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Cosa ha fatto il mostro di Cleveland alle sue vittime

La visione di Amanda Berry e sua figlia felici dopo il rilascio ha messo in ombra le condizioni delle sue altre compagne di sventura.

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LESIONI PERMANENTI – Le due donne a differenza di Berry e della figlia sono sempre state detenute in cantina, all’interno di stanze nelle quali la polizia ha trovato catene attaccate al muro e guinzagli per cani che pendevano dal soffitto, arredate esclusivamente con un materasso. Dai loro racconti si è saputo che quando Castro si assentava per periodi più lunghi le legava immobilizzandole e coprendo loro occhi e bocca con il nastro per le riparazioni, che poi toglieva strappandolo con violenza insieme a carne e capelli. Lesioni e ferite che lasceranno per sempre segni fisici sui loro corpi. Botte per far abortire, torture psicologiche come dare da mangiare solo a due ragazze e far guardare la terza, oltre a lesioni e violenze varie e indicibili.

TORTURE DISUMANE – Le due hanno così sofferto di tutto oltre agli abusi sessuali e alla fame alle quale erano costrette nel corso di lunghi periodi di digiuno, usato dal loro carceriere anche per farle abortire insieme alle botte all’addome, anche delle conseguenze dei lunghi periodi che hanno trascorso immobilizzate, riportando piaghe da decubito e lesioni che potranno essere curate solo con terapie di lunga durata, Gina De Jesus  ad esempio quando è stata liberata aveva difficoltà a muovere la testa ed è rimasta sorda da un orecchio.

CRUDELE E FEROCE – Castro è stato descritto dalle tre come un personaggio crudele, che privilegiava Berry in quanto madre dell’unica figlia sopravvissuta alle numerose gravidanze delle tre donne e che invece si accaniva con particolare sadismo sulle altre due, non solo con le violenze, ma anche mangiando con gusto di fronte a loro mentre le costringeva alla fame.