Aldo, Giovanni e Giacomo sono davvero tornati: “Noi apolitici, Reuma Park era una ferita” | Video

di Thomas Cardinali | 28/01/2020

Aldo, Giovanni e Giacomo ormai è dagli anni ‘90 che fanno ridere e appassionare il pubblico, che resterà piacevolmente sorpreso dal bel “Odio l’estate”.  Tanti italiani erano preoccupati dalla parabola discendente imboccata con gli ultimi film, in particolare dopo il super flop di Fuga da Reuma Park, che ora confessano essere stato traumatico anche per loro durante l’incontro stampa: “Abbiamo sempre raccontato l’Italia, quello era stato uno slancio di fantasia che forse è piaciuto solo a noi. Era una ferita che ha fatto male e che ora è stata guarita”, come possiamo confermare dopo aver visto il film in anteprima.

Sempre durante la chiacchierata con la stampa il mitico trio ha raccontato le sue origini, con un primo incontro tra Giovanni e Aldo nato quasi per caso e voluto più dal secondo che dal primo: “Lui all’inizio lui si lamentava che mio cugino mi si portava sempre dietro. È stato merito mio conoscerlo perché a me piaceva”, mentre Giovanni ha spiegato: “Quando ho incontrato Aldo c’è sfata subito alchimia. Comunque quello che fa ridere a uno fa ridere anche all’altro, non è stato un caso perché ci siamo ritrovati”. Giacomo é arrivato dopo nella famiglia del trio: “Anche io quando li ho visti all’opera volevo lavorare con loro, poi c’è voluto del tempo per convincerli”.

”Odio l’estate” è sicuramente uno dei film più riusciti da anni di Aldo, Giovanni e Giacomo che vedono l’ingrediente vincente nella storia giusta in cui si sono inserite benissimo le loro tre mogli interpretate dalle bravissime Lucia Mascino, Carlotta Natoli e Maria De Biase: “Diciamo che la storia ha reso il film più corale rispetto al solito, ci sono più personaggi: le mogli, i figli, un cantante, un maresciallo. Tutte questi fattori ci hanno spinto a tessere una trama più complicata rispetto al solito. Era obbligato introdurre questi elementi visto il periodo che stiamo vivendo. C’è più malinconia e ci piace, abbiamo messo all’interno qualcosa in più”.

Aldo, Giovanni e Giacomo e la voglia di lasciare fuori la politica

Aldo, Giovanni e Giacomo intervista
Aldo, Giovanni e Giacomo intervista

Un film che non parla di politica, anche perché  il loro  papeete è in realtà un campeggio e non ha nulla a che vedere con il locale romagnolo reso celebre da Matteo Salvini: “Noi siamo nati apolitici, nei nostri film e nei nostri sketch abbiamo sempre lasciato sullo sfondo la politica senza tirarla in ballo. In questo film volevamo raccontare delle tipologie umane, perché comunque dove scegli nella politica è sempre un puttanaio. Abbiamo un medio borghese, un proletario sull’orlo del fallimento e un nulla facente”

Un ritorno per i tre con un regista amato come Massimo Vernier, anche se in realtà non hanno il coraggio di dire di aver diretto personalmente gli ultimi film: “Con lui nonostante gli anni  abbiamo sempre avuto grande affinità comica. È stato quasi naturale ritrovarsi.  In realtà noi ci siamo sempre affiancati ad un regista, anche quando non c’è stato massimo non abbiamo mai fatto noi tutto. Prima c’è stato Paolo Genovese, poi Morgan Bertacchia perché anche se abbiamo firmato noi la regia l’ha fatta lui. Questa volta ci siamo affidati totalmente a Massimo”.

Aldo, Giovanni e Giacomo concordano che tutti i personaggi hanno dei segreti, ma ci svelano anche che il segreto è nella comunicazione: “Non penso che la nostra società su questo aspetto sia malata. Penso che sia la caratteristica di questa storia: la relazione con i figli, con le mogli e quindi anche con se stessi. Ognuno ha un problema che non riesce a tirare fuori e questa mancanza di comunicazione lo ingabbia ancora di più. Finché l’unione di tutte queste cose fa sì che si sblocchi, che riesca a parlare”.

Un grazie speciale a Massimo Ranieri

Aldo, Giovanni e Giacomo intervista
Aldo, Giovanni e Giacomo intervista parlano di Massimo Ranieri

È Aldo che sottolinea con maggiore forza un’apertura verso chi è diverso da noi, proprio lui che ha quasi anticipato “Tolo Tolo” con il suo simile film “Scappo a casa”: “Credo che le persone si aprano agli altri perché hanno dei problemi, anche per i nostri personaggi è così. Probabilmente è anche più facile confessare qualcosa a qualcuno che conosci da due giorni per levarti un peso, credo che questo possa anche creare qualcosa. Tolo Tolo è simile al mio Scappo a casa? Si in tanti mi hanno detto che tratta l’apertura verso la diversità come il mio, ma io ancora non l’ho visto”.

Nel film c’è spazio per Massimo Ranieri, che regala un duetto storico con Aldo: “È stata una delle emozioni più forti della mia vita, la porterò sempre con me e lo ringrazio”, mentre il Giacomo sottolinea come ora la cosa importante sia godersi il successo di “Odio l’estate” e non pensare al futuro: “Il prossimo film? Promuoviamo questo, ora l’unica cosa a cui voglio pensare è la campagna acquisti dell’Inter e Giovanni a quella del Napoli”.