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La città dove scappano i ragazzi italiani

I giovani italiani in fuga dal nostro paese in cerca di futuro hanno trovato una nuova meta: Breslavia, Wroclaw in polacco. La città, capitale storica della Slesia, vicina al confine con Germania e Repubblica Ceca, è una delle realtà più dinamiche del più grande paese dell’Europa dell’Est, ed ospita un numero crescente di nostri connazionali.

General Views Of Wroclaw - EURO 2012 Venue City

FUGA A BRESLAVIA – La fuga dei giovani italiani alla ricerca di un lavoro e di una vera prospettiva di futuro non si concentra solo sulle classiche mete delle grandi città europee, come Parigi, Londra o Berlino. A poche centinaia di chilometri dalla capitale tedesca si trova infatti Breslavia, una delle maggiori città polacche, che come rimarca il quotidiano Die Welt è diventata una sorta di rifugio per i giovani italiani espatriati, alla ricerca di occasioni di lavoro. Il viaggio di Die Welt inizia da un incontro nel quale la città di Breslavia spiega le sue strategie di collaborazione tra centri educativi e nuove realtà imprenditoriali. Ad un certo punto prende la parola, sottolinea il quotidiano tedesco, una persona con un nome che certo non suona molto polacco: Marcello Murgia. E’ un 28enne italiano che da ormai quattro anni vive nella metropoli della Slesia. Punto di riferimetno per i giovani polacchi, Breslavia è diventata negli ultimi anni meta di molti stranieri attratti dalla sua vivacità, culturale così come imprenditoriale. “Alla fine dell’anno dovremmo arrivare a mille italiani che vivono in questa città”, dice Murgia a Die Welt. “Credit Suisse occuperà 400 persone nella sua nuova sede, e tra i nuovi assunti ci saranno sicuramente altri miei connazionali”.

MEGLIO DI PARIGI – Murgia è arrivato a Breslavia grazie alla presenza sempre più numerosa di aziende internazionali. Il 28enne italiano, che si è laureato in Scienze Politiche, lavora per l’agenzia di sviluppo della città polacca. Come rimarca Die Welt, si esprime in un mix di polacco ed inglese per spiegare il boom economico di Breslavia. “Ci sono molti Shared Service Centers che operano nei servizi in outsourcing (BPO). Credit Suisse vuole realizzare il suo centro marketing e contabilità per l’intera Europa. IBM ha a Breslavia il suo Global Delivery Centers, dove lavorano 40 italiani. Ad HP c’è una situazione simile”. Il nuovo settore occupa circa 18 mila persone, una buona percentuale sono stranieri, e molte centinaia nostri connazionali. In Polonia vivono 4 mila italiani, ed i nuovi arrivati si concentrano nella storica capitale della Slesia. Die Welt incontra in un locale tre giovani del nostro paese, tutti intorno ai 30 anni. Il milanese Gattai rimarca come Breslavia sia meglio di Parigi. “Qui quando proponi qualcosa di nuovo ti ascoltano, i francesi parlano tanto, ma non succede nulla da loro”.

NUOVO FUTURO – In Polonia Guido Gattai ha trovato un percorso che non avrebbe avuto in Italia. Il giovane milanese organizza in un cinema della città un caffè filosofico, fa il consulente e si offre come “spin doctor” ai vari clienti. Gattai esprime la sua preferenza per la Polonia, anche alla luce dei minori pregiudizi del nostro paese. “In Italia nessun parla della criminalità polacca”. Flavio D’Amato invece è arrivato nella nazione dell’Est Europa per curiosità, grazie ad una borsa dell’Erasmus. Arriva da Lecce. Il suo Cv recita: call center nella città pugliese, alla reception di un albergo di Cracovia, insegnante di italiano a Varsavia. Ora lavora presso il centro di HP a Breslavia, dove vengono effettuati servizi alle imprese in Italia. ” Nel mio paese non avevo molte chance di realizzarmi”. Insieme ai suoi colleghi italiani ha scritto un libro, “Good bye, Mamma” su consigli per costruirsi un futuro all’estero.

NON SEMPRE FELICITA’ – Die Welt intervista i ragazzi italiani nel bar Felicità, aperto anch’esso da un nostro giovane connazionale, Simone Mangone. Pochi mesi fa un italiano si è scontrato con un gruppo di neonazisti nei pressi del locale, ed è stato picchiato. Il quotidiano tedesco rimarca come la polizia sia intervenuta con grande prontezza, pattugliando le strade attorno al bar Felicità per un mese intero. Breslavia è infatti uno dei centri della scena skin polacca. Le loro manifestazioni hanno però sempre raccolto poche adesioni, rimarca il sindaco della città, che evidenzia come Breslavia conduca una strategia di tolleranza zero verso l’estremismo di destra. Rafal Dutkiewicz esprime la sua delusione per la mancata collaborazione con il governo centrale di Varsavia nel contrasto al radicalismo neofascista. Un timore per una città cresciuta grazie all’arrivo degli stranieri, e che spera di attrarne ancora di più in futuro.

(Photocredit: Pub Felicità, Die Welt, Getty Images)