Quello che ha hackerato l’Fbi e i servizi segreti con Google Maps

di Redazione | 28/02/2014

Se credevate che le truffe ai danni di enti e agenzie che dovrebbero garantire la sicurezza dei cittadini siano impresa impossibile vi sbagliavate di grosso. Lo dimostra la storia di Bryan Seely, un ingegnere delle telecomunicazioni americano ed ex Marine, che nei giorni scorsi è riuscito ad hackerare Fbi e Secret Service americani utilizzando il semplice e noto servizio gratuito online Google Maps.

 

HACKERARE FBI SECRET SERVICE GOOGLE MAPS 1

 

I NUMERI DI TELEFONO FASULLI – Seely, in particolare, è riuscito a registrare telefonate destinate alla polizia federale e all’agenzia del dipartimento nazionale di sicurezza dopo aver creato sul web un biglietto da visita fasullo degli stessi, con indirizzi e immagini reali ma numeri di telefono modificati. Su Google Maps l’ingegnere ha dunque sostituito propri recapiti telefonici ai numeri del Federal Bureau of Investigation di San Francisco e all’Us Secret Service di Washington in modo da diventare il possibile destinatario delle segnalazioni di chi aveva cercato informazioni sul web relative agli uffici.

LE TELEFONATE INTERCETTATE – Il risultato dell’operazione è stato sorprendente. Seely ha infatti ricevuto e registrato le telefonate di un uomo che si era messo in contatto con l’Fbi per segnalare una email di phishing che lo avvertiva di aver vinto alla lotteria, ma anche di persone che cercavano contatti con i massimi dirigenti di quelle agenzie. Il caso pone, dunque, un serio problema di sicurezza. «Chi riflette su quello che pubblica sulle mappe?», ha chiesto Seely. «Ognuno – ha aggiunto l’ingengere – si fida implicitamente di Google ma ciò è molto pericoloso. Potrei creare un duplicato della Casa Bianca e intercettare una telefonata in entrata alla Casa Bianca. Potrei farlo per ogni senatore, ogni membro del Congresso, ogni sindaco, ogni governatore, ogni candidato Democratico eo Repubblicano, ogni ufficio»

LA FALLA SEGNALATA – Ad Fbi e Secret Service, dal canto loro, non hanno potuto far altro che dirsi soprpesi da quanto accaduto. Selly, che ha lavorato anche per grandi aziende come Microsoft e Avanade, ha raccontato di aver rivelato tutto al Secret Service nei pressi della sua casa di Seattle e di essere stato rilasciato dopo essere stato sottoposto ad un interrogatorio. Qualche agente speciale lo avrebbe addirittura definito un «eroe» per aver messo in luce una falla nel sistema di sicurezza. Il portavoce dell’ufficio in un comunicato ha avvertito che alcune telefonate di cittadini ignari sono state effettuate verso altri numeri ma ha garantito sull’apertura di un’indagine per chiarire ogni aspetto della vicenda. L’Fbi, intanto, non ha rilasciato dichiarazioni sul caso.

(Fonte immagini: Gawker.com / archivio LaPresse)