Al-Baghdadi vuol conquistare Roma

Il leader dell’autoproclamato califfato tra Siria e Iraq profetizza la conquista di Roma, ma per ora ha obiettivi più modesti.

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GRANDI ASPIRAZIONI – Abu Bakr al-Baghdadi è uno alla Saddam. Retorica pomposa e ambiziosa a protezione di fallimenti sicuri, almeno. Come altri leader mediorientali abbonda in retorica e minacce ai suoi nemici fuori confine, che però non può mantenere. Un espediente comunicativo che serve il giusto e che può diventare efficace se poi è seguito dai fatti. Questo genere di personaggi fa delle minacce roboanti uno strumento politico che serve ad attirare gli esaltati più che a terrorizzare i minacciati. La storia dimostra però che ci può essere chi è interessato a usare queste minacce per farne dei “supercattivi” da eliminare e da appuntarsi sul petto.

E’ quindi opportuno, al di là delle clamorose dichiarazioni, sottolineare la distanza che ancora separa l’aspirante califfo dall’estendere i confini del califfato fino in Europa.

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SEMPRE LA STESSA RETORICA – La storia recente, dall’Iraq fino ai agli aspiranti califfi visti all’opera in Mali, suggerirebbe maggiore continenza, visto che inevitabilmente è finita male e che tali minacce sono state usate come leva per giustificare l’annientamento dei ferocissimi. Il format dell’ultrà qaedista del terzo millennio però non sembra per ora prevedere eccezioni e così ieri al Baghdadi si è lanciato a profetizzare la presa di Roma, anche se all’interno di un discorso che ha subito reso chiaro che piani di conquista imminenti non ce ne sono, visto che il discorso era in realtà un invito ai musulmani sparsi per il globo ad accorrere al suo comando per consolidare il suo califfato.

VENITE A ME – «Quelli che possono immigrare nello Stato Islamico dovrebbero immigrare, visto che l’immigrazione della casa dell’Islam è un dovere», ha detto ieri in un messaggio audio rilasciato da un sito legato all’ISIS/ISIL, spiegando che è lo stato dei musulmani e non dei siriani o degli iracheni. «Questo è quello che vi consiglio, se terrete duro conquisterete Roma, Dio volendo». Questa la frase esatta nella quale si nomina Roma.

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