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Vladimir Luxuria: per la Russia l’arresto a Sochi è una bufala

Nessun riscontro da parte delle autorità locali sul fermo della transgender Vladimir Luxuria, l’ex deputata che ieri ha reso noto di essere stata arrestata dalla polizia per una bandiera arcobaleno con la scritta in cirillico «Essere gay è ok». E’ quanto emerso dal quotidiano briefing del Cio, che non ha preso alcuna iniziativa.

IL MINISTRO DICE – “Wladimiro Guadagno, noto come Vladimir Luxuria, non è stato portato in un dipartimento di polizia a Sochi, e non è stato aperto nessuna indagine a suo carico”. Così si apprende dal ministero degli Interni russo, divisione di Sochi. Secondo altre fonti di TMNews le verifiche su Luxuria, ex deputata transgender italiana sorpresa dalla polizia di Sochi mentre agitava lo striscione “Gay è ok”, sono proseguite dalle 19 locali di ieri sino alle 21. Successivamente l’ex deputato ha raggiunto il più noto gay club di Sochi e là si è trattenuta sino alle quattro di questa mattina, quando – secondo una terza fonte – ci sarebbe stato il contatto con i funzionari della Farnesina.

VLADIMIR LUXURIA: PER LA POLIZIA L’ARRESTO E’ UNA BUFALA – «Abbiamo parlato con la polizia e secondo le forze dell’ordine non vi è traccia di alcun fermo o arresto. Se ci saranno aggiornamenti li renderemo noti, ma finora la polizia non ha informazioni sull’accaduto»,  ha detto, nel consueto briefing mattutino del Cio al Main Press Center, il capo della comunicazione dei Giochi Invernali Sochi 2014, Aleksandra Kosterina, in merito al fermo dell’ex parlamentare Vladimir Luxuria, rilasciata dopo poche ore. «Piu’ in generale – ha aggiunto il portavoce del Cio, Mark Adams – come abbiamo detto molto spesso, sono sicuro che i Giochi non saranno utilizzati come vetrina per qualsiasi manifestazione, e speriamo che ciò continui».

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VLADIMIR LUXURIA, LA SOLIDARIETA’  – “Ferma condanna e sdegno per l’arresto a Sochi di Vladimir Luxuria, ‘colpevole’ di aver esposto una bandiera arcobaleno con una scritta tutt’altro che offensiva a sostegno del mondo omosessuale” sono espressi, in una nota, da Sandro Mangano, presidente nazionale di GayLib, sul fermo di Luxuria in Russia. “Una intolleranza simile, propria dei regimi totalitari – sostiene Mangano – fa pensare che il presidente Putin abbia piu’ di qualche problema ad accettare se’ stesso. Qualche malizioso potrebbe addirittura pensare che sia gay represso”. “Ci stringiamo compatti attorno a Vladimir – proseguono Enrico Oliari e Daniele Priori, rispettivamente responsabile esteri e segretario politico dell’associazione gay di centrodestra – e domani saremo con il cuore e lo spirito davanti l’ambasciata russa a Roma per rappresentare tutto il nostro sconcerto”. “Ognuno protesta come crede – conclude il direttivo GayLib -, chi con le piume addosso, chi con le cravatte; in questo caso ci troviamo davanti a un episodio di incivilta’ inaudita che pretende l’assoluta coesione nella denuncia tra tutte le associazioni omosessuali”.

VLADIMIR PRONTO A FARLO DI NUOVO – “Attualmente Vladimir si trova chiusa nella sua stanza d’albergo. Il rilascio e’ stato dovuto unicamente all’intervento del ministro Bonino e dell’unitá di crisi, cui rivolge il suo ringraziamento, ma la situazione resta fortemente critica. Oggi e comunque determinata a proseguire con la protesta: si vestirá nuovamente dei colori Rainbow e manifesterà, per motivi di sicurezza, solo all’interno del villaggio olimpico, in contemporanea con la nostra manifestazione di questa sera. Saremo solidali nel sostenere la sua protesta”. Lo afferma in una nota Imma Battaglia, presidente onorario di Gay Project.