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Jihadisti in Belgio, caccia al leader Abu Omar Soussi

Non si ferma in tutta Europa la caccia ai potenziali attentatori jihadisti. Gli occhi sono puntati soprattutto sulla cellula di combattenti scoperta giovedì a Verviers, cittadina francofona nella provincia di Liegi, in Belgio. Una delle due persone arrestate in Grecia potrebbe essere propio legata a quel gruppo, come ha fatto sapere un portavoce del procuratore federale belga. Nessun riferimento è stato fatto al leader della cellula, e principale ricercato, Abdelhamid Abbaoud, 27enne belga di origini marocchine meglio conosciuto con il nome di Abu Omar Soussi.

Belgio raffora sicurezza, militari a protezione siti sensibili(Credit: Reuters / Yves Herman. Fonte archivio LaPresse)

JIHADISTI IN BELGIO, CACCIA AL LEADER – Gli investigatori non si sbilanciano e si rifiutano di rivelare l’identità della persona fermata, di cui si chiede l’estradizione per motivi di sicurezza. È emerso comunque che i due jihadisti uccisi giovedì nel blitz a Verviers provenivano da Molenbeek, comune nei pressi di Bruxelles in cui è cresciuto Abu Omar Soussi e dove si sono svolte in questi giorni due perquisizioni. Di Abu Omar Soussi ha parlato il ministro della giustizia belga Koen Geens, spiegando che l’uomo è ancora in fuga. Il procuratore federale Eric Van Sypt ha poi chiarito che nessuna delle due persone fermate in Grecia corrisponde all’identikit del leader della cellula jihadista smantellata in Belgio. Abu Omar Soussi è stato indicato come organizzatore dell’attentato che i suoi complici uccisi stavano mettendo in piedi. «Continuiamo a dargli la caccia e spero che presto riusciremo a prenderlo», ha detto il procuratore federale belga. Il ministro della giustizia non ha comunque smentito che l’uomo potrebbe trovarsi in Grecia, paese dal quale avrebbe guidato la cellula jihadista telefonicamente, fino al blitz di giovedì.

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JIHADISTI IN BELGIO, 300 MILITARI IN STRADA – Le operazioni si stanno svolgendo grazie alla collaborazione in atto tra gli inquirenti belgi e la polizia greca per prevenire nuovi attentati terroristici. Mentre in Grecia venivano compiuti arresti, in Belgio sarebbero avvenute altre due perquisizioni, senza però portare ad alcun fermo. Continua, poi, la mobilitazione dell’esercito per presidiare obiettivi di possibili attacchi. Ad Anversa e Bruxelles sono impiegati circa 300 militari per sorvegliare ambasciate o edifici del quartiere ebraico. È la prima volta che nel paese si ricorre all’esercito per rafforzare il lavoro di polizia. Il governo ha inoltre ha alzato da 2 a 3 il livello di allerta dopo il blitz a Verviers. Quanto sia alta la tensione lo dimostrano anche i falsi allarmi per la presenza di ordigni. Un allarme, poi, rientrato, è scattato nel comune di Uccle. Sul posto sono intervenuti gli artificieri.

JIHADISTI IN BELGIO, 13 FERMATI – Complessivamente sono stati contate in Belgio 12 perquisizioni e 13 fermati tra capitale e province fino a Verviers. Altri due arresti, sempre legati alla cellula jihadista smantellata, sono poi stati compiuti dai doganieri francesi nella zona di Chambéry, su mandato d’arresto europeo spiccato dalle autorità belghe, accortesi in tempo della fuga dei due sospetti, pronti a passare il confine con l’Italia. Anche a Parigi, intanto, sono state fermate in periferia una dozzina di persone, tra le quali il complice di Amedy Coulibaly, l’attentatore dell’irruzione al negozio ebraico di Parigi. A Berlino sono state fermate due persone, fra cui un arruolatore di jihadisti turchi e russi. Infine per terrorismo, all’aeroporto di Stansted, nei pressi di Londra, è stata fermata una ragazzi di 18 anni.

(Foto di copertina da archivio LaPresse. Credit: Reuters /Eric Vidal)