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Il sito Ikea sommerso di insulti dagli utenti

Se l’azienda svedese voleva sentire il polso degli italiani e il loro giudizio sulle sue relazioni con i lavoratori, l’apertura di un sito nel quale hanno invitato gli italiani ad esprimersi è stata sicuramente una mossa che ha risposto allo scopo.

OPS – Non tutte le strategie social riescono col buco. E questa volta a farne le spese è Ikea, che paga lo scandalo sul lavoro dei giorni scorsi. Forse proprio per “mitigarlo”, l’azienda ha lanciato un’iniziativa web: spiega cosa è per te l’innovazione, e fallo online. Ma forse, non si aspettava questo risultato. Le migliaia di commenti severamente negativi segnalano da una parte che l’iniziativa è stata un doloroso esperimento di marketing andato a male e dall’altra che i modi con i quali Ikea tratta i suoi dipendenti italiani non sono piaciuti per niente. Resta da vedere se l’azienda ne prenderà atto e andrà incontro al furore popolare riversatosi sul suo “manifesto per il cambiamento” o se preferirà ricorrere ancora alle cariche della polizia per disciplinare le proteste dei lavoratori.

PERCHE’ – Lo spiegano le centinaia di commenti giunti sino a ora sul sito: “Cosa si poteva aspettare da un’azienda fondata da un nazista?”, “Avete dimostrato chi siete, mai più entrerò in un vostro punto vendita”, “Vi dovreste vergognare”, “Ma non eravate quelli che difendono i diritti? Omosessuali, donne.. e i vostri lavoratori?”, “Per protesta ho buttato tutte le cose prese all’Ikea…le matite!”. E sono solo alcuni dei messaggi presenti sul sito. Eccone altri: