|

Beppe Grillo, l’Espresso, la Costa Rica e l’autista: tutta la storia

Dopo l’anticipazione pubblicata ieri e l’articolo pubblicato oggi sul settimanale, la polemica tra Beppe Grillo e l’Espresso raggiunge il parossismo con il botta e risposta tra il settimanale e il sito internet del Semplice Portavoce. Proviamo a ricapitolare tutta la storia.

WALTER VEZZOLI E L’ESPRESSO – Tutto nasce da un’anticipazione di un’inchiesta a firma di Vittorio Malagutti, Andrea Palladino e Nello Trocchia su tredici tipi di “sociedad anonima” – vedremo poi il corretto significato della locuzione – aperte per compiere operazioni immobiliari e costruzioni in Costa Rica. Tra gli amministratori di queste società compaiono Walter Vezzoli, storico autista e factotum di Grillo, Nadereh Tadjik, ovvero la sorella della moglie iraniana di Grillo Parvin Tadjik. Tra l’altro, racconta l’Espresso:

Nella Armonia Parvin sa – stesso nome della signora Grillo – la presidente Nadereh Tadijk e il secretario Vezzoli sono affiancati da un terzo amministratore, un italiano residente in Costa Rica che si chiama Enrico Cungi.

Questa è la visura camerale di una delle società, pubblicata da l’Espresso:

grillo vezzoli parvin

Alcune foto della moglie di Beppe Grillo, Parvin Tadjiik:

NADEREH TADIJK ED ECOFEUDO – L’Espresso scrive che:

Almeno una delle società targate Vezzoli-Tadijk ha però in cantiere un progetto ben preciso. Ecofeudo, infatti, è il nome di un resort extra lusso da 30 ettari da costruire sulle colline della baia Papagayo. A giudicare dalle foto pubblicate Ecofeudo non sarà un villaggio popolare.

Il sito internet di Ecofeudo, secondo il registro, è intestato a Simone Pennino, anche lui vicino a Grillo e al MoVimento 5 Stelle:

beppe grillo simone pennino

E qui ci sono alcuni stamp del sito internet:

ecofeudo

Scrive in ultimo l’Espresso nell’anticipazione:

La zona è considerata una delle più promettenti per chi vuole investire nel turismo. Nel resort le ville saranno di alto livello: «potranno avere una superficie fino a 750 metri quadri coperti su un’area propria di 5000 metri quadri».


LA RISPOSTA DI BEPPE GRILLO
– La risposta di Beppe Grillo arriva in due fasi. In primo luogo con un’intervista rilasciata da Vezzoli al Fatto:

“Intanto una premessa: l’articolo che viene citato parla di un resort che non esiste e non doveva neppure esistere. Il mio sogno era quello di creare 30 abitazioni autosufficienti dal punto di vista energetico, con depuratori che riciclassero l’acqua piovana, pannelli solari. Le pale eoliche. Un sogno. Solo che non ho mai trovato gli investitori e quindi il villaggio è rimasto sulle scartoffie di società aperte e chiuse”. Vezzoli viene accostato anche a Casaleggio, un po’ per i capelli lunghi e un po’ perché la teoria dell’autosufficienza energetica è nei sogni del guru a Cinque stelle. “Oggi sono amico di Casaleggio, ma nel 2007, quando pensavo a costruire il villaggio, Casaleggio non lo conoscevo. I giornali oggi mi indicano come l’uomo delle società anonime all’estero, ma io all’estero vivevo. In Costa Rica è cresciuto mio figlio, io ero il proprietario di una discoteca: dove avrei dovuto registrare le società? A parte che non ho un centesimo, ma non c’era niente da scudare. Perché lì lavoravo e avevo progetti. Beppe Grillo? Non è mai stato in Costa Rica. Investimenti di Grillo? Ma di cosa stiamo parlando? Vedrò cosa fare, se ci sono gli estremi di una querela. Ma il resort di cui parla l’Espress o non esiste, non è mai esistito. Io andai a vedere 30 ettari di terreno e nelle mie intenzioni 15 dovevano essere edificati. Ma non ho comprato neanche un metro”.

E poi, in un post del suo blog nel quale citava anche l’intervista di Vezzoli al Fatto, si contestava anche il concetto di “sociedad anonima” e la definizione di “paradiso fiscale” per il Costa Rica:

Tip per i giornalisti de l’Espressoconsultare Wikipedia e scoprire che per società anonima (Sociedad Anónima, abbreviazione: S.A.), in Costa Rica e in quasi tutti i Paesi del mondo in cui si parla spagnolo, si intende quella che in italiano viene comunemente denominata Società per Azioni.

Verifica delle fonti: La Costa Rica non è paradiso fiscale già dal 2011. Questa è la lista OCSE dei Paesi con gli standard fiscali riconosciuti dall’organismo internazionale in cui compare la Costa Rica insieme agli altri stati come l’Italia.

LA CONTROREPLICA DE L’ESPRESSO – Nel pomeriggio è arrivata la controreplica de l’Espresso:

Contrariamente a quello che sostiene il blog di Beppe Grillo, “L’Espresso” non ha mai parlato di “società anonime” aperte da Walter Vezzoli in Costa Rica. Noi abbiamo scritto che l’autista di Grillo risulta amministratore di 13 società in Costa Rica, tutt’ora attive. In Costa Rica per le “sociedad anonima”, così come per tutte le altre società, non c’è trasparenza su azionisti e bilanci. Proprio come succede, per esempio, in Svizzera e nei paesi caraibici. Fino al 2009, quando vennero create le 13 società di Vezzoli, il Costa Rica era anche inserito nella lista nera dell’Ocse e dell’Agenzia delle Entrate come paradiso fiscale. Oggi, l’Agenzia delle Entrate considera il Costa Rica un paese a fiscalità privilegiata per “attività i cui proventi affluiscono da fonti estere”. Quanto al progetto Ecofeudo, la società omonima creata da Vezzoli, dalla cognata di Grillo e da Simone Pennino risulta ancora attiva, così come il documentatissimo sito Web che propaganda il progetto per la costruzione di un resort (fonte)

In più, l’Espresso non aveva parlato di liste Ocse, ma della black list del ministero del Tesoro italiano:

Non per niente il Paese del Centroamerica è inserito nella black list dei paradisi fiscali dal Tesoro italiano.

Riassumendo: errori nell’articolo de l’Espresso non ce ne sono, la questione della “sociedad anonima” è frutto di una semplificazione dell’anticipazione ma il pezzo è corretto nella spiegazione del significato: si tratta di società dall’azionariato coperto. E’ poi vero che il Costa Rica all’epoca era un paradiso fiscale per l’Ocse e oggi è comunque nella black list del ministero del Tesoro italiano. La versione di Vezzoli però è comunque coerente e cogente al racconto dell’Espresso. Resta da spiegare come mai siano stati impiegati (e rimangano ancora bloccati, secondo quanto sostiene l’Espresso) capitali in un progetto nel frattempo, a quanto pare, abortito. E poi ovviamente si può malignare in molti modi sulla storia, come sembra stiano facendo in questo momento alcuni parlamentari Pd nelle agenzie di stampa. Ma questo magari sarà oggetto della prossima puntata.