Leonardo Cribio: la figuraccia del consigliere di Pisapia sulle foibe in cui «c’è ancora posto»

di Redazione | 11/02/2014

Alla vigilia del giorno del ricordo delle vittime delle Foibe, Leonardo Cribio, capogruppo della Sinistra per Pisapia in consiglio di Zona 9 a Milano ha scritto su Facebook “Nelle foibe c’è ancora posto”. Il consigliere si è difeso dicendo che le frasi sono «decontestualizzate, non mi riferivo ai martiri». Il post, che era stato cancellato, non è sfuggito però all’esponente della Lega Nord Alberto Belli che ha fotografato lo status. In un altro messaggio in bacheca Cribio aveva scritto: «Facebook cancella un mio stato perché qualche fascistello è rimasto turbato dalla verità sulle foibe».

leonardo cribio foibe 1

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LE «FRASI DECONTESTUALIZZATE» – In quei giorni però Cribio aveva scritto un altro post: «A tutti quelli che piangono per qualche infame finito nelle foibe. Un parente legato a mio nonno (partigiano e di famiglia socialista-comunista) fu fucilato in quanto fascista. Sai che vi dico? Ca**i suoi, giusto così. Peccato non l’abbiano ammazzato prima, il maiale, amen». Alberto Belli della Lega Nord ha dichiarato di vergognarsi di «sedere nello stesso consiglio con persone che esternano e istigano all’odio», asupicandosi inoltre che «La presidente del consiglio di Zona 9, e non solo lei, prenda provvedimenti». Da parte sua Cribio ha detto che le frasi erano decontestualizzate, perchè sarebbero state scritte all’interno di una discussione avuta con alcuni fascisti «che strumentalizzavano il giorno del ricordo». A palazzo Marino nel frattempo viene chiesto a Pisapia di condannare quelle frasi sulle foibe. La questione è stata affrontata anche sul sito La Critica in cui Cribio viene paragnato alla “bulla di Bollate”

Sarà contento, sono certo che il suo post le darà quel momento di notorietà che tanto ha cercato, un po’ come la “bulla di Bollate”, ma sarà anche la fine della sua carriera politica, mi auguro.

«LA STORIA É UNA COSA SERIA» – Massimiliano Russo, che ha firmato l’articolo, aggiunge poi di non essere più disposto «ad accettare gente come il consigliere Cribio e nemmeno chi lo ha scelto per un posto di rappresentanza» perchè «la storia è una cosa seria, i morti si rispettano a volte il silenzio è d’obbligo» e conclude scrivendo che:

La redazione provvederà a segnalare il contenuto di questo articolo, alle autorità preposte perché sia perseguito il reato di vilipendio in esso segnalato e a tutti i consiglieri comunali per sollecitare che l’autore delle offese sia sollevato dal suo incarico, con l’augurio che a richiederlo con maggior forza siano i suoi stessi compagni di partito n.d.r.