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Il porno visto dagli occhi di una femminista

L’industria de porno può essere considerata degradante per le donne? Non secondo alcuni tra i nomi femminili più influenti nel campo, come l’amministratore delegato di Penthouse Kelly Holland, riporta il Daily Beast. Lei ed altre poche altre donne lavorano dietro le quinte del mondo dell’intrattenimento per adulti come inprenditrici, scrittrici e registe, cercando di combattere lo stereotipo secondo il quale l’unico posto per la donna nel mondo del porno è davanti alla telecamere.

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IL PRIMO CONTATTO CON IL MONDO DEL PORNO – Negli anni 70 e 80 molte femministe erano contro il mondo del porno: nel 1979 Gloria Steinem , Bella Abzug , e Andrea Dworkin manifestarono a Tomes Square sostenendo che il porno ledeva i diritti delle donne. A partire dal 1980 la Holland era occupata in attività che avrebbero reso orgogliose queste femministe, facendo la documentarista in America Centrale, concentrandosi molto sulla guerra civile in El Salvador. La donna viveva lavorando di progetto in progetto. Nel 1990 però le cose cambiarono e affittò una parte del suo studio. Una volta si accorse che qualcuno stava editando un porno gay e notò che in alcune scene compariva il regista. Chiamò quindi Vivid Entertainment, la  società produttrice del filmato e si offrì di ripulire la pellicola. La risposta dalla casa di produzione pornografica arrivò subito e suonò come una sfida, Marcie Hirsch, ora vicepresidente di Vivid  le ha detto: «Se pensi di essere così brava prova a dirigere», ed è esattamente quello che la Holland ha fatto. «L’ho presa come una sfida», ha detto la Holland che nel 1994 ha prodotto il suo primo film porno , “Blondage”.

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MAGGIORE LIBERTÀ – Per la Holland le scelte artistiche come regista porno erano molto più varie rispetto a quelle che aveva quando faceva la documentarista, grazie al budget ed ai tempi di ripresa brevi «Nessuno film costava così tanto da non potersi permettere di correre dei rischi e se ne facevano tre o quattro al mese, quindi se sbagliavi potevi solo andare avanti. Era come frequentare la scuola di cinema venendo pagati, una meravigliosa esperienza di apprendimento». La Holland era però ben consapevole che la sua scelta erano contrariate dalla sua scelta lavorativa. Ha quindi cominciato a girare dei documentari sul porno, tra i quali “Porn in the Usa”, girato per una televisione olandese,  nel quale ha intervistato alcune attrici. «Ho cominciato a capire che queste donne per me esemplificano l’essenza del moderno femminismo, che è “il mio corpo, le mie regole”. Non deve essere mio padre a dirmi cosa devo fare del mio corpo, nè mio marito, nè il mio compagno, tantomeno le mie amiche» , ha detto la Hollande, che ha aggiunto «Le ragazze del porno spesso erano incredibilmente intelligenti, erano delle tali cerevellone che non potevano stare a scuola e sopportare un’educazione tradizionale».

IL PROBLEMA È LA SESSUALIZZAZIONE DELLA VIOLENZA – Joanna Angel, un’attrice pornografica concorda sul fatto che non è giusto pensare che il porni danneggi l’immagine della dona «Non penso che l’industria pornografica debba essere incolpata per fenomeni come l”abuso sessuale o la violenza sulle donne, come i videogiochi non possono essere colpevolizzati per episodi di violenza». La Angel è cresciuta in una famiglia ebraica ortodossa nel New Jersey, ha frequentato la Rutgers University  e si è laureata in letteratura inglese. Durante gli anni del College con uan sua amica ha pensato che sarebbe stato divertente iniziare una carriera nel mondo del porno. La Holland si dice disturbata dalla sessualizzazione della violenza, «CSI che va in onda in prima serata, parla spesso di predatori sessuali» e sostiene che ogni volta che esce con delle donne si rende conto quanto queste non riescano a parlare liberamente della loro sessualità con i loro uomini. Per la Hollande il mondo del porno è ideale, vista anche la sua formazione base da documentarista «In quanto persona liberale ed aperta al dialogo, non riesco aa immaginare un settore migliore nel quale lavorare», ha detto.