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“Vi racconto la verità su Scientology”

Un’adolescenza passata tra abusi e violenze. Jenna Miscavige Hill, la nipote del leader spirituale di Scientology David Miscavige (subentrato dopo la morte di Ron Hubbard) ha raccontato all’Huffington Post la sua storia personale all’interno della setta, spiegando come sia riuscito a fuggire nel 2005.

LE VIOLENZE E LA FUGA – Hill – autrice di “Beyond Belief” – ha ricordato le pratiche oppressive della setta, compreso l’aborto forzato e gli abusi: “Se hai una gravidanza  mentre ne fai parte, ti costringono ad abortire, come è successo a diversi miei amici”. Hill ha anche descritto le storie di tanti bambini costretti ai lavori forzati, senza dimenticare i trattamenti di favore riservati invece alle star di Hollywood. Cosiì ha spiegato la decisione di lasciare: “Quando sono tornato da una missione all’estero ho capito di dover andare via. Per me è stata una grande svolta”.

LA SUA STORIA – Jenna, cresciuta tra la comunità, aveva soltanto sedici anni quando è stata costretta a non frequentare più i genitori, che avevano deciso di chiudere con Scientology. Non può ricevere lettere né telefonate, né le viene concessa alcuna possibilità di contatto con il mondo esterno. La setta era diventata una sorta di prigione: nonostante fosse riuscita a scalare posizioni nell’élite della stessa chiesa, la ragazza aveva compreso a quali meccanismi di manipolazione psicologica fossero stati sottoposti i suoi membri. Per questo nel 2005 comprende che l’unica salvezza per la propria vita passa dalla stessa fuga. E dalle denunce di quelle violenze.

(photocredit: Huffington Post)