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La truffa della catena di Sant’Antonio

Commercianti, casalinghe, impiegati, operai che, sedotti dall’illusione di facili guadagni o dalla speranza di uscire rapidamente da un temporaneo stato di bisogno, correvano a versare, rigorosamente in contanti, la quota associativa in attesa di guadagni. Sono numerose le vittime della ennesima “catena di Sant’Antonio” – stavolta non piramidale, ma a cerchi concentrici – che i finanzieri di Biella hanno spezzato facendo irruzione mentre era in corso una riunione. Nella rete dell’organizzazione, strutturata segretamente, stavano per cadere decine di nuovi “adepti”. La truffa si stava rapidamente diffondendo ad altre province del Piemonte e non solo: da qui l’invito degli inquirenti a chiunque abbia “investito” soldi nella catena a sporgere denuncia.

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TUTTI INSIEME SI PUO’ – Le Fiamme gialle biellesi, coordinate dalla procura locale, sono arrivate all’appartamento di uno dei sottoscrittori, sede dell’incontro settimanale, grazie ad accurate indagini e a mirati servizi di pedinamento ed appostamento. A dispetto del nome “tutti insieme si puo’ – ruota dell’abbondanza e della solidarieta’” non si tratta altro che dell’ultima versione, riveduta e corretta, della classica truffa a sistema piramidale, nota come schema di Ponzi (dal nome dell’emigrato italiano che applico’ questa tecnica fraudolenta su larga scala negli Usa). “Il meccanismo – spiegano gli investigatori – e’ semplice: ci sono quattro cerchi concentrici suddivisi in caselle, frazionate, a loro volta, in 1/2/4/8 caselle per cerchio.

IL DONO – Ogni casella vale 10.000 euro, ma e’ possibile acquistarne anche solamente mezza o un quarto, per 5.000 o a 2.500 euro. Quando gli otto nuovi adepti, che acquistano le caselle del cerchio piu’ esterno, versano la quota di adesione direttamente al soggetto che si trova al centro della ‘torta’, questi ritira 80.000 euro, il cosiddetto ‘dono’, ed esce dalla catena con un guadagno netto di 70.000 euro prodotto in circa sei mesi. Dai cerchi immediatamente esterni a quello centrale si’ creano cosi’ altre due ruote il cui funzionamento e’ del tutto analogo e cosi’ via esponenzialmente, all’infinito. Non bisogna essere matematici per prevederne l’esito: la catena, inevitabilmente, prima o poi ‘implode’, in quanto gia’ dopo 15 passaggi per alimentarla servirebbe un numero di partecipanti pari in questo caso al doppio della popolazione biellese, bambini inclusi; dal 24esimo passaggio non basterebbero tutti gli italiani; dal 27esimo tutti gli americani e dal 31esimo non basterebbe l’intera popolazione terrestre”.

IL PACCO – Per gli ultimi arrivati, i cosiddetti “latecomers”, che hanno versato i 10.000 euro, niente “dono”, al massimo il solito “pacco”. Il giro di affari e’ potenzialmente enorme ma a partire dal 2005 il sistema e’ illegale: ai sensi dell’articolo 5, comma 2, della legge numero173, “per i promotori, gli organizzatori o i realizzatori di attivita’ o di strutture di vendita che configurano la possibilita’ di guadagno attraverso il puro e semplice reclutamento di altre persone e in cui il diritto a reclutare si trasferisce all’infinito previo pagamento di un corrispettivo” sono previsti l’arresto da 6 mesi ad un anno o l’ammenda da 100.000 a 600.000 euro. Al momento sono in corso indagini dirette ad identificare ulteriori responsabili e a quantificare il numero esatto di persone cadute nel raggiro.

 

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