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Italicum, ripreso l’esame in Senato

ITALICUM, DEFINITO IL CALENDARIO DEI LAVORI, Ore 21,25 – Il Presidente del Senato in turno, Valeria Fedeli, ha comunicato l’approvazione a maggioranza del nuovo calendario dei lavori dell’aula del Senato sulla riforma elettorale fino al 27 gennaio. Domani si lavorerà fino alle 12. Si ricomincia poi lunedì 26 dalle 15 mentre 27 si andrà dalle 9,30 a oltranza.

ITALICUM, SOSPESI I LAVORI DEL SENATO, Ore 20,56 – Sospesi i lavori al Senato per un’immediata convocazione della conferenza dei capigruppo. La riunione servirà a definire il calendario dei lavori per la conclusione dell’iter dell’Italicum.

ITALICUM, DISSIDENTI M5S: BASTA AI PROPRIETARI DI PARTITO, Ore 20.12 – Francesco  Campanella, Fabrizio Bocchino, Monica Casaletto, Paola De Pin e Adele Gambaro, cinque membri del coordinamento dei senatori ex M5S, commentano così l’emendamento Sposetti che obbliga i partiti che vogliono presentarsi alle elezioni ad avere uno statuto: «Per partecipare alle elezioni si dovrà garantire un minimo di democrazia interna certificata da uno statuto. Si mette la parola fine ai proprietari di partito. Anche i Cinque stelle, inizialmente intervenuti in Aula contro l’emendamento, alla fine hanno cambiato idea. A quanto pare hanno capito che avrebbero fatto davvero una figuraccia».

ITALICUM, ENZO BIANCO SI DEFINISCE «SORPRESO» DALLA MINORANZA PD, Ore 19,56 – Enzo Bianco, sindaco di Catania, si definisce «sorpreso per il livore con cui una parte del Pd sta portando avanti una battaglia contro la legge elettorale all’esame finale in Senato. Nel 2008 il Pd sostenne in modo pressoché unanime il tentativo di varare una legge, che i giornalisti avevano denominato ‘bozza Bianco’, il cui contenuto non era molto difforme dall’attuale testo. Ed anzi, sia con l’introduzione del doppio turno, sia sulla soglia di sbarramento, sia sulle preferenze, l’attuale testo e’ obiettivamente più avanzato»

ITALICUM, SOSPESA LA SEDUTA AL SENATO, Ore 18,09 – Sospesa la seduta dell’aula al Senato impegnata sul voto agli emendamenti al ddl di riforma elettorale. La seduta riprende alle 18.15.

ITALICUM, RAVETTO: «ACCUSA DI TRADITORI INCOMPRENSIBILE», ore 17.51 – Laura Ravetto, deputato di Forza Italia, risponde alle parole di Raffaele Fitto secondo cui il partito starebbe «svendendo la propria storia»: «Trovo incomprensibile l’accusa di ‘traditori della storia di Forza Italia’ indirizzata a coloro che stanno partecipando, in queste ore, con il proprio voto, al processo riformista che porterà a quella semplificazione del sistema di cui dibattiamo da anni. Rammento a tutti che il superamento del bicameralismo perfetto e addirittura l’elezione di secondo grado con il conseguente taglio di oltre 300 parlamentari era una proposta contenuta nel primo programma di Forza Italia del 1994 e che, pertanto, contrariamente a quanto affermato dai colleghi ‘critici’, tradire la propria storia sarebbe piuttosto non appoggiare queste riforme».

ITALICUM, ECCO COME SARA’ NUOVA SCHEDA, ore 16.21 – L’Aula del Senato ha approvato questa mattina un solo emendamento all’Italicum a prima firma del senatore Pd Stefano Collina. La proposta di modifica stabilisce che aspetto avra’ internamente la scheda elettorale per la Camera dei deputati: ogni casella sarà composta dal contrassegno del partito al centro, a sinistra il nome e il cognome del capolista, mentre a destra due righe per le preferenze.

ITALICUM, RAFFAELE FITTO: «PER FORZA ITALIA RESA TOTALE AI DIKTAT DI RENZI», ore  15.45 – Il capo dei ribelli forzisti, l’europarlamentare Raffaele Fitto, è tornato ad attaccare la linea di Silvio Berlusconi e l’appoggio azzurro all’Italicum 2.0: «Noi siamo contro la linea “Forza Renzi” che il nostro partito sta assumendo. La definizione di frondisti è discutibile, perché la fronda opera in silenzio e ha qualcosa da nascondere. Noi invece abbiamo sempre dichiarato con chiarezza le nostre posizioni». Secondo l’ex governatore pugliese, la legge elettorale sarebbe stata modificata in toto rispetto alla versione concordata nella prima versione del patto del Nazareno: «Una resa totale ai diktat di Renzi: la legge è scritta su misura per il Pd e renderà difficile rilanciare il progetto del centrodestra», ha continuato. Fi, Convegno "Per l'alternativa" dedicato al mondo produttivo, emergenza tasse e legge di stabilità, con Fitto, Di fronte all’ultimatum lanciato dal Cav («O cambiate linea o scegliete un’altra strada») a Daniele Capezzone (sulle stesse posizioni di Fitto, ndr), l’europarlamentare ha rivendicato la battaglia della minoranza: «Noi vogliamo portare avanti questa nostra battaglia, con chiarezza, senza arretrare. Arretreremo solo quando le motivazioni che ci verranno date ci faranno comprendere da che parte stiamo andando». Fitto non intende però sentir parlare di scissione: «Noi portiamo avanti le nostre motivazioni dentro Forza Italia». Sulla candidatura di bandiera di Antonio Martino proposta dal Cav per il Quirinale per i primi tre scrutini, in attesa di un accordo condiviso dal quarto, Fitto ha replicato: «La stima su Martino è incondizionata, ma io avrei preferito un partito che lo avesse utilizzato di più in questi vent’anni piuttosto che tirarlo fuori per un pomeriggio».

ITALICUM, MANCANO CIRCA 500-600 VOTAZIONI SUGLI EMENDAMENTI, ore 15.24 – Secondo i calcoli, mancherebbero tra le 500 e le 600 votazioni sugli emendamenti all’Italicum.

ITALICUM, BOCCIATO EMENDAMENTO SU PRIMARIE PER SELEZIONE DI CANDIDATI E CAPILISTA, ore 15.20 – L’aula di Palazzo Madama ha bocciato con 170 voti contrari l’emendamento all’Italicum sull’introduzione di un meccanismo di selezione di capilista e candidati attraverso le primarie. È stato invece rinviato al pomeriggio il voto sul correttivo all’emendamento Finocchiaro, sul quale il gverno ha espresso parere favorevole. Si prevede, nel sistema di trasformazione dei voti in seggi, di una modifica che serve a far ottenere alle liste deficitarie i seggi ceduti dalle liste eccedentarie, nell’ambito dello stesso collegio plurinominale. In pratica, verrebbe limitato l’ “effetto flipper”, ovvero l’eccesso di casualità che si verificherebbe dove l’utilizzo dei resti ai fini dell’attribuzione dei seggi avvenisse tra i diversi collegi all’interno della stessa circoscrizione.  

ITALICUM, RIPRENDONO LE VOTAZIONI, Ore 15.00 – Riprende a Palazzo Madama l’iter dell’Italicum. Questa mattina sono state effettuate numerose votazioni senza però arrivare ancora ai punti chiave della legge elettorale, ovvero agli emendamenti della relatrice Finocchiaro che modificano la legge uscita dalla Camera prevedendo tra le altre cose il premio di maggioranza alla lista e i capilista bloccati. ITALICUM, FASSINA: «UNA PARTE DEL PD NON LO VOTERÀ», 22 Gennaio – Ore 14.30 – All’indomani dell’approvazione del maxi-emendamento Esposito grazie al “soccorso azzurro” di Berlusconi e Forza Italia, è l’ex vice-ministro dell’Economia Stefano Fassina ad annunciare la “resistenza” di una parte del Partito democratico sull’Italicum. «Una parte del Pd non voterà la legge elettorale», ha spiegato, intervistato da Radio Città Futura.

Pippo Civati, Gianni Cuperlo e Stefano Fassina. Roberto Monaldo / LaPresse
Pippo Civati, Gianni Cuperlo e Stefano Fassina. Roberto Monaldo / LaPresse

IL TWEET DI RENZI, Ore 21.10 – Questo il tweet del presidente del Consiglio Matteo Renzi. #Passodopopasso l’hashtag utilizzato

ITALICUM, RIPRENDONO I LAVORI DEL SENATO, Ore 19.41 – Riprende al Senato il voto degli emendamenti alla riforma elettorale. I lavori proseguiranno fino alle 22. Dopo l’approvazione dell’emendamento super-canguro, sono decaduti 35.700 emendamenti. E saranno possibili altri canguri con l’approvazioni di altri emendamenti della maggioranza.

RENZIANI CONTRO IL TG3: «DATO SPAZIO SOLO ALLA MINORANZA PD», Ore 19.20 – Stefano Collina, senatore del Pd, attacca il Tg3 «colpevole» secondo lui di aver lasciato spazio solo alla minoranza del Partito Democratico sull’Italicum: «Sulla legge elettorale il Tg3 di oggi ha dato spazio solo alla minoranza del Pd, facendosi megafono in voce solo delle ragioni di chi ha votato contro la maggioranza: una svista o una scelta editoriale? […] In pratica, oggi il Tg3 sembra aver dimenticato che al Senato c’è un’ampia maggioranza di senatori Pd che ha votato a favore della nuova legge elettorale e le cui ragioni non sono state rappresentate. Speriamo che si tratti solo di una svista occasionale. Chiederemo di valutare se non sia opportuno monitorare lo spazio che nei tg viene dato al Pd in maniera scorporata, visto che alla minoranza vengono riservati spazi come se fosse un partito autonomo». M5S: «IL PD IMPLODE, NASCE IL PARTITO DEL NAZARENO», Ore 19.02 – «Implode il Pd, nasce ufficialmente il Partito del Nazareno: Berlusconi ne diventa a tutti gli effetti il capo politico, ora Renzi non deve far altro che nominarlo vicepremier». A dirlo è il deputato del Movimento 5 Stelle Riccardo Fraccaro con un post su  Facebook: «Il soccorso azzurro sull’Italicum dimostra che Forza Italia esercita la golden share nel governo, per questo siamo di fronte ad un autentico voto di scambio: appoggio sulle controriforme in cambio delle garanzie su salvacondotto e Quirinale. Renzi e Berlusconi stanno calpestando la democrazia per trascinare il paese in una deriva autoritaria: la casta dei nominati occuperà il Parlamento e i cittadini diventeranno sudditi a tutti gli effetti. Le truppe cammellate del Nazareno, sotto il ricatto di perdere la poltrona, si sono rese complici di un vero e proprio colpo di mano per scardinare la nostra Costituzione. Oltre che per frantumare il Pd. Renzi è sempre di più un berlusconiano senza base, dopo un anno ecco il suo primo risultato: riportare Berlusconi al governo»   LA MINORANZA PD CHIEDE AL GOVERNO DI UNIRE IL PARTITO: «NO ACCORDI A RIBASSO», Ore 18.15 – La minoranza Pd al termine dell’assemblea “chiede” al premier “che si lavori prima di tutto a unire il Pd”. Lo afferma, dopo la riunione, il capogruppo dei deputati Pd alla Camera, Roberto Speranza. “C’è un pezzo significativo di parlamentari”, circa 140, “che chiede di lavorare a partire dal Pd: non è su questa materia che si possono fare accordi a ribasso. Ho fiducia nel nostro segretario e sono convinto che lavorerà a unire il Pd”. “Io non sono per legare legge elettorale e presidente della Repubblica”, ha concluso Speranza.   FORZA ITALIA, BERLUSCONI CONTRO I “DISSIDENTI”: «VI CHIEDO DI CAMBIARE LINEA O DI CERCARE ALTRA STRADA», Ore 18.15 – Secondo indiscrezioni raccolte durante l’incontro di Palazzo Grazioli tra Berlusconi e i deputati, il Cav avrebbe utilizzato toni forti contro le minoranze fittiane, contrarie al soccorso azzurro sull’emendamento Esposito sull’Italicum. Di fronte alle critiche di Daniele Capezzone alla strategia del Cav («Una sequenza di errori, siamo a quota “Martinazzoli”», ha spiegato), il leader azzurro avrebbe attaccato l’ex radicale. Con tanto di “benservito” ai “fittiani”: «Non condivido nulla di ciò che hai detto. La posizione tua e di altri ci indebolisce. Quindi vi chiedo di cambiare linea o di cercare un’altra strada».

Processo Mediaset, il Csm assolve il giudice Antonio Esposito
(Lapresse-AP Photo/Andrew Medichini)

ITALICUM E RIFORME. FORZA ITALIA, PAOLO ROMANI: «FI IN MAGGIORANZA? PREMATURO. MA FI DECISIVA SULLE RIFORME», Ore 17.50 – Forza Italia in maggioranza dopo il soccorso azzurro all’emendamento Esposito sull’Italicum? Per il capogruppo di Forza Italia, Paolo Romani, «è assolutamente prematuro». «C’è una maggioranza sulle riforme in cui Forza Italia è assolutamente decisiva», ha però aggiunto, al termine del vertice tra Silvio Berlusconi e Angelino Alfano con le rispettive delegazioni in vista del voto del 29 sul Quirinale.   ITALICUM, TONINI (PD): «GRAVE COMPORTAMENTO DISSIDENTI», ore 17.40 – Ancora tensioni all’interno del Partito democratico. Mentre le aree di minoranza sono riuniti a Montecitorio, ad attaccare i “dissidenti” è stato il vicepresidente del gruppo Pd al Senato e membro della segreteria, Giorgio Tonini. Intervistato a Radio Città Futura, ha “avvertito” le minoranze: «Se andranno fino in fondo e non voteranno in aula, questo sarà un elemento che costituirà un problema per il futuro del partito. Rischiano di mettere a repentaglio la tenuta del governo, e quindi del paese». Secondo il senatore sembra più un’operazione politica contro il nuovo corso renziano: «Viene il sospetto che sia una battaglia politica contro Renzi con qualunque mezzo, ma questo non è ammissibile in un partito che vuole essere unitario. Quando ero in minoranza con Bersani, non mi sarei mai immaginato di agire in questo modo».     ITALICUM E RIFORME, MINORANZE PD RIUNITE A MONTECITORIO: PRESENTI CIRCA 140 PARLAMENTARI, ore 17.10 – Nella sala Berlinguer della Camera dei deputati è iniziata la riunione delle minoranze del Pd, convocata per affrontare il tema delle riforme istituzionali. Presenti circa 140 tra deputati e senatori di tutte le minoranze dem. Tra questi, oltre a Pier Luigi Bersani, ci sono anche Gianni Cuperlo, Pippo Civati, Stefano Fassina, Rosy Bindi, Sesa Amici, Francesco Boccia, Nico Stumpo, Francesco Russo. Presenti anche i senatori che hanno condotto a Palazzo Madama la battaglia contro i capilista bloccati, come Miguel Gotor e Corradino Mineo. Alla riunione ci sono infine anche gli esponenti dell’area più dialogante delle minoranze, “Area Riformista”. Tra questi il capogruppo Pd alla Camera Roberto Speranza e Cesare Damiano, l’ex ministro che aveva condotto la mediazione interna sul Jobs Act.     ITALICUM, BERSANI (PD): «RENZI DICA SE VUOLE UNITÀ DEL PD», ore 16.45 – Anche l’ex segretario dem Pier Luigi Bersani ha contestato l’atteggiamento della maggioranza renziana nel corso dei lavori al Senato sull’Italicum: «Renzi sa benissimo che sulla legge elettorale c’era una possibile mediazione e non ha voluto mediare. Ora spetta a lui dire se si deve partire dall’unità del Pd». Per la minoranza dem, sconfitta sull’emendamento Gotor, sarà ora la partita dell’elezione del presidente della Repubblica un passaggio decisivo. Bersani ha protestato anche contro le parole utilizzate contro i “dissidenti” da Stefano Esposito, il senatore dem che aveva presentato l’emendamento con cui sono stati tagliati circa 35mila emendamenti e blindato l’Italicum 2.0: «Dare del parassita a Corsi, Mucchetti e Gotor è pericoloso. Si tratta di gente perbene che non chiede niente e va trattata con rispetto. Se viene meno il rispetto è finita».

Bersani: «La minoranza Pd non è un partito nel partito»
Pier Luigi Bersani (Fabio Cimaglia / LaPresse)

ITALICUM, FORZA ITALIA: “FITTIANI” CONTRO LA STRATEGIA DEL CAV, ore 16.18 –  Tensioni anche in casa forzista, dove la fronda dei fittiani ha contestato la scelta di Berlusconi e del partito di appoggiare l’emendamento Esposito. «Faremo tutto il possibile per evitare che Forza Italia, nata per dare voce al centrodestra liberale, muoia come piccola lista civica renziana. No ad un governo di fatto Renzi-Berlusconi», ha avvertito dal suo blog l’europarlamentare pugliese, a capo della fronda interna. Tra i parlamentari critici c’è anche l’ex ministro Saverio Romano: «La linea politica di Forza Italia riesce ogni giorno sempre più incomprensibile. Forza Italia partito di governo o di opposizione? Giù la maschera. Nessun inciucio con Renzi. Il sostegno alle riforme è ormai solo un alibi per fargli da stampella», ha attaccato. Non è l’unico. Critico anche il deputato ex radicale Daniele Capezzone:

  ITALICUM, RENZI: «MINORANZA PD? PRENDO ATTO CHE UNA PARTE SI MUOVE IN AUTONOMIA», Ore 15.48 – Dopo le divisioni in Aula nel Partito democratico, da Davos Renzi non ha nascosto l’irritazione per le divisioni interne: «Prendo atto che come sul Jobs Act una parte della minoranza del mio partito decide di muoversi in autonomia. Una posizione che non condivido e non credo che la condividano i militanti delle feste dell’Unità, ma questo è ininfluente ai fini del risultato finale». Dunque, ha continuato, «andiamo avanti nel rispetto delle opinioni di tutti». ITALICUM, CALDEROLI (LEGA NORD): «OGGI APPROVATO PATTO DEL NAZARENO», Ore 15.40 – Sul fronte leghista anche Roberto Calderoli è critico dopo l’approvazione dell’emendamento Esposito: «Matteo Renzi ha pochi motivi per stare sereno e soprattutto ne hanno pochi gli italiani perché oggi, con una truffa, non è stato approvato un emendamento alla legge elettorale, ma è stato approvato per legge il patto del Nazareno». Secondo il vicepresidente del Senato, con i 30 voti di esponenti del Pd contrari o non partecipanti al voto e con i 41 voti a favore di Forza Italia «si è certificata la nascita di una nuova maggioranza di Governo e il ritorno, a pieno titolo, al governo del Paese di Silvio Berlusconi che usa Renzi come terminale delle volontà sue e di Verdini». ITALICUM, SALVINI ATTACCA FORZA ITALIA, Ore 15.35 – Dopo il “soccorso azzurro” alla maggioranza renziana sulla legge elettorale, la Lega Nord continua a prendere le distanze da Forza Italia: «Chi tiene in piedi il governo Renzi non può pensare di dialogare con la Lega», ha spiegato Matteo Salvini, replicando ai cronisti che gli chiedevano se dopo il voto sull’Italicum farebbe una lista con Silvio Berlusconi. ITALICUM, TENSIONI NEL PD, Ore 15.23 – Le tensioni per lo strappo all’interno del Partito democratico tra maggioranza renziana e senatori “dissidenti” si riflettono anche a livello locale. In particolare, è stato il Pd toscano a dividersi. Sette consiglieri regionali della minoranza Dem (Vanessa Boretti, Daniela Lastri, Lucia Matergi, Fabrizio Mattei, Alberto Morelli, Pier Paolo Tognocchi, Gianfranco Venturi) hanno promosso la battaglia (persa in Aula) di Miguel Gotor, definendo il “documento dei 29” come «assolutamente condivisibile». La replica è arrivata dal segretario regionale Dario Parrini: «Si tratta degli stessi consiglieri regionali che nei mesi scorsi si sono fatti beffe della decisione del gruppo Pd in Regione sulla riforma elettorale toscana». Ovvero, il contestato Toscanellum, nato – come l’Italicum – da un accordo trasversale tra Pd, Forza Italia e parte della maggioranza di centrosinistra. ITALICUM, MAGGIORANZA PUNTA ALL’APPROVAZIONE DEFINITIVA PER IL 27 GENNAIO – Ore 15.15 – Blindato l’Italicum con l’approvazione dell’emendamento Esposito, adesso restano da discutere “soltanto” 12mila proposte di modifica (su 47mila presentati), come ha spiegato il capogruppo dem Luigi Zanda. È probabile però che si sfruttino altri meccanismi regolamentari per tagliare parte degli emendamenti rimasti e accelerare l’iter al Senato. La maggioranza punta alla data di martedì 27 gennaio per la votazione finale. L’obiettivo di Renzi è incassare il via libera di Palazzo Madama prima del 29, quando è previsto il primo voto per eleggere il Capo dello Stato, in modo da non subire “ricatti” da minoranze e opposizioni.

Italicum
Fabio Cimaglia/LaPresse

ITALICUM, ANCHE RUTA (PD) TRA I “DISSIDENTI” PD – ORE 15.00 – «Pieno sostegno all’emendamento Gotor all’Italicum che ho sottoscritto con convinzione e votato per dire no ad un parlamento di nominati». Lo ha rivendicato il senatore molisano del Pd, Roberto Ruta. Il parlamentare si è aggiunto al fronte dei “ribelli” dem, sostenendo l’emendamento Gotor bocciato dall’Aula, pur non avendo firmato il documento contro i capilista bloccati. ITALICUM, SEL ATTACCA LA MAGGIORANZA – ORE 14.52 – Critiche dalle opposizioni dopo l’approvazione dell’emendamento Esposito che ha “blindato” l’Italicum, tagliando oltre 35mila proposte di modifica: «Oggi è stata scritta una delle pagine in assoluto peggiori nella storia del Parlamento italiano. Una nuova maggioranza, della quale fa parte a pieno titolo Forza Italia, ha approvato una falso emendamento, quello del senatore del Pd Esposito, studiato apposta per “fregare” chi avrebbe voluto modificare in alcuni punti chiave questa pessima legge elettorale», ha contestato la senatrice di Sel Loredana De Petris. Per la presidente del Gruppo Misto di Palazzo Madama si è trattato di un “trucco”, una forzatura della maggioranza renziana: «Sarebbe stato più onesto porre la questione di fiducia sul maxiemendamento che riscrive l’Italicum. Così, almeno Forza Italia avrebbe votato la fiducia e sarebbe stato chiaro che il partito di Berlusconi è il principale alleato del Pd». ITALICUM, I NOMI DEI “SENATORI” DISSIDENTI – ORE 14.40 – Sul proprio profilo Twitter è stato il senatore azzurro Lucio Malan a pubblicare i nomi dei senatori che hanno votato in dissenso rispetto alla linea della maggioranza, sostenendo il primo emendamento del bersaniano Miguel Gotor:

 

 

ITALICUM, VOTO AL SENATO, 29 DISSIDENTI NEL PD, 10 IN FI, 14.21 – Lo scontro politico sull’Italicum è stato molto intenso. E le spaccature interne ai partiti anche. Nel corso delle votazioni al Senato i rappresentanti di Sel, Movimento 5 Stelle e Lega Nord hanno evidenziato come, all’esito di questo voto sia «cambiata la maggioranza che sostiene il Governo: la minoranza del Pd è all’opposizione e Forza Italia sostiene il Governo». Per portare a casa la riforma elettorale il premier Matteo Renzi ha dovuto fare i conti con il parere negativo della minoranza di civatiani e bersaniani. Erano stati 29 i senatori Pd che avevano firmato un documento in cui manifestavano un dissenso rispetto alla linea del segretario. Ma c’è stata fronda anche in Forza Italia. Secondo il senatore azzurri Maurizio Gasparri sono 10 i membri del gruppo che hanno votato a favore dell’emendamento Gotor che avrebbe stabilito una quota del 30% di eletti ‘bloccati’ e un 70% di eletti con preferenze.

ITALICUM, VOTO AL SENATO, EMENDAMENTO ESPOSITO CANCELLA 35.800 DEI 47MILA EMENDAMENTI, 14.10 – Il presidente di turno del Senato in aula, il leghista Roberto Calderoli, ha annunciato che dopo l’approvazione dell’emendamento Esposito (che recepisce tutte le modifiche al testo sulla base degli accordi tra Pd e centrodestra) decadono 35.800 emendamenti dei 47mila presentati. «Nonostante l’emendamento Esposito che qualcuno ha definito ‘killer’, restano da esaminare 12mila emendamenti alla legge elettorale», ha poi osservato il presidente dei senatori Pd, Luigi Zanda, parlando con i giornalisti.

ITALICUM, VOTO AL SENATO, EMENDAMENTO ESPOSITO BLINDA PATTO PD-FI E SPIANA LA STRADA ALLA RIFORMA, 14.06 – Ecco il testo dell’emendamento Esposito che ha annullato la gran parte degli emendamenti al testo di riforma elettorale e che ha spianato la strada verso l’approvazione della riforma elettorale blindando l’intesa Pd-Forza Italia:

«Le liste dei candidati sono presentate in 20 circoscrizioni elettorali suddivise nell’insieme in 100 collegi plurinominali, fatti salvi i collegi uninominali nelle circoscrizioni Valle d’Aosta e Trentino-Alto Adige, per le quali sono previste disposizioni particolari; in ciascuna lista i candidati sono presentati in ordine alternato per sesso, i capolista dello stesso sesso non eccedono il sessanta per cento del totale in ogni circoscrizione, nessuno può essere candidato, in più collegi, neppure di altra circoscrizione, salvo i capolista nel limite di dieci collegi; l’elettore può esprimere fino a due preferenze, per candidati di sesso diverso tra quelli che non sono capolista; i seggi sono attribuiti su base nazionale con il metodo dei quozienti interi e dei più alti resti». «Accedono alla ripartizione dei seggi le liste che ottengono, su base nazionale, almeno il tre per cento dei voti validi», sono attribuiti «comunque 340 seggi alla lista che ottiene, su base nazionale, almeno il 40 per cento dei voti validi o, in mancanza, a quella che prevale in un turno di ballottaggio tra le due con il maggior numero di voti, esclusa ogni forma di collegamento tra liste o di apparentamento tra i due turni di votazione; sono proclamati eletti, fino a concorrenza dei seggi che spettano a ciascuna lista in ogni circoscrizione, dapprima, i capolista nei collegi, quindi i candidati che hanno ottenuto il maggior numero di preferenze; i collegi elettorali sono determinati con decreto legislativo da emanare entro il termine e secondo i principi e i criteri direttivi stabiliti dalla presente legge; la Camera dei deputati è eletta secondo le disposizioni della presente legge a decorrere dal 1 luglio 2016».

ITALICUM, VOTO AL SENATO, APPROVATO EMENDAMENTO ESPOSITO, 13.47 – È arrivato il voto favorevole all’emendamento Esposito. 175 i sì, 110 i no, 2 gli astenuti. L’emendamento Esposito ricalca l’accordo di maggioranza raggiunto nei giorni scorsi e permette di saltare molte delle 44mila proposte di modifica presentate. La proposta fissa al 40% la soglia per il premio di maggioranza alla lista (e non più alla coalizione) e al 3% lo sbarramento per i partiti per entrare alla Camera. Sono fissati in 100 i collegi plurinominali con relativi capilista bloccati. È prevista poi la possibilità di esprimere due preferenze con alternanza di genere. L’emendamento prevede inoltre che l’Italicum entri in vigore dal primo luglio 2016, la cosiddetta clausola di salvaguardia.

ITALICUM, VOTO AL SENATO, DE CRISTOFARO (SEL): «QUASI TUTTI I PARITI ELEGGERANNO SOLO NOMINATI», 13.42 – I senatori di Sel hanno votato a favore dell’emendamento Gotor (che provava a stabilire un sistema con 30% di eletti ‘bloccati’ e un 70% di eletti con le preferenze) ritenendolo «un elemnto positivo di riduzione del danno» dell’Italicum, ma sottolineano che avrebbero preferito un sistema con collegi. «Il sistema delle preferenze – ha affermato il senatore Peppe De Cristofaro – non è in assoluto quello migliore e alle liste bloccate e alle preferenze avremmo preferito un sistema di collegi, a nostro avviso il più efficace per garantire trasparenza e vicinanza dell’elettorato ai rappresentanti. Tuttavia, in un meccanismo di lista bloccata, per di più con il combinato disposto, di un Senato non elettivo, l’emendamento Gotor sarebbe stato comunque un elemento positivo di riduzione del danno». «La stragrande maggioranza dei partiti e dei movimenti che si candideranno alle elezioni, tranne il partito che vince, eleggeranno – ha continuato De Cristofaro – solo nominati».

ITALICUM, VOTO AL SENATO, SACCONI: «LA MAGGIORANZA HA TENUTO», 13.30 – Soddisfatti anche i centristi di Area Popolare. L’ex ministro Maurizio Sacconi, dice: «La maggioranza istituzionale ha perfettamente tenuto con il voto sugli emendamenti Gotor che, aldilà di specifici, condivisibili contenuti, volevano disegnare una riforma significativamente diversa rispetto a quella concordata dal Pd, da Area popolare e da Forza Italia».

ITALICUM, VOTO AL SENATO, EMENDAMENTO GOTOR VOTATO DA 26 FIRMATARI DEL DOCUMENTO SU 29, 13.17 – Stando a quanto riportato dall’Ansa, dei 29 firmatari del documento della minoranza Pd sulla legge elettorale hanno votato a favore dell’emendamento Gotor in 26. A fare i conti è stato lo stesso Miguel Gotor, uscito dall’Aula subito dopo la bocciatura della sua proposta di modifica. Dei 29 firmatari, 2 non hanno preso parte al voto, Felice Casson e Rosaria Capacchione, mentre Josefa Idem si è astenuta. Si è però aggiunto Roberto Ruta che non era tra i sostenitori del documento.

ITALICUM, VOTO AL SENATO, DA FI 10 VOTI FAVOREVOLI ALL’EMENDAMENTO GOTOR, 13.13 – Nella votazione all’emendamento Gotor sono stati solo dieci i voti di Forza Italia favorevoli. Che fossero solo dieci lo aveva anche previsto stamattina il presidente della Commissione Giustizia, il forzista Francesco Nitto Palma, incrociato dai giornalisti nel salone Garibaldi. Era attesa anche nel centrodestra la conta dei senatori contrari all’impostazione dell’Italicum e vicini all’ex governatore pugliese Raffaele Fitto. I no all’emendamento sarebbero stati 46. Per quanto riguarda invece il gruppo parlamentare Gal, Grandi Autonomie e Libertà, invece, su 12 senatori 8 hanno votato a favore e 4 in senso contrario.

ITALICUM, VOTO AL SENATO, ROMANI (FI) SODDISFATTO, 12.56 – Le votazioni al Senato che seguono l’indirizzo del premier e segretario Pd Matteo Renzi vengono molto apprezzate nel partito azzurro, che fa capire di sperare in una nuova unione in coalizione delle forze di centrodestra. «Pur con le prevedibili differenze di orientamento su alcuni aspetti del provvedimento, la scelta dei Popolari per l’Italia conferma la ritrovata unità di intenti del centrodestra sulle riforme istituzionali, tappa fondamentale per la ricostruzione dello schieramento alternativo alla sinistra», ha detto Paolo Romani, presidente del gruppo di Forza Italia a Palazzo Madama.

La partita delle votazioni all’Italicum entra nel vivo con una bocciatura della principale proposta della minoranza del Partito Democratico. L’Aula del Senato ha infatti bocciato con 170 no l’emendamento di Miguel Gotor alla legge elettorale, che puntava a modificare la proporzione tra nominati ed eletti con il sistema delle preferenze, a favore di questi ultimi. I sì sono stati 116, 5 invece le astensioni. La minoranza Pd di cui fanno parte anche l’ex segretario Pier Luigi Bersani e Pippo Civati si oppone ad un sistema di voto, fortemente voluto invece dal premier Matteo Renzi, d’intesa con Forza Italia e Silvio Berlusconi, che prevede capilista bloccati e per il quale la maggior parte dei parlamentari eletti potrebbe essere, di fatto, nominato dalle segreterie di partito. L’emendamento a firma Gotor provava a rimodulare l’assegnazione dei seggi della Camera, con un 30% di deputati ‘bloccati’ e un 70% di eletti con le preferenze. Poco dopo è stato bocciato anche un secondo emendamento a firma di Gotor. La seconda proposta di modifica, respinta con 166 no, 108 sì e 3 astenuti, a differenza della prima, prevedeva l’entrata in vigore della nuova legge il primo luglio 2016 e la possibilità di apparentamento in caso di ballottaggio. In assenza di queste modifiche, invece, nella maggior parte dei partiti potrebbero essere eletti solo candidati bloccati.

(Foto di copertina di Roberto Monaldo da archivio LaPresse)