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Quei lavori ben pagati che nessuno vuole fare

Sono contabili, ingegneri, ma anche manager: lavori che non trovano candidature qualificate e che rimangono vacanti nonostante l’incredibile tasso di disoccupazione a cui è costretta l’Italia. Ne parla il Corriere citando il Rapporto Unioncamere 2012:

In «pole position » — limitandoci ai giovani sotto i 30 anni — ci sono i commessi: quasi 5 mila posizioni «difficili da reperire», per usare la definizione esatta della ricerca, a fronte di quasi 32 mila assunzioni programmate: siamo intorno al 15%. Seguono parrucchieri ed estetisti (1.890 offerte su 4.900 — il 38,6% — giudicate difficili da coprire), meccanici, riparatori e manutentori di automobili (1.820 annunci su un totale di 3.130, vale a dire più della metà), camerieri (1.680 su 7.320) e informatici e telematici (1.560 su 3.770).

E la lista prosegue, con numeri più bassi ma comunque significativi, tra segretarie e tecnici, ingegneri e contabili:

Per un totale di 45 mila offerte di lavoro dove, a quanto sembra, è il candidato adatto, e non l’azienda, a essere in una posizione di forza. Allargando il campo d’azione a tutte le fasce d’età — giovani e meno giovani — gli annunci non facili da coprire diventano più di 90 mila: oltre 60 mila nelle piccole imprese e più di 30 mila nelle grandi aziende. Nel numero ci sono, per esempio, fabbri, ebanisti, matematici, ingegneri e personale paramedico.

I dati si riferiscono all’anno scorso,ma è difficile pensare che la situazione nel frattempo si sia stravolta:

Gli ultimi mesi di crisi — è presumibile — hanno ridotto (e non poco) i numeri, ma sul mercato restano ancora diverse posizioni vacanti, soprattutto per i lavori più «semplici» o per alcuni ruoli di nicchia. Come, per citare due esempi, gli audioprotesisti o i responsabili amministrativi.