«Basta slogan, sull’articolo 18 lo scontro farà morti»

di Redazione | 26/09/2014

«Basta slogan, Renzi ridisegni l’agenda politica». E sull’articolo 18: «I sindacati guardino oltre, o lo scontro farà morti». È questa la forte critica lanciata da parte della Conferenza Episcopale Italiana.

 

Renzi riforme 2

PIÚ REALISMO – «La Chiesa pensa che bisogna guardare con più realismo alle persone che non hanno lavoro e che cercano lavoro. Il dibattito su “art.18 sì, art.18 no” è meno centrale». Lo ha detto il segretario generale della Cei, monsignor Nunzio Galantino, durante la conferenza stampa indetta oggi in occasione della conclusione del consiglio episcopale permanente che si è svolto da lunedì a mercoledì in Vaticano.

Per Galantino «sulla questione del lavoro ci sono troppe bandiere che sventolano». Ha sottolineato di essere «sempre preoccupato quando alcuni temi decisivi vengono posti sul piano dello scontro», perché «la categoria del contro è sterile» e «alla fine ci saranno morti da una parte e dall’altra» e vengono adottate «soluzioni a mezz’aria».

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ARTICOLO 18, PER LAURA BOLDRINI «NON CRUCIALE PER CAMBIAMENTO» – Intanto, sul Jobs Act è intervenuta anche la presidente della Camera, Laura Boldrini. Per la terza carica dello Stato, «l‘articolo 18 non è una questione cruciale per il cambiamento». Anche Boldrini, eletta in Parlamento come indipendente nelle liste di Sel, è contraria alla modifica.

 

Roberto Monaldo / LaPresse
Roberto Monaldo / LaPresse

«Il pubblico deve fare degli investimenti. E le imprese italiane non investono in ricerca. Queste sono le questioni che riguardano il cambiamento», ha affermato la presidente della Camera, nel corso di una conferenza stampa nella sede della Stampa estera.

 

Giuliano Poletti, Roberto Monaldo / LaPresse
Giuliano Poletti, Roberto Monaldo / LaPresse

 

JOBS ACT, GIULIANO POLETTI: «GOVERNO NON CADRÀ»  –  Sul Jobs Act l’esecutivo Renzi però rischia, considerate le resistenze della sinistra dem e il rischio di uno strappo in aula. La legge delega sul lavoro dovrebbe ottenere il via libera anche da parte di Forza Italia, che punta a sfruttare eventuali lacerazioni nel Pd: se i voti azzurri risultassero decisivi, allora, insistono in casa azzurra, si aprirebbe una “fase nuova”.

Nonostante le polemiche, però, secondo il ministro del Lavoro Giuliano Poletti il governo «non cadrà». «Abbiamo lavorato per avere una delega che ha peraltro già avuto l’approvazione da parte della commissione Lavoro del Senato, dove sono stati presentati e accolti emendamenti importanti. Credo che abbiamo un testo che già nella formulazione attuale ha avuto un consenso largo, quindi credo possa procedere», ha spiegato. L’esame in aula del Jobs Act slitterà soltanto di qualche giorno, perché, ha precisato il ministro, «ci sono alcune scadenze non rinviabili». Ma «non ci sono problemi di calendario», ha concluso.