L’influencer AntiVaxMomma che vendeva (cari) certificati vaccinali su Instagram (è stata denunciata)

Tutto è partito dalla clamorosa segnalazione del tiktoker TizzyEnt: ma la procura distrettuale stava già indagando sulla 31enne

01/09/2021 di Gianmichele Laino

Il fenomeno no-vax continua ad avere un respiro planetario e continua a utilizzare tecniche sempre più subdole per raggiungere i propri risultati. Non lo ritenete corretto? Provate a vedere quello che questa influencer di Instagram, AntiVaxMomma, stava facendo con i propri followers. Al secolo Jasmine Clifford, 31 anni, che si autodefinisce imprenditrice (promuove anche un’altra pagina Instagram, @hausofjboutique, che adesso risulta privata) di Lyndhurst nel New Jersey, proponeva card vaccinali falsificate ai propri followers, dal valore di 200 dollari ciascuna. Il tutto grazie alla complicità di alcuni dipendenti del servizio sanitario nazionale disposti a inserire nel sistema, in maniera fraudolenta, i dati di questi clienti. Al momento, sono state elencate almeno 250 compravendite di questo tipo, con l’aiuto di una sua complice, lavoratrice in una clinica medica a Patchogue, New York. Entrambe, adesso, stanno affrontando un iter giudiziario dopo essere state scoperte.

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AntiVoxMomma, la storia e la scoperta delle contraffazioni delle tessere vaccinali

È una storia tutta interna ai social network. Su Instagram – nonostante i controlli molto rigidi che, in base a quanto dichiarato, l’azienda starebbe portando avanti – avvenivano i contatti con l’influencer che, sul suo account principale, aveva raggiunto 300mila followers (sul suo account @5starjaziii) prima di essere bloccata (ne aveva creato immediatamente un backup, @antivoxmomma2, che in poco tempo aveva raggiunto 10mila followers). Su TikTok, invece, un influencer che sta facendo dei gran bei lavori di debunking, ovvero TizzyEnt (2,2 milioni di followers sulla piattaforma made in ByteDance), aveva mostrato la storia della donna no-vax che vendeva le false tessere vaccinali e tutte le conversazioni che, in privato, aveva avuto con lei.

La scoperta della frode grazie a TizzyEnt

TizzyEnt, che poi è stato intervistato sia da RollingStone, sia dal NY Times, si era finto dipendente di una clinica privata e si era proposto di aiutare AntiVoxMomma nel suo business, offrendosi volontario per inserire i dati nelle piattaforme online del sistema sanitario nazionale. La donna gli aveva garantito che le persone che la stavano aiutando in questo business fraudolento arrivavano a guadagnare anche 10mila dollari alla settimana. Un giro d’affari davvero importante. Dopo le uscite pubbliche del tiktoker TizzyEnt (che, contestualmente, aveva denunciato tutto alla polizia), le autorità avevano informato che stavano indagando su Jasmine Clifford, alias AntiVaxMomma, almeno da giugno 2021.

@tizzyentHow many claiming to get vaccinated are putting us all at risk? ##covid19 ##vaccine ##vaccinepassport ##fraud♬ original sound – TizzyEnt

A questo proposito, il NY Times ha raccolto anche delle dichiarazioni da parte di Instagram che ha ribadito il suo impegno nell’eliminare dalla propria piattaforma utenti che dovessero proseguire con la propria campagna no-vax. Del resto, Rolling Stone – che pure ha affrontato l’argomento in maniera approfondita – non ha potuto fare a meno di notare che le autorità distrettuali, in particolare Cyrus Vance Jr., District Attorney a Manhattan, siano state infastidite dall’atteggiamento dei social network: «Abbiamo bisogno – ha detto – che piattaforme come Facebook svolgano azioni preventive per evitare frodi sulle proprie piattaforme». Per non parlare della propaganda no-vax.

La 31enne in questione, infatti, non si limitava soltanto a vendere false card vaccinali, ma parlava delle iniezioni come un veicolo di infertilità, che stavano cercando di limitare il numero della popolazione mondiale e che, pertanto, andavano assolutamente ostacolate, anche con mezzi piuttosto “forti”. E lei, decisamente, ne aveva trovato uno. Che, oltre a essere fortemente illegale, comportava per lei anche un discreto guadagno.

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