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Il bambino disabile sospeso dalla scuola perché “pericoloso”

Bruno Merone, preside di scuola elementare di Monterusciello, frazione di Pozzuoli (Napoli), ha ordinato la sospensione di un allievo disabile di 10 anni “per motivi disciplinari”. “Deve restare a casa, è pericoloso”, ha detto il dirigente scolastico alla madre dello scolaro, intervenuta per chiedere spiegazioni. “Non potete impedirgli di socializzare”, ha poi ribattuto la donna. (Fonte foto: LaPresse)

 

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LA SOSPENSIONE – Ricostruisce la vicenda Conchita Sannino su Repubblica Napoli:

Eduardo frequenta la quarta elementare di una scuola di Monterusciello, il Settimo circolo, di via Viviani. Da tempo soffre di «disturbo misto della condotta e delle sfere emozionali». È una forma di iperattività. Eduardo segue una terapia e il trattamento farmacologico, in classe lo assiste la docente di sostegno. Il caso esplode sabato: quando sua madre, Cristina F., docente precaria (peraltro sola a occuparsi del figlio), riceve via posta la notizia che il bambino è stato allontanato per un’intera settimana. Un telegramma di un rigo e mezzo. «Suo figlio è sospeso dal 18 al 23 marzo per motivi disciplinari». Firmato dal preside. Stop. Cristina non capisce, chiede aiuto. «Com’è possibile “condannare” con questa severità un bambino che ha evidenti problemi? Lo si sospende come fosse un bulletto e non un ragazzo che ha bisogno di aiuto?».

Cristina lamenta anche le modalità con cui è stato “liquidato” suo figlio, senza che sia stato prima convocato un gruppo tecnico di docenti. Poi accusa: “Una scuola condanna mio figlio, proprio quando soffre di più, a stare chiuso in casa. Fa paura. E’ un indesiderato. ma ha dieci anni”.

“SI COMPORTA CON VIOLENZA” – Conchita Sannino su Repubblica riporta anche parte del testo di un documento con il quale il preside ha ridotto la sospensione da una settimana a due giorni:

«Le comunico che suo figlio ogni giorno assume un comportamento autolesivo correndo gravi rischi per la sua incolumità. Sebbene sorvegliato costantemente, si ribella offendendo tutto il personale con parolacce, gesti volgari e anche sputi. Nei confronti degli altri alunni si comporta con violenza procurando lesioni. In data 14 marzo, infatti, ha sbattuto la porta colpendo un bambino al naso causandogli arrossamento e gonfiore. In questo periodo, in cui porta il gesso, costituisce un grave pericolo per sé e per tutto il personale in quanto lo usa come arma impropria, colpendo vetri e porte e colpendo altri soggetti. Pertanto, per la sicurezza si allontana l’alunno…».