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Le dieci bufale più famose contro la legalizzazione della cannabis

Esiste un set di bugie sulle quali si fonda il proibizionismo nei confronti della cannabis, Huffington Post ha messo in fila le più ricorrenti e note.

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NIENTE DIPENDENZA – Si dice che la marijuana dia dipendenza e in effetti come molte sostanze o attività piacevoli si può essere indotti ad abusarne, ma questo non significa che la pianta debba essere vietata perché capace in sé di scatenare dipendenze invincibili, una ricerca dell’americano National Institute on Drug Abuse ha dimostrato che è decisamente meno capace di scatenare dipendenza della nicotina, dell’alcool e persino della caffeina.

NON È PERICOLOSA – Si dice anche che sia pericolosa al pari di droghe pesanti come eroina o LSD, argomento che a dire il vero ormai è brandito da pochi stante la massiccia evidenza statistica che dimostra come per overdose da cannabis non sia mai morto nessuno, restano a difendere questa trincea Giovanardi e pochi spericolati che negli Stati Uniti raccolgono brutte figure in serie.

NON CONDUCE ALL’EROINA – E non è vero nemmeno che gli spinelli siano la porta d’accesso alle droghe più pesanti, non ci sono prove a supportare questa affermazione, perché «correlation does not equal causation», che significa che il fatto che due dati siano correlati non dimostra il fatto che l’uno sia in qualche modo collegato all’altro, un collegamento che esiste solo nelle fantasia di chi continua a proporre quest’accusa indimostrata, che se fosse vera non spiegherebbe come mai i consumatori di cannabis sono molti di più di quelli che consumano eroina o cocaina.

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NON FA MALE AI POLMONI – È invece più vero che le canne facciano male come le sigarette, se non altro perché la maggior parte dei consumatori di cannabis assume la sostanza fumandola mescolata al tabacco, ma non per questo si è vietato il tabacco, senza considerare che esistono studi che dimostrano la mancanza di effetti tossici nei polmoni di fumatori di sola marijuana, che può essere consumata anche senza tabacco.

NON FA DIVENTARE MATTI – Non è vero neppure che la marijuana possa fare impazzire, come mostravano i primi filmati di propaganda americana negli anni ’30, nei quali dopo alcuni tiri i protagonisti cominciavano ad uccidersi tra loro, a lanciarsi dalla finestra o a cercare rapporti sessuali estemporanei in condizioni non adatte. Le ricerche dicono che gli effetti della marijuana sul cervello sono reversibili nel breve termine e c’è anche qualche dato che inclina a sospettare che riduca il tasso di suicidio, è vero invece che possa avere effetti sgraditi e sgradevoli a chi è già vittima di una psicosi o di una malattia mentale, ma molto dipende dai soggetti.

NON FABBRICA DELINQUENTI – Non è certamente vero  che il consumo della marijuana conduca al crimine, è vero anzi che il proibizionismo induce i consumatori a frequentare criminali e a violare la legge ed è vero che buona parte dei carcerati americani, come quelli italiani, sono diventati criminali perché condannati per il consumo o il possesso di cannabinoidi. La National Academy of Sciences americana ha anzi dimostrato che l’assunzione di  THC riduce i comportamenti aggressivi e violenti.

NON FA DIVENTARE PIGRI – Altra bugia è che la marijuana renda alla lunga pigri ed amorfi, solo negli Stati Uniti tra i consumatori in gioventù si possono citare il presidente Obama, Jon Stewart e George Soros. ciascuno un’eccellenza nel suo campo e difficilmente scambiabili per persone pigre o disinteressate del mondo.

NIENTE ZOMBI ALL’ORIZZONTE – Ne consegue che anche la profezia secondo la quale la legalizzazione porterebbe alla creazione di masse di zombi è del tutto campata in aria, per non dire delle voci secondo le quali dietro alla legalizzazione ci sarebbe un astuto piano del NWO (Nuovo Ordine Mondiale) per trasformare le masse in greggi inebetite dalla cannabis e quindi facilmente manipolabili.

NON MI PIACE ALLORA È DA VIETARE – Altro «argomento» privo di senso è quello di chi dice di aver provato la sostanza e di averne ricavato effetti spiacevoli, la reazione alla sostanza è individuale e quindi ci sono persone alle quali inevitabilmente non piace o dà fastidio, ma non è un argomento valido contro la legalizzazione, altrimenti molte altre sostanze sarebbero state proibite nei secoli seguendo questa linea di (non) pensiero.

NON È PEGGIO DELL’ALCOOL – La marijuana, al netto della sua criminalizzazione, è molto meno pericolosa e dannosa dell’alcool, sostanza psicoattiva d’elezione in tutto l’Occidente, lo dimostrano i 189.000 ricoveri per patologie o incidenti registrati l’anno scorso negli Stati Uniti contro i casi sparsi di persone che sono ricorse alle cure dei sanitari perché vittime di effetti sgradevoli della cannabis. A testimoniare la differenza è il rapporto tra dose efficace (quella sufficiente a provare gli effetti psicoattivi) e quella letale (quella sufficiente ad uccidere l’assuntore), che per l’alcool è di uno a dieci e per la cannabis di uno a diecimila. Il che significa che per uccidersi con la marijuana bisogna assumere la quantità utile alla confezione di 10.000 spinelli e farlo in un tempo molto breve.