Che succede quando un missile colpisce un aereo?

di Alessio Barbati | 18/07/2014

Le 298 persone, tra passeggeri ed equipaggio, a bordo del volo MH17 da Amsterdam a Kuala Lumpur, non potevano avere idea di quello che sarebbe successo, e non c’era modo di prevederlo. L’esplosione non è avvenuta fino a quando il Boeing 777 non si è schiantato a terra. «In questi casi, la maggior parte degli aerei si disintegrano al momento dell’impatto col terreno» ha detto ad ABC News Timothy Holt, professore all’ Embry-Riddle Aeronautical University. Quello che succede dipende dal punto esatto in cui il missile colpisce l’aereo, ha spiegato, «Se il missile colpisce le ali, dove si trova il combustibile, l’aereo esplode in aria» in tutti gli altri casi l’esplosione avviene solo al momento dell’impatto. Nel caso specifico «sembra che la maggior parte del carburante fosse ancora all’interno del serbatoio – ha detto Holt – non si vedono esplosioni in cielo, ma solo fiamme e un fumo alzarsi dai resti della carlinga».

DOMINIQUE FAGET/AFP/Getty Images
DOMINIQUE FAGET/AFP/Getty Images

Gli aerei di linea, come quello abbattuto ieri in Ucraina non sono equipaggiati da sistemi di difesa e il pilota avrebbe potuto accorgersi del missile solo se l’avesse visto partire da terra. «In caso di allerta su un volo commerciale, la cosa migliore in cui sperare è una rapida discesa in curva – continua Holt, che ha trascorso 15 anni a sorvegliare gli aerei americani – Ma non stiamo parlando di un jet ad alte prestazioni che avrebbe tranquillamente potuto schivare il missile. I piloti non avrebbero potuto evitarlo in nessun modo»

Come è stato colpito l’aereo? «Esistono vari tipi di missili, quelli a guida radar, a laser e quelli a infrarossi – spiega a Giornalettismo un esperto di guerra elettronica – gli unici in grado di raggiungere una gittata di 10.000 metri, la quota a cui volava l’aereo malese, sono quelli a guida radar».

C’era modo di evitare la tragedia?  «Fondamentalmente no, l’aereo avrebbe dovuto montare un sistema di sicurezza antimissile non previsto per gli aerei di linea.»

Quali contromisure potevano essere adottate? «L’unica soluzione sarebbe stata l’installazione di Radar Warning Receiver, detti anche RWR. Sono ricevitori che avvisano il pilota quando l’aereo viene inquadrato da un radar e tipicamente sono anche in grado di capire se il radar in questione è amico o nemico».

Cosa dovrebbe fare il pilota una volta “agganciato”? «Quando il pilota capisce dall’RWR di essere sotto tiro può decidere di operare manovre eversive, può cabrare, picchiare o invertire la rotta per sottrarsi all’ingaggio da parte del missile. Se debitamente equipaggiato con un sistema di autoprotezione, può tentare una contromisura come un lancio di Chaff per ingannare il radar e quindi il missile»

Che cos’è una Chaff e perchè non può essere montato sui velivoli che sorvolano aree di guerra? «E’ una contromisura radar che permette all’aereo di confondere il radar del missile inviandogli segnali multipli. Il problema principale è che tali dispositivi non riescono a proteggere efficacemente un aereo Wide Body, come quelli civili, poiché la loro dimensione è troppo grande. Inoltre le Chaff sono sparate proprio come dei proiettili e questo comporta che ci siano un gran numero di cartucce esplosive a bordo dell’aereo. Ovviamente questo è accettabile solo per un aereo militare, ma crea enormi problemi di sicurezza per gli aerei civili. Gli aeroporti non accetterebbero mai un aereo con esplosivi a bordo»

Flares
Lancio di Flares da elicottero militare

E se il missile fosse stato a infrarossi? «Non sarebbe cambiato granché, in questo caso la contromisura si ottiene con l’utilizzo di Flares. Sono i corrispondenti delle Chaff per i missili all’infrarosso (IR). Un missile a guida IR segue la fonte di calore generato dal motore dell’aereo, e quando il pilota si accorge di essere stato agganciato può lanciare le Flares che, essendo più calde del motore, attirano il missile evitando, con molta fortuna, l’impatto con l’aereo»