Regionali in Campania, Picierno e Nicodemo annunciano «La Fonderia»

di Donato De Sena | 22/07/2014

«Un luogo dove le persone comuni partecipano e portano le loro idee per migliorare il progetto complessivo». Un luogo dove militanti o semplici elettori mettono a punto il programma del Pd per le Elezioni Regionali in una sorta di «primarie delle idee». È la proposta annunciata ieri a Napoli da Francesco Nicodemo, il responsabile nazionale della comunicazione del partito di Matteo Renzi, e apprezzata anche dall’eurodpeutata Pina Picierno, che con l’altro rappresentante della segreteria è intervenuta nel centro storico partenopeo (nei giardini del complesso museale di S.Chiara) nell’ambito della Festa dei Giovani Democratici.

 

Pina Picierno 3

 

PICIERNO: «ASSEMBLEA APERTA A SETTEMBRE» – Intervistati da Adolfo Pappalardo, giornalista del Mattino, e da Simona Brandolini, giornalista del Corriere del Mezzogiorno, Nicodemo e Picierno, due leader campani vicinissimi al premier Renzi, sono stati chiamati a rispondere soprattutto sulla prossima tornata elettorale, ma hanno anche avuto modo di ribadire il loro forte interesse per le elezioni primarie per la scelta del candidato alla carica di presidente e, nello stesso tempo, di presentare l’assemblea aperta, da svolgersi a settembre, che ha lo scopo di realizzare un programma condiviso e dar vita ad una piattaforma unica tra i partiti oggi in gioco. L’idea è in linea di massima quella di rivivere nel proprio piccolo un’esperienza simile a quella della Leopolda, per recuperare consensi e soprattutto per uscire definitivamente dalla logica delle alleanza discusse nel Palazzo e quindi stipulate lontano dai cittadini. «Ci pigliamo noi – ha detto ieri la Picierno dal palco – la responsabilità delle scelte. Poi criticatemi, potete essere o no d’accordo, ma ne vogliamo prima discutere con i cittadini. A questo serve l’assemblea aperta che vogliamo fare a settembre. Per noi il programma si condivide prima con la nostra gente». Sulla stessa linea si è espresso ovviamente anche Nicodemo, che rispondendo ai due intervistatori è stato invece più preciso: «Dobbiamo costruire un luogo in cui le persone comuni partecipano e portano le loro idee per migliorare il progetto complessivo. Io voglio dargli un luogo fisico. Lo chiamarei La Fonderia, un luogo di produzione di idee, un luogo in cui si incontrano le persone comuni e portano le idee migliori. Prima di discutere chi fa il candidato presidente di regione è più importante fare le primarie delle idee, idee che (oggi, nda) latitano abbastanza».

 

 
PICIERNO: «NOMI DA CANDIDARE? VOTINO I MILITANTI» – Il candidato presidente, dunque. Quello della scelta dell’aspirante governatore resta senz’altro il nodo più grosso che attanaglia il Pd in Campania. Vincenzo De Luca, sindaco di Salerno, principale avversario di Picierno, Nicodemo e della loro renzianissima area, ha già cominciato campagna e incontri più o meno segreti per preparare il terreno ad una propria candidatura. Ma per Picierno e Nicodemo, si tratta di una corsa fuori dal partito e già pensano, al di là dell’assemblea di settembre, che dovrebbe tenersi a Bagnoli, ad eventuali primarie di coalizione (o di partito) per la scelta del candidato da contrapporre a Stefano Caldoro, riconfermato leader del centrodestra. Si tratta di primarie da evitare – dicono – solo nel caso in cui dovesse emergere una forte leadership condivisa come quella di Sergio Chiamparino a Torino, tanto per fare un esempio. Ma non è affatto il caso di Napoli, dove lo scontro con De Luca è più che evidente. E dove si vedono bene anche le fratture. «All’ultima assemblea regionale – ha detto la Picierno – sono emerse in maniera abbastanza chiara due idee di questa regione molto diverse. Ed io credo che sia giusto, proprio perché siamo di fronte a due prospettive di regione e di partito opposte,  che queste due prospettive si confrontino, sia sottoposte alla valutazione, al giudizio, al voto della nostra comunità, dei nostri militanti, dei nostri elettori, di chi ha voglia di venire a dare una mano, di interloquire con il Partito Democratico. Intanto, a prescindere dalla scelta del candidato, da un lato c’è un candidato che parte senza il partito dall’altra parte c’è una comunità, un partito, un gruppo, che decide di discutere prima di che farne di questa Regione e di questo Comune, prima di come vogliamo utilizzare in maniera diversa i fondi europei. Questa discussione noi la vogliamo fare con la nostra comunità. Questa è la discussione che ci interessa prima di tutto, e poi arriviamo, solo un attimo dopo, al candidato migliore che possiamo mettere in campo. Ma questa è una discussione che arriva un minuto dopo».

 

 

NICODEMO: «NO ALLE ALLEANZE NUSCO-SAN GIACOMO» – A rincarare la dose ci ha poi pensato Pappalardo che, parlando del sindaco di Salerno, ha chiesto: «Per le Regionali c’è un candidato già in campo che si chiama De Luca. Sono settimane, mesi, che lavora, fa incontri, va sotto casa di De Mita alle 7 del mattino, chiama De Magistris. Oggi è il 21 luglio. Non c’è il rischio che arrivi troppo tardi la prospettiva politica che voi state mettendo in campo e a cui state lavorando per le Regionali?». La risposta in questo caso è toccata a Nicodemo, che ha parlato di primarie da potersi svolgere ad ottobre. ««So – dice – che è divertente ma (fare, nda) un nome adesso svilirebbe complessivamente il progetto che stiamo mettendo in campo. Poiché secondo me tutte le persone che stanno lavorando a questa idea sono validissime, ognuno di loro potrebbe essere il migliore candidato possibile. Un nome non lo dico. Il tema non sono i nomi. Il tema è sapere che c’è una generazione larga, laica, che riguarda tante cose e che è trasversale alle emozioni congressuali, è gente del Pd che vuole mettersi a disposizione per costruire un’altra prospettiva. Questa cosa è in campo. È una prospettiva politica vincente. L’unica che si sta costruendo in questa Regione. Dal mio punto di vista il tema non è quando cacciamo il candidato. Per me le primarie si devono fare, ad ottobre». Infine, l’ultima stilettata. Rivolta a Ciriaco De Mita, chiamato in causa da Pappalardo. «Per vincere l’elezione – ha detto Nicodemo – non bisogna mettere insieme un’alleanza che va da Nusco (paese di De Mita, nda) e arriva a San Giacomo. Questa roba non funziona e qualora funzionasse non sarebbe in grado di governare una regione che ha bisogno di scegliere e di amministratori che decidono. Diciamo che il tema non è mettere insieme la somma dei partiti che sostengono un candidato. Non va bene così». E pensare che siamo solo all’inizio.

 

 

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(Foto: Giornalettismo)