Daniela Manicchio: la donna della lettera durante il discorso di fine anno di Napolitano

di Redazione | 03/01/2014

«Avevo spedito una lettera al Capo dello Stato in novembre per raccontare la disperazione che si prova nella condizione di disoccupato, parlando del caso del mio compagno Roberto, 44 anni, di Brugherio (Milano) che ha perso il lavoro di magazziniere nel 2009 e da allora è sempre passato dalla condizione di disoccupato a quella di precario».

 

DANIELA MANNICCHIO E LA LETTERA A NAPOLITANO – Daniela Manicchio racconta a La Provincia di Como di essersi rivolta al presidente della Repubblica «chiedendo una speranza per il futuro. Roberto a 44 anni è considerato troppo giovane per la pensione ma anche troppo vecchio per il mondo del lavoro. Dal 2009 – prosegue – ho svolto io il lavoro del Centro impiego, cercando qualcosa su internet. Avevo già scritto al Quirinale nel giugno del 2012, avevo visto sul sito che era possibile farlo e l’ho fatto, segnalando di quanto fossimo demoralizzati perché‚, nonostante Roberto fosse iscritto al Centro impiego di Monza dal 2009, in tre anni non aveva mai ricevuto nemmeno una telefonata”».

NAPOLITANO E LA TELEFONATA DEL CENTRO IMPIEGO – Il presidente allora fece rispondere via mail dalla segreteria, assicurando che avrebbe chiesto informazioni. «Ed effettivamente poco dopo è arrivata la telefonata del Centro impiego, che voleva sapere quale fosse la situazione di Roberto, ma soprattutto perché ci fossimo rivolti al Quirinale», aggiunge Daniela. Nonostante la telefonata, la situazione non si è sbloccata: «Roberto ha trovato due impieghi di tre mesi nelle estati 2012 e 2013. E’ pronto a qualsiasi lavoro, ma non è facile trovarlo e i Centri impiego non sono in grado di dare risposte. Spero almeno che i nostri politici facciano tesoro delle testimonianze raccontate dal Presidente Napolitano e si impegnino a migliorare il nostro futuro, rendendosi conto che il problema del lavoro tocca tutte le fasce d’età». (ANSA).

(photocredits:ANSA/ETTORE FERRARI)