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«La Germania è diventata il bordello d’Europa»

«Ti senti sicura, ed effettivamente qui lo è. Non è come per la strada, quando non sai cosa può succedere con un uomo». La BBC raccoglie le parole di Hannah, 22 anni, arrivata a Stoccarda dopo aver lavorato due anni in un bordello di Berlino. Ed è proprio nella città famosa per essere sede di uno dei colossi automobilistici più importanti del mondo che si trova anche il bordello più grande d’Europa. E, come tutti gli altri suoi omologhi in territorio tedesco, anche il super-bordello di Stoccarda è perfettamente legale.

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Getty Images

IL BORDELLO D’EUROPA – Aperto nel 2008 e costato 6 milioni di euro, al suo interno si possono trovare anche un ristorante, un cinema, una spa e 31 stanze private che, quotidianamente, accolgono le centinaia di clienti arrivati da ogni parte del mondo. La Germania ha legalizzato la prostituzione nel 2002, dando vita a un’industria che frutta 16 miliardi di euro l’anno e che mette le prostitute sullo stesso piano di qualsiasi altra lavoratrice, togliendo le donne dalla stretta degli sfruttatori e dei «trafficanti del sesso». Le prostitute pagano regolarmente i contributi e le tasse, possono andare in pensione e fare domanda per ottenere un’assicurazione sanitaria. Le donne che lavorano nei bordelli come quello di Stoccarda dicono di sentirsi più sicure e tutelate, ma i critici di questo approccio tanto liberale puntano il dito contro il fatto che, legalizzando la prostituzione, l’intero paese si è trasformato in quello che oggi viene chiamato il «bordello d’Europa», con un numero di prostitute raddoppiato negli ultimi 20 anni e che oggi sfiora le 400.000 unità.

 

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ILLEGALE COMPRARE SESSO – Oggi il mercato della prostituzione legale è dominato dai «mega bordelli» che offrono sesso quasi su scala industriale, spesso a turisti che in molti casi arrivano dall’estero. Allo stesso modo, molte delle donne che lavorano al Paradise Stuttgart attivano dai paesi dell’Est europeo, come Romania e Bulgaria. Non sono pochi coloro che vorrebbero una modifica alla legge sulla prostituzione: Alice Schwarzer, esponente di un gruppo femminista tedesco, è fautrice di una campagna che chiede l’introduzione del sistema svedese, dove non è proibito vendere sesso ma è illegale comprarlo, in modo da tutelare maggiormente chi si prostituisce ma punendo eventualmente, con una multa, il cliente colto in flagrante. Il modello svedese è stato adottato anche da Norvegia e Islanda ed è al vaglio dei legislatori anche in altri paesi europei, come Irlanda, Francia, Finlandia e Romania.

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UNA NORMATIVA A LIVELLO EUROPEO? – In Francia l’ipotesi di rendere illegale l’acquisto di sesso sta scatenando parecchie critiche e i proprietari dei bordelli tedeschi al confine con la Francia immaginano già i propri lauti guadagni se dovesse passare la legge: «Non è possibile eliminare la prostituzione – dice Michael Beretin, capo del marketing della catena che gestisce i bordelli come quelli di Stoccarda – Quello che sta succedendo in Francia non ha senso: non puoi punire un uomo per qualcosa che vuole fare una donna». E Charlotte Britz, sindaco di Saarbrucken, città tedesca a pochi chilometri dal confine francese spiega che la soluzione ideale al problema sarebbe una normativa a livello europeo: «In Germania abbiamo bordelli nel centro delle città ed è un fenomeno tutto sommato accettato ma adesso sta diventando un po’ troppo – dice il primo cittadino – Non dovrebbe essere che ogni paese offre una soluzione diversa, dovremmo riuscire ad accordarci sul’istituzione di regole su base europea».

(Photocredit copertina: Getty Images)