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La prima portaerei cinese

Non è proprio come quelle degli americani, ma servirà a far pratica.

LA NOVITA’ – Si chiama Liaoning (dal nome di una provincia cinese) ed è la reincarnazione della portaerei russa  Varyag, che i cinesi hanno comprato dopo che ne era stata sospesa la costruzione a seguito del collasso dell’URSS. Si tratta di un’unità della classe Kuznetzov (Nell’immagine l’unica gemella) mossa da motori diesel ed è è classificabile a fatica nella categoria visto che non dispone di catapulte per il decollo, ma solo di una rampa inclinata che permette il decollo di un solo tipo di aerei in grado di decollare a bassa velocità senza andare in stallo. Aerei che i cinesi stanno cercando di copiare dai russi non disponendo di velivoli simili. Può inoltre trasportarnee solo un numero ridotto, una trentina contro i circa novanta di diversi tipi della concorrenza americana.

 

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UN MULETTO – Al momento comunque non porterà aerei e sarà impiegata per l’addestramento. I cinesi non hanno esperienza di portaerei e prima di aspirare ad averle devono anche pensare a formare i marinai che le condurranno per mare. La storia della Lianoning peraltro è lunghissima e travagliata e dimostra che in fondo i cinesi non hanno una gran fretta d’investire cifre enormi in portaerei e che forse l’intenzione non è neppure matura.

UNA STORIA LUNGA – Alla sua nascita nel 1985, lo scafo fu battezzato Varyag al suo lancio ufficiale nel 1988. Nel 1992 però la nave era ancora uno scafo vuoto e con il crollo dell’Unione Sovietica finì parcheggiata in un porto ucraina dove fu spogliata di tutto il depredabile. Nel 1998 è stata messa all’asta e acquistata da una società cinese, la Chong Lot Travel Agency Ltd. che diceva di volerne fare un casinò galleggiante.

LA RESURREZIONE – Per farla uscire dal Mar Nero servirono 16 mesi di negoziati con i turchi, che ritenevano pericoloso il suo passaggio per il Bosforo e probabilmente a ragione, visto che appena passato lo stretto andò alla deriva durante una tempesta vicino all’isola greca di Skyros e solo dopo numerosi tentativi di salvataggio e la perdita di un marinaio riuscì a riprendere la via della Cina, dove arrivò nel 2002. Qui rimase immobile fino al 2005, quando lo scafo fu completamente sabbiato e riverniciato e oggi, dopo sette anni, la nave ha finalmente preso il mare capace di navigare in autonomia, 27 anni dopo la costruzione dello scafo e 10 anni dopo il suo arrivo in Cina.

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