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Se anche la brioche è stalking

L’invadenza è invadenza. E anche piccoli regali, comunemente assai graditi, se troppo frequenti, possono trasformarsi in una prova micidiale di stalking.

TROPPI PENSIERINI – Un 39enne dell’hinterland bergamasco è finito a processo per aver provato a riallacciare il rapporto con la sua ex inviandole ogni giorno fiori, biglietti d’amore, brioche alla crema e addirittura pappa per il cane di lei. Lo racconta Tiziano Tista sul quotidiano L’Eco:

Fiori, frasi amorose, brioche alla crema, perfino pappa per il cane di lei: di tutto ha provato per riallacciare il rapporto da poco finito (e anche poco durato per la verità) con l’amata, ma invece del suo cuore ha conquistato solo prima una denuncia per stalking e, ieri mattina, un rinvio a giudizio per lo stesso reato. Protagonista della vicenda un trentanovenne di Bergamo: l’uomo aveva conosciuto una trentaquattrenne dell’hinterland e tra i due era nata intorno a metà marzo del 2011 una relazione sentimentale. Relazione che però non aveva retto al vaglio del tempo: anzi, era bruscamente terminata per decisione della donna il 25 aprile dello stesso anno, dopo 40 giorni di «storia», in seguito a un litigio.

 

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INSEGUIMENTO E TELEFONATE – Lo stalker, oltre ad inviarle in continuazione regali, aveva provveduto anche ad inseguire la ragazza e a disturbarla di notte. Continua Tista su L’Eco di Bergamo:

Lui però non si era rassegnato: pochi giorni dopo, e più esattamente a partire dal 30 di aprile, aveva cercato di riallacciare i rapporti e far ricominciare quel la che forse credeva una relazione importante o, almeno, a cui dare una seconda possibilità. Ecco che, entrando quasi quotidianamente nel condominio dove lei abitava, aveva così cominciato a lasciarle ogni giorno qualcosa: fiori, regali di vario genere, brioche alla crema, biglietti pieni di suppliche verso la donna, e perfino confezioni di pappa per il cane di lei. Tutto rimasto però senza una risposta positiva, tanto che l’uomo ha cambiato strategia, passando a seguirla in tutti quei posti dove sapeva che lei portava a passeggio il cane, e appostandosi vicino al posto di lavoro di lei. A questa «presenza» fisica, aveva poi unito sms e telefonate, anche notturne, sempre nel tentativo di riconquistarla, alternando suppliche per farla tornare da lui a minacce anche di togliersi la vita.

52 FOTO – Nella buca delle lettere la ragazza perseguitata dall’ex amante ha scoperto decine di immagini, lettere, cartoline, messaggi:

Anche tutto questo non aveva però sortito altro effetto se non quello di costringere la donna, che si sentiva perseguitata, ad assentarsi dal lavoro e a patire stress, secondo quanto poi ha denunciato: il trentanovenne aveva allora aggiunto email, sempre dello stesso tenore, e come ciliegina finale una raffica di fogli manoscritti, cartoline postali e fotografie tutti corredati di frasi amorose inseriti nella sua cassetta delle lettere. In un’occasione sarebbe arrivato a mettere nello stesso momento nella cassetta ben 52 fotografie. Tutto inutile, e alla fine, a luglio dello stesso anno, era arrivata la denuncia penale per stalking, mentre ieri, dal giudice dell’udienza preliminare Alberto Viti, è arrivato il rinvio a giudizio: ora l’uomo, a partire dal 2 novembre con l’udienza di smistamento, dovrà chiarire a processo la sua posizione.

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