Hunter Moore: il papà delle «porno-revenge» finisce in prigione

di Valentina Spotti | 24/01/2014

Lo chiamano «l’uomo più odiato di Internet» e non è un troll di professione. Dietro questo poco lusinghiero nomignolo si nasconde Hunter Moore, l’amministratore di isanyoneup.com, il controverso sito di «porno-vendette» che pubblica foto non autorizzate di donne e uomini nudi o in atteggiamenti compromettenti. Immagini che, di solito, vengono fornite da un ex partner tradito che vuole vendicarsi rovinando la reputazione del «nemico» direttamente sul web.

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LE ACCUSE – Ebbene, Hunter Moore – L’uomo più odiato di Internet, è stato iscritto nel registro degli indagati di giudici della corte federale: per lui le accuse sono di cospirazione, accesso non autorizzato a computer protetti e furto aggravato di identità. Insieme a lui c’è anche un altro uomo, Charles ‘Gary’ Evans, con il quale Moore avrebbe lavorato per violare i computer di numerose vittime in cerca di foto compromettenti da pubblicare sul proprio sito web. Secondo chi era presente in aula, riporta il Daily Mail, il 27enne Moore non sarebbe sembrato affatto nervoso, pur essendo consapevole che quelle accuse lo porteranno, con ogni probabilità, dritto in prigione.

CHARLES ‘GARY’ EVANS, IL COMPLICE – Negli incartamenti si legge che, in diverse occasioni, Moore avrebbe pagato Evans per introdursi illegalmente nelle caselle di posta altrui, e rubare foto di nudo. Nell’ottobre 2011, Moore avrebbe addirittura scritto a Evans dicendogli che avevano bisogno di crearsi un nuovo indirizzo di posta e cancellare ogni traccia che potesse costituire una prova degli avvenuti furti. In altre mail scambiate tra i due, Moore avrebbe chiesto al complice di «lavorare di più», presumibilmente per riuscire a trovare altre foto da pubblicare su Is Anyone Up?

IL SITO DELLE PORNO VENDETTE – Nel corso degli anni, tuttavia, Hunter Moore è diventato una sorta di celebrità del web e nonostante gli appellativi dedicategli dalle molte vittime – quasi tutte donne – che sono finite sul suo sito, Is Anyone Up è diventato una database fotografico dove centinaia di persone venivano pubblicamente umiliate. In molti sono passati a vie legali per costringere Moore a rimuovere le foto. Lo scorso marzo, ad esempio, Moore è stato condannato a pagare 250.000 dollari di risarcimento a James McGibney, il fondatore di Bullyville.com, un sito dedicato a mettere fine al «bullismo» messo in atto da Moore. Era stato lo stesso Moore, infatti, spargere la voce che McGibney fosse un pedofilo.

 

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HUNTER MOORE IN CARCERE – Queste nuove accuse, però avranno sicuramente conseguenze ben più gravi di una multa: in caso di condanna i due potrebbero dover scontare fino a cinque anni di prigione per le accuse di cospirazione e di intrusione nei computer delle vittime più altri due anni di carcere per il furto di identità. Da stamattina Moore si trova in carcere. Il suo ultimo tweet è stato per Justin Bieber, anche lui reduce da un arresto per guida in stato di ebbrezza: «Sto arrivando per farvi evadere tutti» – ha scritto, e il suo cinguettio è stato retwittato quasi 30.000 volte:

LE VITTIME DI IS ANYONE UP? – «Siamo molto contenti – ha detto Charlotte Lewis, attivista contro le «porno-vendette» che da anni lotta per far arrestare Moore dopo che le foto compromettenti di sua figlia Kyla sono finite su Is Anyone Up? – Ho parlato con diverse altre vittime e son che sono tutte molto contenti, abbiamo la sensazione che sia stata fatta giustizia».

(Photocredit copertina: Vicky Behringer/Daily Mail)

 

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