È Zaza l’anti Balotelli

di Giordano Giusti | 10/09/2014

Quando la palla è entrata in rete si è emozionato, e ha fatto fatica a confessarlo: “È stato un attimo. Solitamente non mi tremano le gambe…”. Zaza non ha la spocchia di Balotelli e Cassano, né la timidezza del primo Del Piero o del primo Totti: ha preferito la pelata alla cresta da spaccone ma ha messo su la barba da duro facendo arrabbiare mamma (“si lamenta, non le piace”), ha paura dell’aereo ma per Conte si può fare un’eccezione, indossa 10 tatuaggi eppure ancora non ammicca alle telecamere. È un ragazzo che si vuole sentire uomo, è un giovane giocatore con una voglia matta di diventare un calciatore adulto. È una fantastica via di mezzo.

Norway v Italy - UEFA EURO 2016 Qualifier

SAMMINA – Zaza insomma sembra normale, equilibrato e allo stesso tempo ambizioso. Zaza d’altronde è forte. Andato via di casa a 13 anni, ne ha compiuti 23 il 25 giugno scorso e ha iniziato la stagione come meglio non poteva: un gol spaziale al Cagliari nella prima di campionato – calcio al volo con il mancino, a incrociare sul secondo palo – la chiamata di Conte, un rigore procurato contro l’Olanda, una rete, una traversa e un pallonetto fallito di poco contro la Norvegia. Non ci fosse stato il tocco di Nordtveit che ha deviato la traiettoria del suo tiro mancino, forse il pallone ieri sera minuto 16 non sarebbe entrato, ma cosa conta. Quel polpaccio norvegese fa rima con un sacco di record: primo gol in maglia azzurra, primo lucano e primo giocatore del Sassuolo a segnare con l’Italia. La Juventus aveva intravisto il talento di ‘Sammina’ – soprannome datogli ai tempi dell’Atalanta per il suo sinistro micidiale – poi però ha fatto retromarcia. A giugno scorso infatti il Sassuolo ha tirato fuori 7,5 milioni di euro e si è accaparrato tutto il cartellino; gli Agnelli si sono accontentati di un diritto di riacquisto fissato a 15 milioni entro giugno 2015 e a 18 milioni entro giugno 2016. Una golden share piuttosto onerosa, ma chissà tra uno e due anni dove sarà Zaza e quanto varrà. Oppure chi se lo porterà via.

Nato a Policoro ma cresciuto a Metaponto, Simone Zaza è la speranza del Sud pallonaro in cerca di spazio e gloria. Nel suo cognome la prima e l’ultima lettera dell’alfabeto, quasi a disegnare un anello o un cerchio. Tondo, come un pallone.