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Il sacrestano si uccide. Ma la messa continua

Oggi il quotidiano L’Unione Sarda racconta delle cresime choc celebrate ieri nella chiesa di San Giorgio a Sestu, in provincia di Cagliari. Durante la cerimonia religiosa, Pietro Zanda, 73 anni, pensionato di Sestu, è salito sul campanile e si è suicidato lanciandosi nel vuoto. L’uomo è finito sul sagrato ed è morto sul colpo. Dopo un’interruzione, l’arcivescovo ha deciso di non sospendere la funzione religiosa e far proseguire la cerimonia.

IL FOLLE GESTO – La vittima aveva fatto il sacrestano proprio a San Giorgio. Lo riporta Francesco Pinna:

Le scale per raggiungere le campane le aveva fatte tante volte in giovinezza, quando era stato sacrista della parrocchia di San Giorgio. Ieri sera Pietro Zanda (pensionato di 73 anni, malato da tempo) con la chiesa e il sagrato affollati da oltre un migliaio di fedeli accorsi per le cresime, e la prima volta in città del nuovo arcivescovo Arrigo Miglio, ha deciso di salire un’ultima volta sul campanile e di gettarsi nel vuoto pochi minuti dopo l’inizio della cerimonia solenne.

IL TUFFO NEL VUOTO – Zanda avrebbe approfittato del momento in cui le campane suonavano a festa per recarsi sul tetto e gettarsi sul sagrato. Continua Pinna su L’Unione Sarda:

La tragedia è avvenuta una manciata di minuti dopo le 19, davanti agli occhi terrorizzati di centinaia di persone che erano rimasti a seguire la messa dal sagrato, perché la chiesa di San Giorgio era piena oltre misura. L’appuntamento con le cresime, le prime officiate dal nuovo arcivescovo della Diocesi di Cagliari, avevano richiamato un gran numero di fedeli. Il pensionato, stando alla ricostruzione fatta dai carabinieri, avrebbe approfittato del momento in cui le campane dovevano suonare a festa, entrando nella minuscola porticina sulla navata laterale e seguendo il sacrista fino alla cima del campanile. Da quel punto, viste le grate di protezione, avrebbe forzato la porta dell’abbaino e sarebbe salito sul tetto, lanciandosi poi nel vuoto in mezzo alla gente dalla cima della torre e morendo sul colpo.

LE POLEMICHE – Ha generato critiche la decisione dell’Arcivescovo di continuare la funzione religiosa nonostante il suicidio del pensionato:

La cerimonia non è stata interrotta. È continuata sino alle 21. L’arcivescovo e il parroco, don Onofrio Serra hanno continuato a celebrare, mentre la folla ammassata all’esterno guardava gli agenti della Polizia locale, intervenuti sul posto, che transennavano una parte del sagrato. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri, guidati dal maresciallo Riccardo Pirali, che hanno sentito i testimoni e informato il pm di turno Liliana Ledda. Accertata la dinamica, il magistrato ha disposto che la salma venisse rimossa. L’uomo, stando a quanto accertato dai militari, si sarebbe tolto la vita perché sofferente da tempo. Durante l’omelia, monsignor Arrigo Miglio ha rivolto un pensiero all’anziano pensionato, ma per ore la scelta di non sospendere la cerimonia ha comunque innescato reazioni contrastanti tra i tanti parrocchiani che, nel sagrato, hanno vegliato sul corpo senza vita dell’anziano, sino a quando non è stato portato via. Nonostante il suicidio messo in atto durante la funzione, comunque, non sarà necessaria la “preghiera di riparazione” perché non è accaduto all’interno del tempio. A tarda sera, concluse le cresime, l’arcivescovo – visibilmente provato – si è limitato ad un pensiero, prima di lasciare la parrocchia di San Giorgio. «Davanti a queste cose», ha detto, «possiamo solo pregare».