Verona, il catfight sul concerto dei 99 Posse

di Tommaso Caldarelli | 26/08/2014

Il concerto della 99 Posse a Verona il 4 settembre 2014 non si terrà: l’VRBAN Ecofestival, la kermesse che aveva programmato la data con il collettivo di artisti napoletani, noti per la loro militanza su temi sociali, politici e ideologici a sinistra, ha annullato la data prevista dopo il vespaio di polemiche partite sopratutto da ambienti dell’estrema destra veronese. Tuttavia, la sinistra veronese si sta già mobilitando ed è possibile che il concerto della band napoletana si tenga, nella stessa data, in un altro festival.

99 POSSE A VERONA, I FATTI – “A quanto pare a Verona se sei comunista e napoletano non puoi suonare, se sei fascista diventi presidente di una municipalizzata”, ha scritto la Posse su Twitter, sintetizzando, dal suo punto di vista, l’accaduto. I fatti: Andrea Miglioranzi, presidente dell’Amia, l’azienda municipalizzata dell’ambiente veronese e già bassista del gruppo rock di estrema destra “Gesta Bellica”, nonché esponente del Veneto Fronte Skinheads e capogruppo della Civica per Flavio Tosi alle amministrative 2007, ha una settimana fa ritirato il patrocinio all’VRBAN Ecofestival di Verona: “Ci vediamo costretti nostro malgrado a ritirare la sponsorizzazione, in quanto non appare in linea con le finalità istituzionali della nostra società”, sono state le parole del comunicato, riportate dall’Arena. Anche dal Consiglio Comunale i consiglieri Vittorio di Dio – Lista Tosi  – e Ciro Maschio – Fratelli d’Italia – si sono detti “stupiti e contrari” della partecipazione della 99 Posse all’VRBAN, dichiarandosi contenti del ritiro della sponsorizzazione.

FORZA NUOVA AL CONCERTO – A metterci il carico è arrivata la sezione veronese di Forza Nuova, che ha chiarito su Facebook: al concerto di settembre ci saremo anche noi.

Il sindaco Flavio Tosi, raggiunto in Puglia dove si trova in vacanza, ha, secondo il Corriere del Veneto, “fatto la sua bella figura” affermando che non aveva alcun problema nel vedere i 99 Posse suonare a Verona, che il patrocinio del Festival da parte del Comune non sarebbe stato ritirato, ma, al contempo, che comprendeva il comportamento di Miglioranzi. “Io comprendo totalmente la posizione di Andrea Miglioranzi perché conosco la sua storia, so quanto è stato perseguitato e quanto ha subito per motivi analoghi: lui si limita a togliere il patrocinio di Amia, non vuole impedire il concerto”, ha detto Tosi. Altri consiglieri comunali su posizioni più moderate hanno chiesto alla 99 Posse di “dissociarsi da qualsiasi forma di violenza”, ma alla fine, la decisione l’ha presa l’organizzazione dell’VRBAN. 

beppe grillo forza nuova 2

SALTA IL CONCERTO – Temendo strumentalizzazioni ulteriori e, di più, un pessimo clima proprio durante il concerto con rischio di scontri e problemi di ordine pubblico, il festival ha scelto “la linea della sostenibilità” e ha scelto di “rinunciare all’artista 99 Posse”. In breve, il concerto è stato annullato.

“La decisione non ci piace ma è comprensibile”, dicono dalla band oggi su Repubblica: “I ragazzi dell’associazione vivono sul territorio, non sono compagni, non sono tenuti a solidarizzare con noi. Il problema non sono gli organizzatori, il problema sono gli amministratori”, è il messaggio della band che, come abbiamo detto, ha parlato chiaro su Twitter. Gli utenti non sono stati molto contenti della decisione dell’amministrazione del festival, tanto che alcuni cittadini su Facebook hanno iniziato a sostenere di voler boicottare l’VRBAN: “Siete dei servi, non verremo”

UN NUOVO PALCO? – Il festival si è difeso dalle accuse, dicendo di aver voluto semplicemente difendere il proprio staff e i cittadini presenti da eventuali problemi; ha inoltre pregato, quasi implorato la cittadinanza di continuare a sostenere il festival e le altre iniziative culturali proposte. Ma le ultime notizie sembrano diverse: pare che la sinistra veronese si stia organizzando in qualche modo per offrire al collettivo Raggamuffin un nuovo palco per la stessa data. Si tratterebbe della Festa in Rosso ai giardini di Quinzano, frazione del capoluogo scaligero. Gli ultimi movimenti sono riportati da Radio Popolare Verona.

I 99 Posse che suonano sul palco della Festa in Rosso il 4 settembre sarebbe indubbiamente un finale diverso per un film triste già visto troppe volte nella città scaligera, un esito inedito per una vicenda grottesca.

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Il problema, però, viene ribadito dalla stessa band nell’ultimo post Facebook di presa di posizione sulla vicenda. E la Posse afferma che la questione è andata ormai ben oltre l’ideologia politica – d’altronde, dice il gruppo nato dall’Officina 99, “recentemente si sono esibiti a Verona senza problemi gruppi e artisti forse meno espliciti, ma sicuramente inquadrabili a sinistra”. Il problema sembra essere un altro.

In questi giorni la nostra pagina facebook è presa d’assalto da utenti chiaramente riconducibili alla curva sud veronese. E in questo caso gli insulti sono squisitamente a base di razzismo antimeridionale, con il consueto campionario di «terroni, lavatevi, benvenuti in Italia». Dello stesso tenore, anche molti commenti agli articoli apparsi on line in questi giorni, come se Verona si apprestasse a ospitare una delle sentitissime partite contro il Napoli e non invece il concerto di un gruppo musicale

La band, ricordando poi la solidarietà che da moltissimi cittadini settentrionali e non sta arrivando in queste ore al collettivo, saluta “i tanti sinceri democratici” che si auguravano di poter vedere la Posse a Verona: “A questa Verona migliore vanno il nostro abbraccio e il nostro ringraziamento, con la promessa e l’auspicio di costruire insieme le condizioni perché la 99 Posse possa esibirsi al più presto nella loro città”.