Servizio Pubblico e il processo alla ghigliottina di Laura Boldrini

di Maghdi Abo Abia | 06/02/2014

SERVIZIO PUBBLICO, L’ATTACCO DI FLAVIO BRIATORE – Briatore ha definito il decreto su Bankitalia un regalo ammesso dall’istituto. Allo stesso tempo se la prende con le 5000 municipalizzate a controllo pubblico che danno spazio ai trombati della politica con gettoni da 200.000 euro l’anno. Briatore si chiede per quale motivo non vengano segate via queste aziende per dare spazio all’attività dei sindaci, portando al confronto i 450.000 funzionari pubblici licenziati dal Camerun e citando la riforma del lavoro in Spagna che ha reso quel Paese il secondo costruttore di auto in Europa senza che il Paese abbia una marca (c’era Seat, oggi Volkswagen). Gianni Dragoni cita poi i ritardi nell’attuazione dei decreti come quello sulle province o su Destinazione Italia che rischiano di non diventare legge. E nonostante il Pil nell’ultimo trimestre in Italia sia stato dello 0,3 per cento in attivo, ora il Fondo Monetario Internazionale ha già visto al ribasso la previsione del 2014 che dall’1 per cento arriva allo 0,9 per cento.


SERVIZIO PUBBLICO, AIUTI E SOSTEGNO – Irene Tinagli accusa i deputati del Movimento Cinque Stelle di non aver letto il testo del decreto perché avrebbero fatto come i colleghi al Senato che non hanno gridato al colpo di stato. A seguire spiega il concetto di rivalutazione, il limite massimo del tre per cento ed il divieto di vendita delle quote alle banche estere. Dopo la pubblicità si torna con le testimonianze degli alluvionati negli ultimi giorni, persone che due anni fa hanno sofferto il terremoto spiegando che a dicembre hanno pagato due anni di tasse sospese e l’Imu raddoppiata. Poi ci sono i danni, le perdite e le difficoltà d’imprenditori che non vogliono aiuto di nessuno, con l’industria rovinata e gli imprenditori uccisi dalle tasse. Ci sono poi i leasing delle macchine, i mancati aiuti ai giovani, le banche che vogliono indietro i loro soldi, per una situazione per cui gli imprenditori di oggi non potranno aiutare i figli. Si torna in studio con Travaglio che teorizza l’obbligo di far passare i decreti, concetto espresso da Boldrini alla Rai, si afferma che in Parlamento vince sempre la maggioranza mentre l’avversario non vincerà mai. E se non si riesce a far passare un decreto, questo decade. E non si può mai far passare l’idea che un decreto non possa decadere ed allora non serve più a niente. Travaglio richiama le parole di Antonello Soro, capogruppo Pd, che aveva attaccato la tagliola con la Pini che risponde impreparata con Travaglio che sorride. Giuditta Pini poi parla dell’Emilia, del terremoto, dell’alluvione, accusando le banche che non danno credito perché devono garantire i finanziamenti. Si torna a parlare di toni dicendo che mentre Grillo parlava di colpo di stato la Commissione Difesa lavorava. Per questo, chiede per favore, di darsi una calmata.

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SERVIZIO PUBBLICO, LA PROPAGANDA DEL MOVIMENTO – E dopo una visita allo stabilimento Electrolux di Porcìa con l’intervista agli operai che esprimono la propria rabbia nei confronti di Flavio Zanonato ed Enrico Letta colpevoli di non farsi vedere da quelle parti e di non avere cuore le situazione del Paese. Giuditta Pini, deputato del Partito Democratico, attacca i Cinque Stelle parlando di un piano specifico di propaganda con tanto di attività di ostruzionismo quando al Senato, parlando del decreto Imu-Bankitalia, quando è stato approvata la fiducia nessuno ha fatto una piega. Si parla poi dell’insulto sessista del deputato De Rosa alle colleghe del Pd dopo che era finita la riunione in commissione. Poi viene proposto il video del dialogo in macchina con Laura Boldrini riproponendo ciò che è stato pubblicato su Facebook e poi riproposto da Beppe Grillo con il titolo «cosa faresti con Laura Boldrini in macchina», aggiungendo un «Belìn, è fantastico». Poi da lì è stato travisato ma, secondo Grillo, se fosse stato chiaro fin dall’inizio non ci sarebbero stati fraintendimenti. Concita De Gregorio dice che vista così non c’è un retropensiero ma le risposte sono state diverse e da lì si è partiti con problemi di regole e violenza con il risultato che chi ha ragione poi alla fine ha torto perché usa la violenza. Flavio Briatore dice che tale comportamento in realtà fa guadagnare voti perché finalmente fa opposizione, ed attacca la Boldrini parlando con Concita De Gregorio dice che in quanto presidente della Camera in tv deve mantenere uno stile e non può dare fascista alla gente, ottenendo la contro-risposta della De Gregorio che si dice stupita nel sentire che una certa imprenditoria rispetta le regole.

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SERVIZIO PUBBLICO, GLI INSULTI RITWITTATI DA GIULIA INNOCENZI – Giulia Innocenzi risponde alle accuse rivolte nei suoi confronti su Twitter con gli utenti che chiedevano dove fossero gli insulti a Laura Boldrini riproponendoli direttamente sul suo profilo:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SERVIZIO PUBBLICO, L’EDITORIALE DI MARCO TRAVAGLIO – Marco Travaglio risponde all’eversione di Laura Boldrini immaginando la lettera di uno studente inglese che scrive alla fidanzata dicendo che tutto va bene nonostante ci sia l’emergenza maltempo, con la neve e la pioggia che cade mentre oggi la pioggia la chiamano bomba d’acqua. Poi si parla dell’assoluzione di Claudio Scajola assolto ed ora tornato alla politica. Poi si parla del decreto Imu-Bankitalia per un finanziamento da 4,5 miliardi di di mascherando la questione mettendola insieme all’Imu abolita che poi non è vero perché ora ha cambiato nome. Se l’ostruzionismo fosse durato ancora un’ora il decreto sarebbe caduto ma la Boldrini è intervenuta con la ghigliottina messa dal presidente della Camera Laura Boldrini che prima stava all’Onu e non se la filava nessuno mentre oggi è santa subito. Dopo la ghigliottina i deputati hanno assaltato i banchi della camera e l’ufficio di presidenza con un deputato che si è beccato uno schiaffo in faccia quando poi si è scoperto alla moviola che la grillina si è schiantata contro la mano, con Battista che ha scritto per limitare la violenza si può perdere il controllo. Si parla poi del video della Boldrini postato da un «genio» sul blog di Grillo con commenti che al confronto i cessi pubblici sono i libri delle fiabe. La Boldrini domenica è andata in tv sulle reti Rai per spiegare quanto accaduto parlando di eversione e spiegando come funziona la ghigliottina. Ha poi accusato i sostenitori del Movimento Cinque Stelle di essere stupratori. Poi un altro genio ha detto che la Boldrini non se la sarebbe stuprata nessuno e si è parlato di stupro. Poi un altro genio si è buttato dentro in commissione giustizia dicendo alle deputate Pd che sanno fare bene i pompini. Intanto la Fiat va all’estero e Berlusconi scrive la nuova legge elettorale. Intanto mentre si parlava di queste cose Letta era negli Emirati Arabi dicendo che la crisi è alle nostre spalle, dove la sentono gli Italiani. Poi si è occupato dello scontro di Daria Bignardi che ha inchiodato Di Battista sul fatto di avere un padre fascista con Rocco Casalino, ex concorrente del Grande Fratello, che su twitter cosa prova ad essere sposata con il figlio di un assassino. E Letta risponde da pari a pari a Rocco Casalino dicendo tre volte che si trattava di una barbaria, come in un film dei Monty Phyton. E dopo aver mollato una mancia da 500 milioni con Letta tornato tranquillo. Ed ora il pericolo è che si parli di stupratori.

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SERVIZIO PUBBLICO, IL GIUDIZIO DALL’ESTERO DI FLAVIO BRIATORE – Briatore attacca la politica dicendo che non ci sono investimenti di alcun tipo, aggiungendo che la gente spesso non può seguire le discussioni tecniche perché come accade in Formula Uno, i tifosi sono appassionati ma non possono capire. Per questo serve una strategia a lungo termine come si fa nelle aziende mentre al momento non c’è una strategia per il domani. Irene Tinagli invece se la prende con i Cinque Stelle colpevoli di non sopportare la dialettica politica. E per quanto riguarda Twitter, per Briatore non è ammissibile l’anonimato ma serve un qualcosa che identifichi le persone che si prendono responsabilità di quel che dicono.

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SERVIZIO PUBBLICO, GLI INSULTI A LAURA BOLDRINI E MICHELE SANTORO – E come detto da Giulia Innocenzi, su Twitter si moltiplicano nuovamente gli insulti nei confronti del Presidente della Camera e di Michele Santoro, che aveva detto di provare schifo per chi insulta senza firmarsi:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

SERVIZIO PUBBLICO, IL CASO BOLDRINI – Concita De Gregorio non accetta che si parli di battute quando si propone una riflessione a sfondo sessuale e lo si fa con la Boldrini, una donna, mentre non lo si è fatto in passato. Per questo bisogna stare attenti a cosa si dice dopo che Boldrini, un anno fa, aveva già denunciato insulti sessisti. E la parola «potenziali stupratori» e l’idea di una violenza privata come avere una donna in macchina, significa sdoganare una violenza privata inaccettabile. Poi c’è un problema politico legato al fatto che il Movimento Cinque Stelle oggi rappresenta una minoranza parlamentare, messo all’angolo dalle larghe intese. Anche Boldrini viene dall’opposizione e non fa parte della maggioranza. Una questione che va tenuta presente, certamente, a partire dal peccato originario legato al tradimento dei 101 che ha messo nell’angolo i Cinque Stelle. La De Gregorio non ricorda della definizione dell’estremismo ma il discorso cresce quando Giulia Innocenzi fa notare che sono aumentati gli insulti alla Boldrini, con Santoro che parla di schifo per gli insulti anonimi. Entra Travaglio che dice a questo punto di abolire internet con Santoro che ribadisce che ognuno è libero di scrivere ma che fa schifo insultare senza firmarsi.

 

 

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SERVIZIO PUBBLICO, LA MANCIA DI BRIATORE – Flavio Briatore parla di una mancia, definendo i 500 milioni avuti da Letta nel suo giro nei paesi del golfo, ricordando che il Qatar ha 84 miliardi di dollari mentre Abu Dhabi offre 300 miliardi di dollari. E se Abu Dhabi ha dato 500 milioni all’Italia mentre ne dà 20 miliardi al Regno Unito, il Qatar ha investito in Sardegna sotto il governo Monti ottenendo la promessa di poter sviluppare i terreni acquistati per scopi turistici investendo 700 milioni in Sardegna senza che sia stato emesso il documento che autorizza l’opera con Doha che dice che non investirà più con questa politica. In sostanza si tratta di un insuccesso da parte di un Presidente del Consiglio. Ed incalzato sulla necessità di trovare un nemico, secondo Briatore l’attacco a Grillo copre la delusione di un viaggio in cui si è ottenuta una cifra investita nel Manchester City. Si passa a Gianni Dragoni che conferma le parole di Briatore, spiegando che 500 milioni di euro sono lo 0,2 per cento dell’investimento globale, mentre Monti nel 2012 ha ottenuto un miliardo mentre il fondo aabar, nel 2010, aveva investito 1,5 miliardi in Unicredit. Poi in Qatar si è investito in Valentino ed in altre strutture. Tornando in Italia, Letta respinge l’idea d’immobilismo ma mancano 206 decreti attuativi e per 39 il tempo è già scaduto mentre sono stati varati solo 13 provvedimenti.

 

 

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SERVIZIO PUBBLICO, LUCA BERTAZZONI CONTRO ROCCO CASALINO – Luca Bertazzoni si lancia all’inseguimento di Rocco Casalino che scappa dal portavoce del Movimento Cinque Stelle ed ex concorrente del Grande Fratello che fugge. Poi Bertazzoni chiede a Giarrusso che hanno fatto alla Boldrini che risponde se il problema è un tweet o la gente che si ammazza e che lui «è un potenziale stupratore», rilanciando la questione dei 7,5 miliardi. Palla poi a Claudio Messora che parla d’interpretazioni e che la sua voleva essere una battuta non riuscita e che ora non sa cosa fare di più chiedendo comunque un passo indietro alla Boldrini. Messora mette a disposizione il suo incarico, con Vito Crimi che dice che ad azione corrisponde a reazione non condividendo il messaggio di Messora mentre nessuno parla dei potenziali stupratori della Boldrini con loro che da giorni scrivono di Bankitalia mentre ci si perde nel tweet. Roberto Fico ride e dice che i toni si sono alzati quando si è deciso di esautorare il Parlamento con loro che hanno fatto ostruzionismo, mentre invece non condivide le parole ed i tweet scappati. Orellana respinge la definizione di dissidente ma conferma la sua opposizione alla comunicazione che secondo lui danneggia l’immagine del Movimento, chiedendo chiarezza sull’attività di Casalino e Messora che rappresentano, purtroppo, il Movimento Cinque Stelle. Si arriva ad Alessandro Di Battista che definisce le parole di Casalino e Messora poco importante rispetto alla gente che muore ed i soldi di Bankitalia mentre tutto il resto per lui è privo d’importanza. Si chiude con Letta che dal Kuwait parla delle barbarie di Beppe Grillo contro gli insulti irripetibili. E si chiude con Casalino che entra nei gruppi parlamentari correndo via con Bertazzoni che vorrebbe chiedergli conto delle parole destinate a Daria Bignardi. Infine Casalino scappa via senza rispondere. Un responsabile della comunicazione che non ha niente da dire.

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SERVIZIO PUBBLICO, LA SCHEDA DI MICHELE SANTORO – Michele Santoro parte sulle note di Renato Carosone attaccando Letta che va in Kuwait senza incontrare i dipendenti della Electrolux con Grillo che fa l’indiano e dice di non aver nulla a che fare con gli insulti e Renzi che aspetta, mentre sulla rete si parla di pompini e cazzatine mentre non si parla di Bankitalia o di Scarantino, accusato di violenza sessuale dopo la trasmissione della scorsa settimana chiedendosi se le accuse sono reali o se c’è qualcosa sotto come nel caso dell’euro e le malefatte delle banche. Così come accaduto con la riforma elettorale mentre ci sono poveretti col falò in strada che chiedono che ci sia un governo che si occupi di loro, anche se ci si chiede se sia affidabile avere un esecutivo che non sa mettersi d’accordo sull’Imu. E se si tornasse a votare avremmo un altro governo caravan petrol che scava ma non trova il petrolio nel buco.

 

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SERVIZIO PUBBLICO, LA PRESENTAZIONE – Nella puntata di Servizio Pubblico, il talk show condotto da Michele Santoro in onda alle 21.10 su La7 ed in streaming su serviziopubblico.it si parlerà di ghigliottina e di come il Movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo sia finito sul banco degli accusati per aver attaccato il presidente della Camera Laura Boldrini e per aver bloccato i lavori alla Camera. Ma si parlerà anche di Enrico Letta e della missione negli Emirati Arabi conclusa con un accordo d’investimenti con il Kuwait per un totale di 500 milioni di euro con tanto di risposta agli imprenditori accusati di disfattismo mentre Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria, parla di uno scarto impressionante tra parole e fatti.

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SERVIZIO PUBBLICO, GLI OSPITI – Ci si chiederà poi se, per dirla come ha scritto Ernesto Galli della Loggia sul Corriere della Sera, l’Italia è ancora imprigionata dalla sua élite, un blocco burocratico-corporativo che non vuole cambiare mai nulla è che il vero potere forte. Spazio anche al documento relativo alla morte di Augusto Manca, l’urologo di Bernardo Provenzano morto nel 2004 e ritrovato morto e pieno di ecchimosi. Ne parleranno insieme a Michele Santoro, Marco Travaglio, Gianni Dragoni e Giulia Innocenzi l’imprenditore Flavio Briatore, la parlamentare di Scelta Civica Irene Tinagli, la giornalista Concita De Gregorio e la deputata del Partito democratico Giuditta Pini.

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