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Quanto costa dire «stronzo» a un politico

Su Libero di oggi si rievoca il caso dello “stronzo” di Stefania Craxi e Francesco Rutelli, dopo l’assoluzione della figlia di Bettino per il secondo processo per diffamazione a mezzo stampa a lei intentata dall’allora sindaco di Roma. Racconta il quotidiano che Rutelli ha chiamato per la seconda volta in giudizio la Craxi dopo la conclusione del primo processo, nel quale lui aveva vinto:

Ricordare un vecchio insulto – per il quale, peraltro, si è già stati condannati- non è unreato. Perciò viene respinta la querela di Rutelli Francesco contro Craxi Stefania perché «non è stata posta in essere una nuova diffamazione» nei confronti del querelante, avendo semplicemente riferito «diunprecedente fatto storico».Cosìsi legge nella sentenza del giudica Giulia Conte, del tribunale di Grosseto, nei confronti del querelante Rutelli contro la Craxi, accusata di diffamazione in seguito ad un intervista rilasciata proprio a Libero, a Barbara Romano, nell’ottobre del 2008.

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Ed ecco la parola dello scandalo:

Alla seguente domanda: «DaFrancesco Rutelli si è beccata una querela perché gli ha dato dello stronzo», la Craxi ha risposto: «Intanto non gliho dato dello “esse-ti-erre…”, perché non vorrei beccarmi un’altra querela. Gli ho dato del “grandissi – mo stronzo”». Poi la Craxi ha spiegato perché se ne fosse uscita con un simile epiteto: «Avendo visto per anni pietire nei corridoi l’attenzione di mio padre, quando gli ho sentito dire “voglio vedere Craxi consumare il rancio nelle patrie galere” mihafatto uscire dai gangheri.Peròsonostata condannata apagare 50mila lire», pagate in 36 rate, ha raccontato sempre l’intervistata, «per poter scrivere 36 volte dietro al bollettino postale come causale che avevo dato del “grandissimo stronzo al sindaco di Roma”». E a questo punto è scattata la seconda querela di Rutelli.