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Berlusconi: «Anche truppe di terra contro l’Isis»

Per il Cav l’«Occidente ha sbagliato tutto». E adesso, di fronte a quello che considera «un nuovo 11 settembre», secondo Silvio Berlusconi non c’è altra scelta che la guerra totale contro l’Isis. Intervistato da Marco Conti sul Messaggero dopo gli attentati di Parigi, il leader di Forza Italia ha rivendicato la necessità, a suo dire, di inviare anche truppe di terra contro il Califfato. Un intervento al quale «anche l’Italia deve partecipare». Ma non solo: Berlusconi, storico amico di Vladimir Putin, ha contestato le sanzioni adottate contro la Russia«È un nostro naturale alleato contro l’integralismo islamico, è stato un grave errore permettere che le tensioni esistenti distruggessero quel clima di collaborazione nato dopo l’accordo di Pratica di Mare». 

 

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(Lapresse-AP Photo/Andrew Medichini)

 

BERLUSCONI«SEGNALI CHIARI DALL’OCCIDENTE» – Per il Cav, ancora ineleggibile dopo la condanna definitiva per frode fiscale,  sono ormai lontani i tempi dei summit internazionali. Eppure, il leader azzurro tenta ancora di ricostruirsi un ruolo da protagonista. «La manifestazione di Parigi? ha un significato importante, basta che non si trasformi in una melassa buonista», ha continuato. Non senza attaccare la politica adottata negli ultimi anni dagli stati occidentali:

«L’Occidente deve dare un segnale chiaro. La timidezza, la paura con cui negli ultimi anni abbiamo difeso i nostri valori e, aggiungo, la nostra sicurezza, hanno convinto gli estremisti islamici che il nostro è un mondo debole e conquistabile. Il ritiro delle truppe dall’Iraq ha consentito addirittura la nascita di uno stato che propugna la conversione universale all’Islam attraverso la violenza. L’Occidente deve reagire con determinazione»

 

BERLUSCONI: «ANCHE TRUPPE DI TERRA CONTRO L’ISIS» – Per questo motivo, secondo Berlusconi, per sconfiggere Isis Berlusconi è convinto che l’intervento militare debba essere più deciso:

«Si fermi subito il ritiro delle forze dall’Afghanistan e l’Europa, per una volta, non lasci l’iniziativa agli Stati Uniti, che oggi appaiono poco determinati, ma prenda l’iniziativa per un intervento deciso contro Al Baghdadi e il suo Califfato», ha continuato Berlusconi.

Altrimenti, secondo l’ex premier, «vinceranno gli estremismi»: «La signora Le Pen e Salvini danno voce alla paura della gente. Una paura più che legittima. Ritengo che il ruolo della politica sia quello di dare risposte efficaci».

ITALIA E LIBIA – Nell’intervista, il Cav tenta anche di rivendicare la posizione in politica estera dei suoi governi. Anche in Libia: «L’Italia non può abdicare alle proprie responsabilità verso quel territorio, ne va della nostra sicurezza nazionale. Grazie ai nostri accordi e alla nostra politica estera la Libia di Gheddafi era diventata un alleato capace di fermare l’enorme flusso di clandestini verso le nostre coste». Anni e accordi sui quali, in realtà, pesa ancora il giudizio internazionale sull’operato italo-libico, di parere opposto rispetto a quello del Cav. La stessa Corte Europea dei diritti dell’uomo condannò il nostro Paese per le politiche di respingimento verso il Paese del nord Africa. Basta ricordare il cosiddetto caso Hirsi (che riguardava 24 persone nel 2009, ndr), con l’Italia punita per il mancato rispetto dell’articolo 3 della Convenzione sui diritti umani, quello sui trattamenti degradanti e la tortura. La Corte stabilì all’unanimità come l’Italia avesse violato il divieto alle espulsioni collettive, oltre al diritto effettivo per le vittime di fare ricorso presso i tribunali italiani. E in quella sentenza si sottolineò come la maggior parte dei migranti respinti fu «reclusa per molti mesi nei centri di detenzione libici, subendo violenze e abusi di ogni genere». 

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