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Il vademecum per riconoscere gli euro falsi

Estate, vacanze e turisti che circolano per l’Europa con le loro monete e banconote in tasca pronti per fare acquisti nelle località di villeggiatura. Ma l’aumento dello scambio di valuta comporta inevitabilmente un’amplificazione del rischio che finiscano nelle proprie mani e senza volerlo anche euro falsi se non si sta veramente attenti.

LA NON IRRILEVANZA – Nonostante la non irrilevante circostanza che l’euro sia il frutto di esperienze anticontraffazione delle varie Banche Nazionali dei Paesi membri, infatti, è stato comunque oggetto di una serie di tentativi di falsificazione come dimostrano i numerosi sequestri susseguitisi negli anni in tutto il Vecchio Continente. Con un miglioramento della qualità dei falsi che riesce a minacciare l’integrità della moneta unica.

LE STATISTICHE – E le statistiche in tal senso sono sorprendenti: da quando ben dieci anni fa è stata introdotta la moneta unica, ossia dal 2002, sono stati ritirati in Europa circa 5 milioni e mezzo di biglietti contraffatti, per un controvalore stimato di circa 400 milioni di euro che in raffronto ai 14 miliardi di pezzi genuini attualmente circolanti potrebbe sembrare una somma irrisoria, ma a detta dell’Europol ciò che viene scoperto è solo una parte residuale rispetto alla “moneta” falsa che viene posta sul “mercato”. Secondo stime accreditate, infatti, sarebbero almeno 3-4 volte di più le banconote contraffatte, con enormi “partite” che vanno a finire nel Nord Africa, in Colombia, in Medio Oriente.

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I FALSARI – I falsari o chi per loro utilizzano la piccola distribuzione per spacciare i pezzi di piccolo taglio, in particolare nei mercati, nei supermercati e nei piccoli negozi. Tra le regioni più colpite, ovviamente la Lombardia dove circola più denaro mentre Napoli e Foggia sarebbero le città dove la criminalità si sarebbe specializzata anche nella produzione di banconote false da spacciare in zona. Uno dei più grandi sequestri in Italia si è verificato in Puglia, in particolare a Melissano in provincia di Lecce dove è stato individuato un vero e proprio capannone industriale adattato a fabbrica di banconote nel quale una banda di cinque persone, tutte poste in arresto, produceva banconote false da 50 euro per un ammontare complessivo stoccato in “azienda” di circa 10 milioni.

IL VADEMECUM  – La Banca d’Italia, ha rivelato che la produzione di banconote false riguarda in particolare i tagli da 20 e 50 euro, mentre per quanto riguarda le monete, gli sforzi dei falsari si sono rivolti su quelle da 2 euro. Alla luce di tali dati, per Giovanni D’Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti” è utile osservare una serie di piccoli e semplici accorgimenti, lasciandosi guidare dai sensi, tatto e vista, per distinguere gli euro fasulli da quelli veri:

Gli elementi distintivi

La consistenza della banconota: la carta ha una sua particolare sonorità e consistenza. Le banconote infatti sono fabbricate con fibre di puro cotone che conferiscono una certa rigidità e opacità (diffidare dalle banconote lucide).

Gli elementi di rilievo: sfiorando la superficie di un biglietto si può percepire l’inchiostro che genera un effetto di maggior spessore. Questo è il risultato di una particolare tecnica di stampa che conferisce maggiore spessore all’immagine principale. Le banconote da 200 e 500 euro sono dotate di ulteriori segni rilevabili al tatto, che ne agevolano il riconoscimento da parte dei non vedenti e delle persone con problemi visivi.

La filigrana: guardando una banconota in controluce si può scorgere il motivo principale e la cifra indicante il valore. La filigrana inoltre costituisce una delle peculiarità delle banconote, che, se guardate in controluce, hanno caratteristiche inimitabili. Il passaggio tra zone d’ombra e zone in chiaro è sfumato e appoggiando le banconote su una superficie scura le parti colorate risulteranno particolarmente scure.

La trasparenza è evidenza: agli angoli superiori delle banconote sono stampati incompleti su entrambi i lati, le cifre nominali, che si combinano perfettamente a formare il numero tenendo il biglietto in controluce.

Il filo di sicurezza: tenendo una banconota in controluce si può osservare una linea scura che l’attraversa, recante la parola Euro e il valore nominale in microscrittura.

Perforazioni: tenendo una banconota in controluce nell’ologramma si scorge il simbolo dell’Euro formato di perforazioni. Viene anche riportata la cifra indicante il valore in caratteri di piccole dimensioni.

Microscrittura: guardando la banconota da vicino, ma difficilmente ad occhio nudo, si possono osservare sottili iscrizioni sul fronte dei biglietti (come la scritta Euro in greco).

Striscia olografica: muovendo la banconota cambia l’immagine rilevabile sulla striscia olografica: alternativamente si osservano la cifra e il simbolo dell’Euro su un campo iridescente.

Striscia brillante: sempre muovendo la banconota sul retro si potrà scorgere una striscia con il valore nominale e il simbolo dell’Euro.

Colore cangiante: Muovendo la banconota da 50, 100, 200 e 500 euro si può notare un cambiamento di colore della cifra riprodotta.

Ologramma: muovendo la banconota l’ologramma mostra la cifra indicante il valore e l’immagine di una finestra o di un portale.

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