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Il video shock di una donna decapitata che Facebook non rimuove

20 minuten ci racconta la storia di un video macabro relativo alla decapitazione di una donna caricato su Facebook e non cancellato nonostante le numerose segnalazioni degli utenti.

FACEBOOK-CERVELLO-

COME NEI TG – Non si sa ancora dove stia stato registrato questo video. Probabilmente si tratta di una scena della guerra civile in Siria mentre par altri si tratta di una violenza ai danni di una donna messicana. Eppure Facebook ha deciso di non cancellare il video. “La nostra decisione di non eliminare tali contenuti, sulla base del fatto che le persone hanno il diritto di descrivere il mondo in cui viviamo, per presentare e commentare su Facebook così come avviene nei telegiornali, quando vengono mostrati filmati atroci per attirare l’attenzione sulle ingiustizie del mondo”.

 

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L’IMBARAZZO SVIZZERO – Per Daniel Süss, psicologo, la decisione di Facebook è difficile da comprendere sia per l’evidente mancanza di tutela dei bambini che potrebbero essere disturbati dai contenuti violenti sia per il fatto che a livello etico non è giusto diffondere un video privo di fonte: “non ha senso pubblicare un video che potrebbe essere falso e la cui funzione è di mera propaganda. In guerra vengono realizzati contributi particolari, del tutto falsi, per forzare l’azione politica. Per questo video potrebbe essere accaduta la stessa cosa”.

RAGIONAMENTO IPOCRITA – Philip Cueni, docente di etica dei media presso la Scuola svizzera di giornalismo MAZ, aggiunge che per lui tale video nasconde altre problematiche: “parliamo di un ragionamento assolutamente ipocrita. Facebook non è un mezzo giornalistico e la fonte di questo video è tutta da verificare. Il social network poi ha delle regole che esulano dal mondo dei media. Facebook è una bacheca, ha le sue regole e non funziona come i media tradizionali.

VIOLA LA LEGGE – La polizia svizzera ha voluto poi dire la sua a dimostrazione che la decisione di Facebook esula da una semplice interpretazione di morale, opportunità o cultura: “Secondo i nostri esperti la distribuzione di tali video viola il codice penale”. Perché il contenuto non rappresenta un caso di cronaca ma solo un atto di crudele violenza che non ha alcun fondamento scientifico. (Immagini di repertorio)