Cultura

La mammità in tv – Elementi per un’analisi

29 settembre 2008

Le reti in chiaro e la guerra al calo delle nascite: è un tripudio di puerpere scollate!

“Senza satellite”: la rubrica-antologia di tutto quello che si è costretti a vedere quando non ci si può permettere la pay-tv

 

Più che un canale televisivo sembra ormai la succursale di una nursery. Il pomeriggio di Canale 5, nei giorni festivi o feriali, è ormai una via di mezzo fra la sala d’attesa di un ginecologo e un reparto maternità. I due programmi di punta del pomeriggio, infatti, sono un peana alla procreazione: la mammità italica viene declinata in tutte le sue forme, e senza farsi scappare, va detto, uno stereotipo che sia uno. La crescita zero italiana che da anni affligge i demografi e il Santo Padre deve essere un vero cruccio per i dirigenti del biscione, che scendono in campo con una propaganda martellante, come non se ne vedevano dai tempi della guerra in Iraq. Solo che in quel caso le donne erano state mandate al fronte a fare le inviate, per raccontare le vicende di bombardamenti che non vedeva nessuno, invece ora vengono rispedite a casa, fra pappette e pannolini, che anche stavolta non vede nessuno, per fortuna, e il loro compito è magnificare quanto bello sia e quanto fico sia essere mamme.

OOOH, BARBARA! - Prima testimonial della mammità berlusconiana è Barbara D’Urso, donna che in tv ci sta dalla mattina alla sera e quindi, a rigor di logica, deve avere notizie dei figlioli per sentito dire, ormai. Ma il lavoro non le impedisce di ricordare ad ogni piè sospinto di averli avuti, i figlioli, e tanti, e che questa esperienza le ha cambiato la vita. Le ospiti intervistate nel programma devono passare sotto le forche caudine delle domande “mammistiche”: se hanno figli, vengono coinvolte in disamine su quantoèbelloessermamma anchesefaticoso, se non ne hanno, l’intervista si incentra su quanto il non essersi riprodotte renda la loro vita manchevole. Venerdì, dopo una infilata di interviste alla neomamma Alena Seredova ed altre stelline assortite in lieta attesa, Sabrina Ferilli (senza figli) è stata incalzata finché non ha ammesso che insomma, sì, il pupo le manca, e per questo si consola recitando ora in tv una fiction in cui fa la tata di cinque pargoli che di notte arrotonda come spogliarellista; peggio è andata con Jo squillo, donna che non si è riprodotta e ha testardamente difeso la sua scelta. La Barbara le ha provate tutte per farle ammettere che non avere un figlio ha reso la sua vita incompleta, ma la Squillo niente, candida candida ha continuato a sostenere che lei è felice di potersi tirare su delle collaboratrici più giovani su cui riversa ilsuo senso materno. Al che la Barbarona, un po’ inacidita, ha chiosato: “Vabbe’, ma credimi non è la stessa cosa!”. Le mamme, quando gli tocchi la mammità, si sa, si arrabbiano.

Un commento a La mammità in tv – Elementi per un’analisi

  1. Alessia

    Ehm…Silvia Toffanin l’è mamma.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>