L’invasione delle ultra-bufale sugli Ufo

di John B | 04/03/2014

A cicli più o meno regolari si torna a parlare di UFO sui media e si moltiplicano gli avvistamenti. Gli ufologi le chiamano “ondate” e le attribuiscono a un particolare interesse dei nostri amici extraterrestri per determinati eventi che riguardano la Terra.

PICCHI – Quella di cui parliamo oggi non è una vera e propria ondata ma è comunque un picco mediatico che riguarda gli avvistamenti (recenti o datati) di UFO sulla Luna. Come di consueto, quando si parla di questo argomento, è sempre cosa buona e giusta fare qualche fondamentale premessa. La prima è che gli UFO esistono. Sul serio. Infatti UFO significa Oggetto Volante non Identificato [Unidentified Flying Object] e di roba non identificata, in giro per il mondo e per lo spazio, ce n’è davvero un sacco. Ma si tratta, appunto, di oggetti non identificati e questo non significa che si tratti di oggetti costruiti da una civiltà extraterrestre. Potrebbe trattarsi di un oggetto costruito dall’uomo, di un meteorite, di un fenomeno atmosferico, un’illusione ottica, un trucco, un difetto sulla pellicola o un’aberrazione della lente di ripresa e così via. Se vediamo un punto luminoso che si muove nel cielo notturno, potrebbe essere un satellite o un aereo o una sonda ma a causa della distanza e della scarsa luminosità non possiamo stabilire quale delle tre possibilità sia quella corretta e ciò ne fa un oggetto non identificato, ossia un UFO, ma non certo un’astronave aliena. La seconda è che gli extraterrestri esistono. O meglio, è molto probabile che esistano. Infatti l’Universo ha un diametro di decine di miliardi di anni luce e contiene ben 300 mila miliardi di miliardi di stelle, per cui è molto improbabile che noi siamo gli unici ad abitarlo. Per calcolare il numero di potenziali civiltà extraterrestri si usa l’equazione di Drake, basata su 7 parametri ciascuno dei quali è stimato.

STIME – Secondo le stime più ottimistiche, potrebbero esserci centinaia di migliaia di civiltà extraterrestri nell’universo, centinaia delle quali nella nostra galassia. La distanza media tra due civiltà, però, a causa delle dimensioni dell’Universo, sarebbe di centinaia o migliaia di anni luce. La probabilità che nelle nostre vicinanze, a una distanza compatibile con i tempi di viaggio di un’astronave, si trovi una civiltà intelligente, è così bassa da potersi definire pari a zero. Fatte queste due premesse, è giocoforza concludere che tutti gli avvistamenti di UFO e di alieni debbano avere una qualche spiegazione (anche quando non siamo in grado di stabilirla con certezza) diversa da quella che una civiltà extraterrestre stia visitando il nostro pianeta. Menzogne, allucinazioni, fotomontaggi, scherzi, fenomeni naturali rari, errori, congegni costruiti dall’uomo: qualunque di queste spiegazioni, per quanto possa apparire improbabile, è sempre immensamente più probabile di quella extraterrestre. Del resto, da almeno mezzo secolo irradiamo nello spazio ogni sorta di onda elettromagnetica e siamo in grado di captarle. Da trent’anni è attivo il programma SETI che è stato supportato anche dalla comunità scientifica e dalla NASA, e che cerca di “captare” emissioni elettromagnetiche emesse da forme di vita intelligente, ma senza esito. Ciò significa che intorno a noi, per decine di anni luce, non c’è nessuno o quantomeno nessuno abbastanza evoluto da poter inviare segnali radio e pertanto nemmeno da poter intraprendere un viaggio interstellare. E veniamo agli UFO sulla Luna. La Luna ha sempre affascinato gli uomini: così vicina, così lontana, così misteriosa per via del fatto che ci mostra sempre la stessa faccia aprendo il campo a ogni sorta di congetture su cosa si nascondesse dall’altro lato. Con l’avvento dell’esplorazione spaziale la faccia nascosta è stata vista, studiata, fotografata e mappata dalle sonde automatiche e dalle navicelle madre delle missioni Apollo, che orbitarono attorno al satellite mentre gli astronauti compievano le proprie missioni di discesa e esplorazione con il modulo LEM. Ma proprio da quelle missioni gli Ufologi trassero nuova linfa.

BUFALE & CO – Prima circolò la bufala delle conversazioni radio di Neil Armstrong, uno dei primi due astronauti a giungere sulla Luna nel corso della missione Apollo 11 del 1969. Queste conversazioni, semplicemente, non sono mai avvenute, si tratta di testi inventati di sana pianta o tratti da film di fantascienza. Poi ci fu la bufala dell’Apollo 20, una fantomatica missione segreta della NASA che avrebbe avuto lo scopo di recuperare i resti di un’astronave aliena scoperta sulla faccia nascosta della Luna. Ora è la volta di alcune fotografie che mostrerebbero astronavi o tracce evidenti di civiltà aliene sulla Luna. Il nostro satellite non ha atmosfera né acqua, per cui le sue cicatrici (dovute essenzialmente agli impatti dei meteoriti) non sono ammorbidite e levigate dall’azione degli elementi atmosferici, quali vento, pioggia, corsi d’acqua. Le linee nette e gli spigoli vivi restano tali per centinaia di migliaia di anni, accumulandosi e intersecandosi e dando vita a ogni sorta di figura geometrica che, con un po’ di fantasia, possono assomigliare all’opera di misteriose intelligenze. Poi ci sono vere e proprie foto “bufala”, come i fotogrammi diffusi nel 2000 che mostrerebbero astronauti e UFO svolazzanti.

BUFALE E SBUFALATE – L’esame di quei fotogrammi mostra subito che sono estremamente sfocati e sgranati. Le immagini riprese dagli astronauti sulla Luna, invece, sono di straordinaria qualità (sia perché scattate con ottiche costose e professionali, sia perché l’assenza di atmosfera restituisce immagini di impareggiabile nitidezza). Sfocando a dismisura una fotografia e riducendone drasticamente la risoluzione, ci vuole poco a trasformare una stella o un riflesso in un’astronave e una figura umana può assomigliare a qualsiasi cosa, da un lucertolone a uno Yeti. Lo stesso dicasi per una misteriosa struttura triangolare o piramidale apparsa in alcune fotografie reperite su Google Moon (l’equivalente di Google Earth) e diffuse tra fine 2013 e inizi 2014. Osservando la foto originale della zona ripresa, si scopre che la misteriosa piramide… non c’è. Si tratta di un banale cratere. Un altro UFO triangolare è quello che si vede nelle immagini diffuse sul Web poche settimane fa, asseritamente ottenute da un astrofilo. Anche in questo caso le immagini sono di scarsissima qualità e non c’è modo di capire la distanza a cui si trovi l’oggetto ripreso, né la sua natura. Potrebbe essere qualsiasi cosa, e molto più vicino rispetto al nostro satellite naturale. Effettivamente è un UFO: infatti non è stato identificato. Ma di intelligenze extreterrestri, ci si può scommettere, non c’è nulla.