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Il reddito di cittadinanza degli ex del MoVimento 5 Stelle

Un reddito di cittadinanza, su piano regionale, modulato step su step, capace di garantire un sostegno di 5 mila euro annui attraverso una formazione obbligatoria in grado di inserire il cittadino nel mercato del lavoro. È questa in sostanza l’iniziativa di reddito a livello regionale che sta per esser lanciata in Abruzzo da personalità fuoriuscite dal MoVimento 5 Stelle. E le coperture? Si troverebbero nelle risorse liberate nel bilancio regionale e dalle cifre fornite dal Fse (Fondo sociale europeo). Il tutto sarà supportato da una “forma monetaria complementare” che fungerà da supporto in fase avanzata da affiancare alla erogazione dei benefit in euro. Di che si tratta esattamente?

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IL PROGETTO – «Le coperture – spiega Fabrizio Catullo ex M5S e membro di BIN Italia (Basic Income Network) – si possono trovare sia tramite fondi regionali che si libereranno dal bilancio abruzzese per la chiusura di alcuni debiti e sia tramite un utilizzo del Fondo sociale europeo». Poi ci sarà, come spiegano nel progetto, non una vera e propria moneta ma una “forma monetaria” usata da supporto per il rdc oltre alle normali erogazioni e alla formazione obbligatoria per chi si reinserisce nel mondo di lavoro. Non tutto e non subito, spiegano dalla onlus. Catullo precisa come si inizierà con una prima fase pilota: «Ci sarà una prima fase con la collaborazione del Polo I.R.E.NE». I.R.E.NE (Innovative & Responsible Economy Network) è una rete di oltre 190 imprese profit e no profit riunite all’interno della società consortile ora candidata a diventare il soggetto gestore del Polo dell’innovazione sociale e dell’economia civile nell’ambito dei bandi sui Poli d’innovazione del Por Fesr della Regione Abruzzo. Il polo nasce dalla collaborazione tra quattro associazioni di categoria abruzzesi, Confcooperative Abruzzo, Compagnia delle Opere Abruzzo Molise, Legacoop Abruzzo e Casartigiani Teramo e prevede l’investimento di circa 2.600.000 milioni di euro in cinque anni. Nel progetto abruzzese la realtà di I.R.E.NE sarà basilare per creare rete tra cittadini e realtà lavorativa: «Il polo sarà il bacino iniziale d’utenza per il reddito di cittadinanza di circa 10 mila persone, il primo terreno di applicazione. Se i risultati saranno positivi si potrà andare ad una creazione di un disegno di legge regionale ad hoc per l’applicabilità del rdc nella regione Abruzzo». Le cifre della idea abruzzese puntano sui 5 mila euro annui a persona: «Il valore medio è questo ed è basato sul fatto che la soglia di povertà relativa europea è fissata sui circa 550 euro di persona a testa», spiega. «Abbiamo preferito fare una cosa inizialmente non di forte impatto. Applicare prima su 10 mila utenti (bacino del Polo Irene) per arrivare poi alla fine verso un progetto macro».

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(Photocredits: Getty images)

LE OBIEZIONI – Uno degli ostacoli che però incontra il reddito di cittadinanza anche sul territorio nazaionale è il rischio che diversi cittadini dormino sugli allori percependo una somma dallo Stato: «Quello che spiegherò – spiega Fabrizio – in questa serie di convegni è che al contrario ci sarà un forte stimolo all’imprenditorialità e alla formazione dell’individuo. Le faccio un esempio, se io voglio investire in un progetto ma non posso permettermelo per non rischiare so che attaverso il sostegno rdc potrò rischiare anche perché tramite una formazione in caso di disoccupazione potrò reinserirmi di nuovo nel mercato del lavoro».

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LA DIFFERENZA CON I 5 STELLE – Il progetto dei 5 stelle depositato in Parlamento avrebbe avuto origine sulla base del progetto dell’ex attivista. O perlomeno questo risulta dal racconto di Catullo che ha rotto “male” con i pentastellati. Per il ddl presentato in Parlamento i pentastellati si sono basati su due progetti. Uno di questi era farina del sacco dell’attivista: «Non mi sembra ci sia una reale intenzione nel MoVimento di portare avanti una concreta proposta di reddito di cittadinanza. Io me ne sono accorto durante il mio periodo di permanenza nel MoVimento. Sono un ex appartenente e avevo avanzato questo progetto a livello locale abruzzese. Mi hanno costretto di fatto a non portarlo avanti. Forse perché avrebbe significato, in periodo di elezioni, portare avanti anche la mia persona. Alla fine me ne sono andato e ho creato questa onlus assieme ad altri colleghi delusi dal MoVimento. Infatti nei convegni parleremo anche del bilancio partecipato, democrazia diretta, tutte idee “boicottate” perché causa di allontanamento voti in favore di attivisti più storici che trascinavano più consensi a livello locale». Catullo spiega come il progetto regionale sia diverso da quello nazionale: Quello che avevo fatto a livello nazionale era un progetto che è stato poi ripreso ma con delle con modifiche. Un mix sia tra il mio ed un altro presentato. Il problema in un disegno del genere sta nelle coperture. In questi iter è uno dei punti più qualificanti. Ho aperto gli occhi quando ho visto come intendevano coprire. Io avevo proposto una bella patrimoniale, ovvero tutta una rivisitazione dell’imposta sugli immobili fatta in modo progressivo che avrebbe colpito i patrimoni più consistenti e la fascia medio-alta della popolazione. Quando ho visto che si copriva con i soldi non spesi per gli F35 mi sono chiesto “E allora gli anni seguenti? Come vengono coperti?”. Per fare leggi del genere occorre fare una riforma fiscale. Occorre garantire un apertura costante che può avere aumenti o dimunuzioni a seconda del bacino di disoccupati o inoccupati da sostenere. Credo non si sia scelta questa via per una questione di elettorato diviso nel MoVimento: tra provenienze di destra e sinistra. E poi quando si parla di patrimoniale si spaventano un po’ tutti».