche se tanto importante.