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L’Isis non si ferma: uccide il giornalista Sotloff e minaccia un terzo ostaggio

Nuova decapitazione di un giornalista americano da parte dei miliziani dell’Isis, il gruppo jihadista attivo in Siria e in Iraq che lo scorso giugno proclamato la rinascita del califfato nei territori finiti sotto il proprio controllo nei due paesi. Dopo aver diffuso lo scorso 20 agosto le immagini dell’uccisione del reporter James Foley l’Isis ha messo online un video dell’esecuzione del giornalista freelance Steve Sotloff. Il contenuto del filmato, della durata di 2 minuti e 46 secondi, è stato anticipato ieri da Site Intelligence Group, un portale che monitora siti jihadisti, e poi rilanciato dal New York Times e ovviamente dai media di tutto il mondo.

 

Steven Sotloff

MINACCE AD UN TERZO OSTAGGIO – Il video, dal titolo «Un secondo messaggio all’America», contiene un appello della vittima ad Obama e un avvertimento dell’esecutore, che potrebbe essere lo stesso che ha ucciso anche Foley, ovvero il miliziano di origini britanniche «Jihadi John». A quanto emerso ad una prima visione delle immagini, infatti l’accento del boia di Sotloff ricorda quello dell’esecutore nel primo filmato. Sarà il lavoro dell’intelligence a chiarire se si tratta della stessa persona o di un altro britannico unitosi alle milizia jihadiste. Sotloff, 31 anni, era stato rapito in Siria il 4 agosto del 2013 ed è lo stesso reporter che veniva mostrato al termine del video dell’uccisione di Foley. Mentre le intelligence sono al lavoro per confermare l’attendibilità del filmato, si teme ora che la seconda esecuzione possa essere seguita da una terza, visto che i miliziani dell’Isis nel nuovo messaggio all’America minacciano di uccidere ancora un ostaggio in caso di mancato stop al loro intervento militare in Iraq. Gli jihadisti indicano come possibile nuova vittima David Cawthome Haines, un ex soldato britannico che ha lavorato per alcune organizzazioni umanitarie ed è stato rapito in Siria all’inizio del 2013.

 

 

LE DOMANDE DI SOTLOFF AD OBAMA – Nel video, come Foley, Sotloff indossa una tuta arancione e compare al fianco del suo boia. Il suo messaggio:

Sono Steven Joel Sotloff. Sono sicuro che sapete esattamente chi sono, adesso, e perché sto comparendo dinnanzi a voi. E ora, è il tempo per il mio messaggio: Obama, la tua politica estera e il tuo intervento in Iraq dovevano essere per la conservazione della vita e degli interessi americani. E allora perché devo essere io a pagare il prezzo di questa interferenza con la mia vita? Non sono anche io un cittadino americano? Avete speso miliardi di dollari delle tasse di contribuenti americani per spedire migliaia di nostri soldati nelle nostre precedenti guerre contro lo Stato Islamico, quindi qual è l’interesse della gente nello riaccendere una guerra? Per quel poco che so di politica estera, mi ricordo un tempo in cui non avresti potuto vincere un’elezione senza la promessa di riportare le nostre truppe a casa dall’Iraq e dall’Afghanistan, e di chiudere Guantanamo. Ed eccoti qui, Obama, verso la fine del tuo mandato, non avendo mantenuto niente di quanto promesso e spingendo ingannevolmente noi, il popolo americano, nel fuoco ardente.

IL BOIA AVVERTE GLI USA: «FERMATE I VOSTRI MISSILI» – Poi nel filmato la parola passa all’esecutore, che afferma:

Sono tornato, Obama, e sono tornato a causa della tua arrogante politica estera nei confronti dello Stato Islamico, per la tua persistenza nel continuare i bombardamenti e (incomprensibile, nda) a dispetto dei nostri seri avvertimenti. Tu, Obama, hai solo da guadagnare dalle tue azioni, ma non un altro cittadino americano.

E ancora:

Fino a che i vostri missili continuano a colpire la nostra gente, il nostro coltello continuerà a colpire i colli del vostro popolo. Cogliamo l’opportunità di avvisare quei governi che si uniscono alla malvagia alleanza con l’America contro lo Stato Islamico di ritirarsi e di lasciare in pace la nostra gente.

L’APPELLO DELLA FAMIGLIA – A nulla sembra essere valso dunque l’appello dei genitori di Sotloff, che avevano lanciato una petizione chiedendo ad Obama di salvare il loro figlio. Il 27 agosto, inoltre, la mamma del reporter, in un messaggio trasmesso da Al Arabiya, si era rivolta direttamente ad Abu Bakr Baghdadi, leader dell’Isis, affermando:

Steven è un giornalista innocente. Ha viaggiato molto nel Medio Oriente per parlare delle sofferenze dei musulmani sotto il gioco dei tiranni, è un uomo generoso che ha sempre cercato di aiutare i più deboli.

 

decapitazione isis sotloff 3

CAMERON: «VIDEO DISGUSTOSO» – «Le reazioni dei leader di tutto il mondo non si sono fatte attendere. David Cameron ha definito il video della decapitazione di Sotloff «disgustoso e spregevole». Matteo Renzi, presidente di turno dell’Unione Europea, ha espresso «profondo sdegno» e «massima determinazione» e ha dichiarato: «Di fronte a un atto tanto raccapricciante, ci è sempre più chiaro quale sia la frontiera, quella della democrazia contro la barbarie». La Casa Bianca, intanto, non conferma per ora la decapitazione. Jennifer Psaki, portavoce del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, parla di «atto terrificante» e fatto sapere: «Ho incontrato l’intelligence e stiamo lavorando per capire se il video è autentico». Ban ki Moon, segretario generale dell’onu, si è infine detto «indignato» per la «brutale» apparente decapitazione. «Siamo tutti indignati per le informazioni provenienti dall’Iraq sulle terribili morti di civili da parte dello Stato Islamico», ha dichiarato da Auckland.

(Foto da archivio LaPresse. Credit: AP Photo)

TAG: ISIS