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Marianna Madia e quella volta che sbagliò il ministero

Andrea Malagutti firma oggi un articolo sulla Stampa in cui racconta di una battuta di Marianna Madia piuttosto significativa alla fine del giuramento al Quirinale: si parla di un indirizzo di ministero da non sbagliare.

La Madia esce dal Quirinale e scende la scalinata di via della Dataria diretta a palazzo Chigi. Ancora domande. Ha paura, ministro? Sgrana gli occhi. «Se anche l’avessi non ve lo direi. E’ un errore che ho già fatto una volta». Enrico Lucci, delle Iene, le si mette alle costole. «Perché lei è ministro e io no? Solo perché lei ha la pancia», ripete ossessivamente. La Vergine Botticelliana, evidentemente infastidita, prova a ignorarlo. Fa tenerezza. Lucci si sfila la camicia dai pantaloni. E mostra la sua di pancia. Orribile. Il modo. E anche la pancia. Così è la ministra a cercare i giornalisti. «Aspetto una bambina. Dunque nella squadra di governo ci sono più donne che uomini. Certo la nonna sarà di grande aiuto». Lucci la molla. Lei allunga il passo. Si rilassa. «Ieri un vostro collega mi ha mandato un sms con l’indirizzo del ministero. Questa volta vedrò di non sbagliare».

marianna madia sbaglia ministero

A cosa si riferisce la battuta? A un articolo pubblicato dal Tempo (di cui abbiamo parlato qui) e che scatenò molte polemiche all’epoca:

«Cara Marianna. Sono contento del vigore e dell’entusiasmo con il quale mi chiedi supporto. Ma di questo avresti dovuto parlare con il collega ministro del Lavoro, Enrico Giovannini. Le mie competenze non sono specificamente destinate alle politiche dell’occupazione».

Comprensibilmente spiazzata, Madia avrebbe replicato:

 «Ma scusa ministro ma non sei te che ti occupi di lavoro?».

Al che Zanonato, paziente e comprensivo:

«No». Prendendo la giovin «ministra ombra» sottobraccio, Zanonato l’ha accompagnata alla finestra e puntando il dito dall’altra parte di Via Veneto le ha sussurrato: «Vedi il ministero del Lavoro è dall’altra parte. Hai sbagliato indirizzo».

All’epoca Zanonato smentì lo scambio di battute, la Madia nemmeno rispose. Oggi ci scherza su, come ieri con la storia di Peppa Pig. Tutto è bene quel che finisce bene, al netto dei poveracci che intervennero all’epoca.