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Risultati elezioni 2013: il partito degli astenuti

Dopo il risultato delle elezioni si può affermare che il timore pre-elettorale era fondato: il partito degli “astenuti” è tra i “vincitori” delle elezioni che hanno lasciato il paese nel caos e nell’ingovernabilità. Lo dimostrano i  numeri definitivi sull’affluenza resi noti dal ministero dell’Interno, mai così bassi nella storia della Repubblica italiana. Alla Camera si è registrata una partecipazione al voto del 75,17%,  rispetto all’ 80,50% del 2008 (un calo di 5,33 punti percentuali). Mentre al Senato l’affluenza è stata pari al al 75,19% in calo dall’80,46% di cinque anni fa. Un record in negativo: non era mai successo che alle urne si recasse meno dell’80% degli italiani. E che deve far riflettere, anche alla luce di una legge sul voto degli italiani all’estero da riscrivere. E che ha impedito a studenti Erasmus e lavoratori all’estero non iscritti all’AIRE (l’Anagrafe di chi risiede fuori Italia, ndr) di esprimere il proprio voto.

 

RISULTATI ELEZIONI: IL RECORD DELL’ASTENSIONISMO – Non pochi hanno spiegato come abbia influito sul dato definitivo anche il maltempo, con la decisione del voto a febbraio, e la neve che ha reso complicato le operazione di voto in molte aree d’Italia, soprattutto al Nord. Eppure, non basta per spiegare numeri così bassi sull’affluenza. E che si può spiegare invece con la crescente disaffezione nei confronti delle istituzioni politiche da parte degli italiani. Già ad ottobre testimoniata da dati impressionanti: era stato il Barometro Politico dell’istituto Demopolis a spiegare come fosse crollato il senso di fiducia degli elettori nei confronti dei partiti, fino al dato record del 3 per cento. Le statistiche rappresentavano il valore più basso mai registrato negli ultimi trent’anni di analisi dell’opinione pubblica del Paese. Colpa degli scandali e di una classe politica incapace di mostrarsi credibile. Cifre che sono state confermate anche dalla netta affermazione del Movimento 5 Stelle, che non sarà soltanto un voto di protesta – come alcuni osservatori lo definiscono, anche all’estero – ma che raccoglie certamente i delusi della vecchia politica.

RISULTATI ELEZIONI: TUTTI I NUMERI DELL’ANTI-RECORD – Quella della bassa affluenza è una tendenza che prosegue da anni, ma che mai aveva raggiunto una quota così bassa. Come mostra un’infografica di Centimetri, mai l’asticella era andata sotto la soglia dell’80 per cento. Analizzando la serie storica si nota come nei primi decenni della Repubblica il livello dell’astensionismo fosse contenuto (nel ’53 si stabili’ il record d’affluenza: 93,84%, oltre 18 punti in più rispetto al dato odierno, ndr) e come soltanto nel 1983 la partecipazione sia scesa sotto il 90%: poi, la tendenza è stata quella del calo progressivo del numero dei votanti, con soglie dell’86-87 per cento negli anni di Tangentopoli. Le cifre hanno continuato negli anni a diminuire, ma nelle elezioni del 2006 (83,6%) si era invertita la tendenza (rispetto all’81,2% della tornata precedente). La soglia dei partecipanti al voto era scesa fino all’80 per cento circa nel 2008, fino all’anti-record sul voto di domenica e lunedì: 75,2 per cento.

ELEZIONI POLITICHE 2013

 

Fonte: Ansa-Centimetri

Se si analizza invece la mappa geografica dell’astensionismo (con una media del 25,1% per il dato generale, ndr) si nota come siano soprattutto gli abitanti delle regioni del Sud Italia ad aver deciso di restare a casa (dato che ridimensiona anche il peso del maltempo, ndr): tra Sicilia, Puglia, Calabria, Basilicata e Sardegna l’astensionismo è stato superiore al 30%. Numeri che devono far riflettere.

ELEZIONI POLITICHE 2013

 

Fonte: Ansa-Centimetri

RISULTATI ELEZIONI: SCHEDE BIANCHE E NULLE – Cifre alte anche per quanto riguarda le schede bianche o nulle: sono state oltre un milione e 250mila per l’elezione alla Camera. La prevalenza netta è per quelle nulle. Se si analizzano i dati forniti dal ministero dell’Interno, 395.286 le schede bianche: in pratica, l’1,12% dei votanti. Sono 871.780 quelle nulle, pari al 2,47%. Le schede contestate e non assegnate sono state 1951. Per il Senato, invece, le schede bianche sono state 369.301, pari all’1,16%, e le nulle invece 762.534, pari al 2,40%. Le schede contestate e non assegnate sono state 1970.