Nina Zilli, da 50mila a Sola passando per Italia’s got talent

di Boris Sollazzo | 30/03/2015

NINA ZILLI

Maria Chiara Fraschetta, ecco come si chiama davvero questa cantante capace di ipnotizzarti con la voce quanto con il sorriso, con quel viso bello e antico come lo è quel suo nome d’arte che si è scelta. E non c’è mistero sul perché se lo sia messo addosso: Nina in onore di Nina Simone, mentre Zilli è il cognome da nubile della madre. Oltre a questa straordinaria artista che ha deciso di celebrare regalandole la sua identità musicale, le sue ispirazioni più forti sono Otis Redding e Etta James. Ma la ragazza ama, fin troppo, anche generi insospettabili come il metal.

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Bel tipo, Nina, anzi Maria Chiara. Dal paesino della Val Trebbia che l’ha vista crescere, Gossolengo (ma è nata a Piacenza), appena ha potuto ha preso il volo per gli Stati Uniti, l’Irlanda e molti altri paesi che hanno consegnato al suo talento e alle sue corde vocali influenze molteplici, anche contrastanti, che in lei trovano sempre, miracolosamente, una sintesi. Dal motown al reggae, passando per gli studi da soprano e l’anima rock, dalla sua carriera di solista ai gruppi musicali che ha frequentato e animato sempre in giro per il mondo. Fin dai tempi in cui rubava il tempo allo studio, all’università, per viaggi artistici tra i più disparati, Nina Zilli non ha mai avuto limiti o confini. E di quel corso di studi, peraltro, non deve aver mantenuto un bel ricordo, se è vero che si lasciò scappare la battuta che le valse una querela dello IULM. Lei, laureata in relazioni pubbliche, specializzazione in consumi e pubblicità, disse a Vanity Fair che aveva conseguito un diploma “in stronzologia”

Italy?s Eurovision entry Nina Zilli pull

NINA ZILLI, 50MILA MOTIVI PER AMARLA –

Che fosse una fuoriclasse, lo si capì subito. Chi l’aveva ascoltata nelle prime performance, nella sua carriera “indie” con Chiara e Gli scuri (una donna e sette uomini, ma a guidare il furgoncino era lei), con gli Africa Unite e nel tour con i Franziska, già sapeva. Ma dal 2009, quando la Universal la mise sotto contratto, non si è più potuta nascondere. Nel suo EP d’esordio, semplicemente titolato Nina Zilli, c’era 50mila, eseguita con Giuliano Palma. Era il singolo di lancio. E che lancio. Invase le radio, divenne il ritornello di quell’estate. E non solo: al cinema Ferzan Ozpetek la usò per marchiare a fuoco, con quelle note, il suo Mine Vaganti e chi è un addicted di consolle, si ricorderà come, insieme a un altro suo pezzo, L’inferno, fu la colonna sonora implacabile del videogioco calcistico Pro Evolution Soccer (edizione 2011). Arriva il successo e lei va nella direzione che pochi hanno il coraggio di scegliere: la sua, senza corteggiare il successo, ma facendosi inseguire da lui. Continua il suo percorso di ricerca, si dedica ai live con la stessa generosità di sempre (i suoi tour arrivano a durare anche due anni), non smette di viaggiare, fisicamente e artisticamente. E’ diventata popolare, un po’ pop, ma non vuole ripetersi, vuole continuare a stupire.

Casa Azzurri Lunch

NINA ZILLI E SANREMO –

Nel 2010 arriva Sanremo – e il primo album, Sempre Lontano, disco di platino -: arriva terza e conquista, con il pezzo L’uomo che amava le donne, il premio della critica Mia Martini. Nel 2o11, confermando la sua capacità di essere versatile e di cercare sempre contaminazioni creative, è ospite dei La Crus, con cui canta il loro brano Io confesso. L’anno dopo è la volta di Per Sempre, disco di platino “digitale” (più di 30.000 download legali), con cui presenta il secondo album L’amore è femmina, che prende il titolo dalla canzone che poi porterà a Baku, all’Eurovision Song Contest, che la vedrà nona. Le daranno più soddisfazione le vendite: circa 30.000 copie, disco d’oro. Nel 2013 si prende una pausa dalla rassegna ligure, nel 2014 contribuisce a scrivere Così lontano per Giuliano Palma che va al festival e, parole e voce, torna con Sola, nel 2015. E nell’album Frasi&Fumo (affidato al maestro Mauro Pagani) che arriva con questa performance, che le vale il posizionamento a metà classifica della kermesse ma un altro premio della critica, mette anche la cover che stupisce tutti, in quei giorni di febbraio, persino più dei suoi vestiti sontuosi e bellissimi, Se bruciasse la città di Massimo Ranieri (che non duetta con lei, purtroppo, per un’indisposizione).

2012 Sanremo - The 62nd Italian Song Festival: Opening Night

NINA ZILLI, IL FIDANZATO –

Era Riccardo Gibertini il suo fidanzato storico. Erano stati paparazzati insieme fino a poco tempo fa, stavano sempre insieme (suonava la tromba per e con lei). Poi, il fulmine a ciel sereno. Mentre i giornali le attribuivano flirt con Luca Bizzarri e Francesco Renga – niente male per chi ha in passato confessato: “ero una racchia numero uno, sovrappeso, con l’apparecchio per i denti, sognavo il Principe azzurro e nessuno mi voleva baciare. Poi, alla fine della scuola superiore, divento Miss Liceo!” – lei passava sette anni con quello che poi, ha confessato a Vanity Fair, era diventato “un fratello, forse è il destino di tutte le coppie”. Ed ecco Neffa: un anno insieme. “Pensavo fosse amore, ma si è trasformato presto in calesse. Molti mi han detto che l’ho scelto perché volevo punirmi”. Le sono rimaste varie canzoni e un filo di amarezza. E a chi se la immagina pantera tra le lenzuola, dopo il video di Sola, in cui si spoglia e simula un orgasmo che si autoprocura, dice che “le “sorelle”, così le chiamo, le faccio vedere solo a chi voglio io ed è stato imbarazzante stare nuda di fronte alla troupe, ho pure detto agli altri che avrebbero dovuto star nudi anche loro: non sono una da Cinquanta sfumature di grigio. Il sadomaso non mi interessa, sono tradizionalista con qualche guizzo, vado oltre il missionario, ma non così oltre”.

Italy's Nina Zilli performs during the d

NINA ZILLI E LA TV: ITALIA’S GOT TALENT E NON SOLO –

Non solo musica per Nina. Già veejay su Mtv e coconduttrice di Roxy Bar con Red Ronnie, ora la vediamo ogni settimana su Italia’s got talent, dove sfoga il suo amore per il gusto catodico, la sua voglia di stupire con mise deliziose e ardite (e parrucche di colori sgargianti), la voglia di portare gioia e spensieratezza in studio. A Giornalettismo ha confessato che volentieri condurrebbe Sanremo, e in fondo ha già dimostrato di poterlo fare affiancando, alla grande, tre anni fa, Giorgio Panariello (che l’ha condotto), su canale 5, in Panariello non esiste. Spigliata, divertita e divertente, sexy. Tanto che molti la vorrebbero anche al cinema, ma su quello per ora si è accontentata di farsi dirigere dal regista Alex Infascelli nel videoclip di Sola (in cui, peraltro, si produce in un sensualissimo atto di autoerotismo in un bagno). Per il vecchio amore Mtv si è concessa il ruolo di presentatrice del TRL Awards 2011 e del Mtv Hip Hop Awards dell’anno seguenti.

Photocall 'Italia's got talent'

Irresistibile, in video come quando canta, a questa artista classe 1980, nulla sembra essere precluso. E il sospetto è che se fosse avesse scelto una carriera all’estero, ora parleremmo di una nuova Amy Winehouse.