Alitalia verso una maggioranza di Stato, ma Di Maio diceva: «Non useremo i soldi degli italiani» | VIDEO

di Enzo Boldi | 10/07/2019

Alitalia
  • Era l'agosto dello scorso anno, quando Di Maio fece una promessa su Alitalia

  • A Matrix aveva detto che non sarebbero stati utilizzati fondi pubblici per la newco

  • Ora lo Stato acquisterà il 51% delle quote e il M5S apre anche all'approdo dei Benetton

Passa il tempo, cambia la gente. E si cambiano anche i punti di vista tenuti a muso duro davanti alle telecamere. Era il 5 agosto del 2018 (poco meno di un anno fa): il governo a maggioranza Movimento 5 Stelle e Lega era ai suoi primi passi e aveva tra le mani già alcune gatte da pelare. La principale, anche se si pensava a una rapida risoluzione, riguardava il futuro di Alitalia. La compagnia aerea che per anni ha rappresentato il Bel Paese era alle prese con la volontà di Etihad – che aveva acquisito le quote nel 2008 – di lasciare tutto. Il Ministero dello Sviluppo Economico, insieme al Mit e a Palazzo Chigi, si è trovato di fronte alla necessità di creare una newco per evitare il fallimento dell’azienda, ma Luigi Di Maio aveva assicurato: gli italiani non metteranno un centesimo. Allo stato attuale delle cose, però, la maggior parte della quote saranno a carico proprio dello Stato.

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Le difficoltà di questa trattativa sono tante ed evidenti. Le manifestazioni di interesse (con il termine ultimi indicato per lunedì prossimo, 15 luglio) non sembrano offrire le necessarie garanzie. Per questo motivo, in attesa di un concreto interessamento di Atlantia (holding della famiglia Benetton) si cercano diverse soluzioni. I nomi sono tanti: oltre a Delta Airlines che ha già confermato la sua presenza nella Newco Alitalia (per circa il 30%), il pacchetto di mischia è puntellato dal Tesoro (ergo il ministero dell’Economia) e da Ferrovie dello Stato. In sintesi: lo Stato (quindi gli italiani) saranno proprietari al 51% di Alitalia. Eppure, solo lo scorso anno, Di Maio mostrava la faccia da duro e assicurava che l’Italia non avrebbe messo un centesimo.

 

La promessa (non mantenuta) da Di Maio

«Tagliamo la mangiatoia e gli sprechi del 30%, partnership con Air France e Lufthansa. Così la rilanciamo, non abbiamo bisogno di mettere soldi degli italiani. Un’operazione di mercato, niente intervento dello Stato e soldi pubblici». Pochi secondi sintetizzati dal giornalista Luciano Capone e confermati dal video dell’intervista di Luigi Di Maio a Matrix del 5 agosto 2018. Le difficoltà nel mantenere questa promessa erano evidenti fin dall’inizio e, ora, sono ancora più acuite dalla realtà.

Atlantia per evitare lo stallo di Alitalia

Oltre ai soldi pubblici, infatti, il Movimento 5 Stelle sta virando verso il sì all’ingresso di Atlantia nella newco Alitalia. La holding è della famiglia Benetton (gli stessi della società Autostrade) contro di cui Luigi Di Maio e gli altri pentastellati hanno aizzato una guerra mediatica (ed economica, di conseguenza) dopo la tragedia del Ponte Morandi. Il processo non ha ancora accertato le responsabilità di Aspi per quanto accaduto il 14 agosto 2018 a Genova, ma la campagna elettorale fatta dai pentastellati ha già scelto il suo colpevole. Colpevole che ora potrebbe essere l’unico in grado di risolvere lo stallo Alitalia. Nel frattempo, però, Luigi Di Maio prova a convincere il gruppo Toto (incontrato ieri) e German Efremovich, fondatore della compagnia aerea colombiana Avianca.

(foto di copertina da Matrix del 5 agosto 2018, Canale 5)