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La lobby di Formigoni sulla sanità lombarda

L’intreccio di amicizie e di esponenti di Comunione & Liberazione che è al centro della sanità lombarda oggi viene raccontato dal Corriere della Sera, che ci regala questa infografica molto esplicativa:

 

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Un brano dell’articolo a firma di Mario Gerevini, già querelato dal governatore per il libro a lui dedicato:

Prima Vera è al 100% di Domenico Catanese, 49 anni, ma nella holding il presidente è Fabrizio Rota che ha anche un ruolo di rappresentanza della proprietà in assemblea. Rota è uno degli amici storici di Formigoni, ribattezzato anche «eminenza grigia» o «braccio destro ». Appartiene, come il governatore, alla cerchia dei Memores Domini, laici ciellini riuniti in un’associazione riconosciuta dalla Santa Sede nel 1988. Castità, povertà, obbedienza, dedizione totale a Dio vivendo nel mondo, è il loro «credo ». È stato segretario particolare del governatore dal 2000 fino al 2006. Fu uno dei contitolari (non indagato) dei conti esteri in cui finirono i soldi di «Oil for Food», il programma Onu «petrolio in cambio di cibo» per l’Iraq. Nell’inchiesta sulla presunta corruzione internazionale finì l’azienda italiana Cogep a caccia di barili a buon prezzo.

Di chi era la Cogep? Della famiglia Catanese. E di chi è oggi la Prima Vera? Di un esponente di quella famiglia. Domenico Catanese.

Dunque, c’è un asse forte Rota-Catanese emolti affari si fanno con i servizi agli ospedali pubblici lombardi. È un dato di fatto. Prima Vera ha quote di lavori in appalti in corso presso 9 ospedali lombardi che valgono complessivamente 161 milioni. Partecipa, inoltre, a due appalti di un valore totale di 32 milioni, assegnati da Infrastrutture lombarde, la società della Regione che funziona da cabina di regia per i grandi lavori.

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