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Perché i missili del Pakistan non inquietano nessuno?

Quando la Corea del Nord testa un missile capace di portare una testata nucleare il mondo s’inquieta e i media di mobilitano, altri possono invece fare come gli pare e nessuno dice niente.

IL NUOVO TEST – La notizia è che il Pakistan ha testato con successo il missile a medio raggio Hatf IV Shaheen-1 (900 chilometri), colpendo il bersaglio previsto nell’Oceano Indiano. Il resto della notizia dice che quel missile è parente stretto di quelli dei nordcoreani, ai quali il Pakistan ha ceduto i piani per la bomba in cambio della tecnologia missilistica d’origine cinese. I coreani hanno avuto accesso alla produzione missilistica cinese, ma Pechino le bombe atomiche non gliele ha fatte neppure vedere ai cari leader e così ecco l’opportunità dell’affare con il Pakistan.

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LA BOMBA ATOMICA ISLAMICA – Il Pakistan la bomba atomica l’ha avuta grazie allo spionaggio e alle ingenti spese per corruzione e ricerca, coperte da una joint venture tra Arabia Saudita, quella che ha pagato il grosso delle spese, Libia, Iran e Pakistan. Partorito negli anni ’70, il progetto della Bomba Atomica Islamica sarà accolto con favore persino da Bin Laden, che in una lettera del 1998 ne celebra l’importanza di ordigno islamico da opporre a quelli cristiani e indù. Il traffico con la Corea del Nord venne alla luce nel 2004, con la denuncia del padre della bomba atomica pakistana A.Q. Khan.

LO SANNO TUTTI – I riscontri furono immediati, in Iran c’era abbondanza di “cose nucleari” made in Pakistan e anche Gheddafi consegnò a Bush la sua parte. Il silenzio sul versante saudita ha fatto concludere a molti esperti che sicuramente il Pakistan ha fornito o è pronto a fornire ai generosi sauditi sia i missili che e bombe atomiche, ma sono cose che non si possono dire.

 

 

 

Director General Strategic Plans Division Lieutenant General (retd) Khalid Ahmed Kidwai