L’approvazione del pacchetto sicurezza continua a suscitare polemiche. Giornalettismo ne ha parlato e ne parlerà ancora. Oggi pubblichiamo un contributo inviatoci da un’immigrata integrata, che così sfoga il suo senso di sperdimento davanti alle norme appena approvate dal Parlamento
Riceviamo e pubblichiamo:
Cara Italia,
ti scrivo perché ho bisogno di raccontarti come mi sento.
Tu sai che mi sento italiana anche se
non lo sono, sono arrivata qui da te a sette anni, all’inizio è stata dura, gli stranieri nell’86 a Solofra erano pochi e così mi sono dovuta subire le frasi razziste dei compagni di scuola, ma un po’ alla volta hanno accettato me e tutta la mia famiglia. Alle scuole medie ho incontrato una Prof. di storia che odiavo, ma che mi ha trasmesso l’amore per la città e la nazione in cui vivo, così ho trascorso gran parte dei miei anni a battermi per migliorare le cose in questa società.
Però oggi mi sento triste, Italia, mai come oggi mi sento straniera e per di più indesiderata. Tra i miei amici ben pochi capiscono cosa significhi dover andare in questura per chiedere il permesso di restare in questa terra, loro non corrono il rischio di vedersi sbattere oltre frontiera perché questa è casa loro…ed io Italia? Qual’è casa mia? Non lo so più. L’Argentina l’ho lasciata piccola e in pratica non la conosco, io conosco solo te Italia, è qua che ho studiato, vissuto, amato e pianto; eppure tra qualche mese forse dovrò fare un test per vedere se ti conosco abbastanza. Italia diglielo tu ai poliziotti, Maroni e Berlusconi quanto ti conosco. Gli puoi dire tu, Italia, quanto io ti ami e quanto mi faccia male sentirmi disprezzata da questo nuovo decreto sulla sicurezza?
Io non ho parole per descriverti il mio stato d’animo, ma di certo ora capisco come si sentivano gli ebrei a dover portare la stella sul braccio, tra quanto mi costringeranno a mettere un segno identificativo? Mi sento umiliata, privata della mia dignità di persona, sono diversa dagli amici con cui sono cresciuta solo perché nata in un’altra nazione e per questo motivo devo essere controllata: impronte digitali, fotografia, firma, 200 euro, il permesso di soggiorno a portata di mano. Sempre più forte un senso di precarietà esistenziale mi in
vade l’anima, una salute sempre più vacillante, la mancanza di un lavoro, lo status di immigrata che sembra trasformarsi in status di ospite indesiderata. Italia perché mi fanno questo, perché mi trattano così? Che cos’ho di diverso? Italia mi sai spiegare il motivo di questo odio nei miei confronti da parte degli elettori di Berlusconi? Hanno forse dimenticato che tanti tuoi figli sono sparsi per il mondo?
Italia non è che tu riesci a spiegare loro che tutto questo non è giusto? Italia digli che il razzismo in ogni sua forma è un pericolo per la democrazia in ogni luogo esso venga applicato, curare i mali della società fomentando l’odio verso determinate categorie è un abbietto modo per evitare di risolvere davvero i problemi, in questo modo si fornisce un alibi, un capro espiatorio da perseguitare dandogli la colpa di ogni male. Digli Italia che il razzismo trova sempre nuovi capri espiatori, così ci si infila in una spirale di odio molto pericolosa per tutti, oggi tocca agli immigrati come me, domani potrebbe essere qualcun altro.
Ho paura Italia, sarà perché ho studiato troppo e ricordo che in principio furono gli ebrei poi furono i polacchi, gay, cattolici, disabili……Italia non credi anche tu in una nazione come te dove i governanti tengono in scarsa considerazione le fasce deboli della società e dove a contare è sempre e solo il profitto leggi di questo tipo siano molto pericolose? Cerca di parlare ai cuori e alle menti dei tuoi figli. Italia, insegnagli a non pensare più con la pancia……
Amalia Hilda Tobar Barrionuevo









grazie postino. Grazie Amalia
[...] http://www.giornalettismo.com/archives/31030/cara-italia-perche-mi-sento-cosi-indesiderata/ Segnala presso: Tags: amore, Argentina, democrazia, Immigrati, Italia, ONU, precarietà, razzismo, scuola, Società, Wordpress [...]
“Italia, insegnagli a non pensare più con la pancia……”
insegnagli a pensare e basta! Basterebbe questo.
http://www.youtube.com/watch?v=orWAUX1lGgA&feature=related
L’Italia è, fortunatamente, anche qualcos’altro. In Italia ci sono anche molte persone (non solo “immigrati”) che provano lo stesso senso di sperdimento di fronte a questi atteggiamenti e provvedimenti.
Purtroppo soffiare sul fuoco dell’irrazionale paura del diverso, che si alimenta anche con le oggettive difficoltà della coesistenza di persone con diverse provenienze, culture, vissuti, pare essere sport preferito di una fetta non piccola di politici e dei media.
Non dobbiamo avere paura. Solo una tenace volontà di affermare la ragione contro la rabbia e la paura.
C.
Dopo 23 anni poteva anche pensare di prendere la cittadinanza italian, se non le fa schifo.
In Argentina invece sì che le cose son semplici per gli stranieri:
http://www.tanoka.net/2008/09/18/labc-per-il-tano-in-argentina/
“- PERMESSO DI LAVORO-PERMESSO DI SOGGIORNO, non per il mio amico che glielo fa l’azienda ma io che non c’ho né arte né parte, ho bisogno di permesso per lavorare e in tal caso quanto ci vuole per ottenerlo?
La questione “visto” é complicata perché un italiano non puó venire qui e rimanere senza regolarizzare la propria situazione. Il visto turistico dura tre mesi. Finiti i primi tre mesi puoi andare a “Migraciones”, pagare 200 100 pesos e rinnovarlo per altri 3 mesi = TOT. 6 mesi. A questo punto devi metterti in regola (cazzo, sembro Calderoli).”
Ops.
Gateo se nn ho la cittadinanza è perchè evidentemente non ho avuto possibilità di prenderla o credi che mi faccia piacere vivere in una situazione di perenne precarietà?! Perchè non cerchi di avere un minimo di informazioni sulle persone prima di sputare sentenze o stupidi consigli a riguardo?Sai com’è io nn faccio Batistuta di cognome e per i comuni mortali le cose sn sempre difficili,nn starò certo qua a spiegarti tutte le ragioni che me lo hanno impedito,ma ti faccio presente che siamo migliaia nelle stesse condizioni e di certo non puoi fare una colpa a chi come me è stato portato qui ancora bambino e per cause esterne vive ancora questa situazione,poi nn credere che la cittadinanza si ottiene coi punti delle merendine,anche chi ha i requisiti spesso se la vede negata per qualche cavillo o magari fatta la domanda aspetta anni prima di riceverla.La materia è complicata e le leggi in fatto di migrazioni in questa nazione cambiano di continuo,perciò se fino a giovedì c’era chi poteva fare richiesta di cittadinanza oggi potrebbe non averlo più, comunque nn credo sia questa la sede per discuterne.Ringrazio chi mi esprime la sua solidarietà
Amalia, vorrà dire ke te ne tornerai in Argentina. Fine dei discorsi. In Italia non c’è posto e LAVORO per tutti, quindi per me è normale che a farne le spese ci siano per primi gli stranieri. In modo da salvaguardare in primis gli Italiani veri con famiglia a carico. Se tu ti senti Italiana è un problema tuo. Non lo sei e basta. Tra l’altro voi in Argentina fate molto peggio.
Cos’è, un riassunto delle tesi dell’opposizione? bel compitino, ma è comunque insufficiente.
Amalia, non so cosa tu e la tua famiglia facciate qui in Italia, ma se non vi gusta, ci sono tanti altri posti al mondo dove magari avere permesso di soggiorno e cittadinanza è più facile e costa meno.
La tiritela pubblicata mi convince poco: secondo me sei una qualunque di sinistra che ha cercato il modo strappalacrime per contestare un provvedimento che però gusta molto al 70% e oltre degli italiani (guardati i sondaggi invece di scrivere cazzate).
Abbiamo già abbastanza crisi e pochi soldi da spendere per conto nostro, è inutile che continuiate a venire o a stare qui.
Ciao Amalia,
Purtroppo l’ignoranza della maggior parte degli italiani (e aimè è la maggioranza visto che gli hanno fatto vincere le elezioni!) è spinta dai media ad avere paura del “diverso”, che sia uno straniero, un omossessuale o un portatore di handycap (sì, anche loro, avete mai notato che molta gente sta lontano quasi potessero attaccargli qualche malattia?).
Certo che questo rafforza solo il pensiero di destra, basti pensare chi veniva portato nei campi di concentramento!
Se solo si riuscisse a far capire che ogni cambiamento porta ad un miglioramento (come ci insegna l’evuluzione, basta volerlo), ogni cultura può solo arricchirci e farci evolvere, molti elettori di questi signori non si ricordano che prima odiavano i “terroni” o venivano odiati come “terroni”, e adesso a braccetto odiano gli “extracomunitari”.
Se bisogna odiare qualcun’altro per farci andare d’accordo, qualcosa non funziona!
A questo punto come disse Dario Vergassola: “se ci sono voluti gli albanesi per non odiare più i terroni, speriamo arrivino i marziani”!
Sono molto triste perchè questo comportamento dei politici mi porta a odiare il mio paese.
Io sono ateo e mi trovo più vicino alle idee religiose di fratellanza e uguaglianza rispetto a gente che si professa cattolico e difensore della religione.
Infatti è per questo che che i nosti governanti che fanno le ronde anti immigrato, mandano i militari a tirare le bombe sulle scuole e sui mercati, cacciano le persone che scappano dalle guerre e si alleano con dittatori per far sparire i clandestini, intanto loro vanno a messa la domenica, si confessano e fanno la comunione!
LORO hanno la coscienza pulita perchè non l’hanno mai usata!
Amalia spero per te (e per tutti italiani riconusciuti e non) che le cose cambino, ma purtroppo ora non vedo un futuro così roseo, ma non sopporto l’idea di lasciare alle mie bambine un paese così schifoso da considerare inferiore o diversa una persona solo perchè non è come la maggioranza.
[...] Giornalettismo che pubblica un contributo inviato da un’immigrata ..” che così sfoga il suo senso di sperdimento davanti alle norme appena approvate dal Parlamento” . [...]
Giuseppina i sondaggi li fa sempre il tuo amico nano, pelato, pedofilo e rifatto (e non parlo di Micheal Jackson!), lo stesso che aveva dichiarato di prendere il 75% alle europee!
quindi sono affidabili come i sondaggi di Paperopoli!
@giuseppina. La lettera è firmata. Non serve molto a controllare
Diceva Amalia
“Gateo se nn ho la cittadinanza è perchè evidentemente non ho avuto possibilità di prenderla o credi che mi faccia piacere vivere in una situazione di perenne precarietà?! ”
Non so, dimmelo tu perche’ non l’hai presa, i prerequisiti ce li hai tutti, ad occhio:
http://www.interno.it/mininterno/export/sites/default/it/temi/cittadinanza/sottotema002.html
“La cittadinanza, ai sensi dell’articolo 9 della legge 5 febbraio 1992 n. 91, può essere concessa:
Allo straniero non comunitario che risiede legalmente da almeno 10 anni nel territorio italiano”
A parte cio’, ho una curiosita’: prima dell’attutale decreto sicurezza e delle vaire Bossi/Fini, Turco/Napolitano etc, era normale per gli extracomunitari stare in Italia senza dover rendere conto a nessuno?
Te lo chiedo perche’ non mi spiegherei una simile carenza nella legislazione italiana, il controllo sull’immigrazione c’e’ in tutti i paesi del mondo.
Gateo, forse dipende da quell’avverbio:”legalmente”. Dipende da quello che intende il governo quando usa quell’avverbio per parlare della condizione degli stranieri. Magari tutto dipende dalla stabilità/non stabilità della condizione lavorativa. Suppongo eh, non ho approfondito
tutto DIPENDE….sempre, da qualcosa
comunque, dal mio punto di vista,una trentenne immigrata “precaria” o disoccupata che vive da vent’anni in Italia è esattamente uguale ad una trentenne precaria o disoccupata nata e cresciuta da sempre in Italia. Sono entrambe protagoniste di una società contraddittoria, burocraticamente, a volte, disumana. Entrambe hanno vissuto la medesima storia collettiva recente, sotto lo stesso sole
Non te la devi prendere con gli Italiani, ma con i tuoi connazionali, e con altri immigrati. In tanti di voi avete fatto tantissimo male a questo Paese. Quando va bene ci togliete lavoro, quando va male rubate, uccidete, stuprate, vagabondate accattonando, spacciate ecc ecc. Gli Italiani sono stufi di tutto questo. E’ vero che qualcuno di voi sara’ anche una brava persona, ma e’ doveroso dire che trattasi di rare eccezioni.
ma che mi avete bannato? Alla faccia dei tolleranti democratici.
Meritate solo pernacchie e schiaffoni e li avrete.
Cara Amalia, il mondo è grande e l’Italia è uno dei pochi paesi dove chi viene può fare quello che gli pare, questo è probabilmente il motivo per cui tu sei venuta qui invece di fermarti in Portogallo (era più vicino). Il fatto che tu, arrivata qui bambina, debba ancora essere clandestina mi fa sorgere seri dubbi, conosco infatti diverse persone che lavorano e sono regolari, hanno fatto addirittura arrivare la famiglia.
La tua denuncia strappalacrime (compresa la similitudine con gli ebrei) oltre ad essere poco calzante con la legge del Governo, mi sembra un compitino fatto da uno dei gentili scrivani dei centri sociali che hanno usato la tua firma per la loro delirante (come al solito) esternazione. Se così non fosse, vai tranquillamente in questura che con il tuo italico curriculum non corri rischi di espulsione (ho un dipendente, arrivato in Italia da piccolo che al 18° compleanno ha avuto la cittadinanza) e non credere ai disonesti che fanno terrorismo politico sulla pelle degli altri.
da quello che ho inteso io però, più che del rischio espulsione, Amalia si rattrista del fatto che nonostante viva qui da più di vent’anni ed abbia studiato qui tentando anche nel suo piccolo di migliorare questo Paese, le venga chiesto formalmente di compilare un questionario per verificare quanto lo conosce
Leggo infatti:
“io conosco solo te Italia, è qua che ho studiato, vissuto, amato e pianto; eppure tra qualche mese forse dovrò fare un test per vedere se ti conosco abbastanza. Italia diglielo tu ai poliziotti, Maroni e Berlusconi quanto ti conosco. Gli puoi dire tu, Italia, quanto io ti ami e quanto mi faccia male sentirmi disprezzata da questo nuovo decreto sulla sicurezza?”
Tutti parlano degli immigrati e degli extracomunitari, ma nessuno parla dei problemi che sta gente procura ogni giorno agli italiani..
Prendiamo le migliaia di venditori cher girano per spiagge e localotà turistiche..
Ma dove sta scritto che uno che sta in spiaggia, rilassato, a prendere il sole, oppure al parco, a portare a spasso i bambini, deve essere disturbato duecento vorte al giorno da duecento extracomunitari che gli vogliono vendere cose di cui non ha bisogno?
Io gli dico duecento vorte “No grazie” perchè sono un tipetto educato, ma quand’è sera mi sono scassato i coglioni..
Dice: “Vabbè,ma quelli devono vendere quarcosa per mangiare..”
Dico: “E lo so..Ma io non ho una visione consumistica della vita..Io compro solo le cose che mi servono..Non sono mica come i coatti mentecatti della società della produzione e del consumo, che stanno sempre a comprare di tutto e dovunque stanno. Quando mi serve qualcosa, vado in un negozio e me la compro.E ci vado pure poco, perchè compro solo ciò di cui ho fveramente bisogno.”
Insomma.
A me uno che mi viene a vendere quarcosa mentre mi sto facendo i cazzi miei è uno che mi scassa i coglioni.
Mi scassa i coglioni qualunque cosa mi voglia vendere e di qualunque razza sia..
Pure se è finlandese o svedese..
Come dite?
Ve li scassa pure a voi i coglioni.
Però non lo potete dìre sennò i sinistri cattocomunisti vi dicono che siete razzisti.
Che ve devo di?
State zitti e continuate a farvi scassare i coglioni.
Però politically correct..
Io no..
O NOOO ??
Cerca di parlare ai cuori e alle menti dei tuoi figli. Italia, insegnagli a non pensare più con la pancia……
Amalia Hilda Tobar Barrionuevo
Ama’ scusa a zio eh..
Ma tu perchè vieni in Italia?
Pe magna..
E quindi pensi co’ la pancia..
Sta Amalia è come una che entra al ristorante pe magnà, poi si rivolge a quelli seduti ai tavoli e je dice:
NON PENSATE CO’ LA PANCIA,
Magari aspettandopsi che quelli, commossi, se arzano pe fa magna essa..
Ama a zio
A me me fate mori dal ride quanno fate cosi..
Come se tutti non sapessero che uno che va in un posto ce va pe mettesse al posto de quelli che ce stanno..
Me fa ride a me sto stigmatizzare il pensare con la pancia..
Come se tutto quello che fanno nun lo facessero pe pane e e companatico..
Come se tutti nun annassero a lavorà, o a rubà o a fa qualunque cosa pe magnà..
Ma famola finita co ste cazzate..
Ma chi mi attacca ha letto bene prima di scrivere?Mai detto di essere irregolare visto che ho citato il dover andare in questura vuol dire che forse ho il permesso di soggiorno non credi aramis?
Sono di sinistra?certo,come minimo in una nazione dove le persone la pensano come alcuni di voi.Cercate di evitare di attaccare per partito preso e per sentito dire,se non ho i requisiti sarà per lo stato di precarietà economica che citava gloria,scusate ma non posso mettermi a spiegare le ragioni perchè allora verrei di nuovo attaccata di scrivere storielle strappalacrime.Dopotutto alcune persone che parlano spinte dall’odio o dalla paura sono incapaci di immedesimarsi nei panni altrui,purtroppo non a tutti è concessa una tale indifferenza,spero solo che la vita di taluni come giuseppina vada sempre dritta
Ama a zio daje..
Falla finita co ste cazzate..
Amiamo la città..
Amiamo l’Italia,,
Amiamo le tradizioni..
Ma nun me frega un cazzo manco a me figurate a un immigrato..
Stai a racconta tutte ste cazzate pe magna qua..
Ama smettila de pensa solo con la pancia..
Ama e falla finita a zio..
Voi magna?
Vai a lavora, guadagna, fatte na casa, statte a casa tua, nun rompe li coglioni..
Vedrai che nessuno ti dirà niente..
Però famme un piacere a zio..
Falla finita co sti salamelecchi sull’Italia che amil sulle tradizioni, che sei italiana..
Daje a zsio su fa la brava..
eccolo!mi sembrava strano che giamba non fosse ancora inervenuto.
usare la frase pensare con la pancia equivale a dire agire d’istinto,senza riflettere,in maniera irrazionale,spinto da sentimenti di varia natura(scusa eh).
Comunque io non nego il fatto che ci siano stranieri che delinquono ma non si può per questo considerare tutti gli stranieri delinquenti,così come il fatto che una mia amica italiana sia stata violentata da un italiano non vuol dire che tutti gli italiani siano stupratori o sbaglio?
Cara Italia,
ho vissuto la maggior parte della mia vita nelle tue citta’, nelle tue periferie, nelle tue campagne. Ho conosciuto il sud, il nord, la capitale. Il caos delle citta’ e le contraddizioni delle province.
Ho cercato di studiare, per quanto mi fosse permesso, perche’ studiare in Italia e’ un privilegio. Ma sono riuscita a costruirmi da sola, per fortuna, che se avessi dovuto far conto della tua scuola probabilmente saprei meno di quel che oggi so.
Ho cercato di vivere la mia vita in sicurezza, ho cercato di salvarmi dalle violenze degli uomini, dagli stupri degli sconosciuti, dagli scippi e dalle rapine. Ma non ci sono riuscita, cara Italia, i tuoi italiani non ti hanno reso onore e mi hanno stuprata, scippata, rapinata, umiliata, segregata.
Ho cercato di lavorare, anche umilmente, per rendermi indipendente da uomini che mi usavano e costruire una vita dignitosa, serena, senza le banche che mi chiamavano per 20€ di scoperto, senza la paura di essere chiamata in tribunale per multe che non mi erano state notificate, senza dover tenere gli occhi bassi negli uffici pubblici perche’ elemosinavo una ricetta medica, un appuntamento in ospedale per un’analisi che mi davano dopo un anno, se fortunata, perche’ non avevo soldi per pagare il medico privato.
Ma non ci sono riuscita, cara Italia, nonostante io ti ami tanto, nonostante la tua lingua sia per me cosi’ meravigliosa, nonostante i tuoi autori, la tua cultura, i tuoi dialetti, le tue terre… siano per me fonte di nutrimento, di ammirazione, di stupore, di orgoglio. Ma te li ricordi, Italia?
Non ci sono riuscita, ed ancora oggi non basto a me stessa, lotto per diritti che non mi sono riconosciuti, alzo gli occhi a cio’ che stai diventando e ho paura, ho paura dei tuoi italiani, ho paura dei tuoi rappresentanti, ho paura del tuo modello sociale.
Quanto mi fa male, cara Italia, la tua discriminazione, i tuoi diritti concessi a beneficio di pochi che si ritengono molti, ma molti non sono. I tuoi doveri esatti dai molti, che poco hanno e molto sacrificano. Quanto mi fa male la tua disumanita’, la tua negazione dei tuoi stessi valori di apertura, di modernita’, di internazionalita’, perfino di cristianita’.
Quanto mi fa male, Italia, essere italiana.
Ho saputo dell’ostracismo che questo sito sta praticando nei confronti di Ambrogio Brambilla, un onesto operaio metalmeccanico dell’ex Breda che ha maturato un’esperienza di vita tra, un turno e l’altro alla catena di montaggio, che voi nemmeno potete immaginare.
Ebbene è lui stesso a consiglare di fare una semplice ricerca con Google, usando come chiave di ricerca il nome Amalia Hilda Tobar Barrionuevo e scoprirete chi è questa indefessa firmatrice di lettere aperte, sempre pronta ad aderire a qualsiasi protesta sollevata dai soliti ambienti sovversivi. Altro che povera immigrata: forse è una nipote degli Inti Illimani, che mangiarono a ufo per anni spacciandosi per profughi politici, mentre ci ammorbavano con le insulse melodie pseudo andine.
Brambilla mi incarica inoltre di esprimere tutta la sua indignazione per il modo intollerante, fazioso e antidemocratico con il quale lo avete trattato. Il pover’uomo è molto deluso e ormai è convinto che con i comunisti non possa esserci nessun confronto sulle idee, ma solo da menare mazzate senza pietà.
@ gloria
Non mi pare avvilente dover compilare un questionario, e comunque la colpa è assolutamente sua se non ha trovato il modo in tanti anni di diventare regolare. Io in tutti gli anni in cui lei è stata in Italia da clandestina ho pagato le tasse anche per lei, e adesso si lamenta di dover compilare un questionario? Ma finora ha lavorato, rubato, vissuto di elemosina? Non capisco questa gente che cosa pretende, di arrivare qui e trovare il bengodi dove ci sono tutti i diritti e nessun dovere? Questa gente che approfitta di noi viene in Italia, magari fa domanda ed ottiene la casa popolare o utilizza comunque le nostre strutture, pensando che comunque a pagare ci pensano “LORO” intesi come noi, mi fa incazzare.
La posta dello zio Giamba
Mi scrive da Solofra Amalia, un’ immigrata:
Caro zio Gamba,
ti scrivo perché ho bisogno di raccontarti come mi sento.
Mi sento italiana anche se non lo sono.
Alle scuole medie ho incontrato una Prof. di storia che odiavo, ma che mi ha trasmesso l’amore per la città e la nazione in cui vivo, così ho trascorso gran parte dei miei anni a battermi per migliorare le cose in questa società.
sempre e solo il profitto leggi di questo tipo siano molto pericolose? Cerca di parlare ai cuori e alle menti dei tuoi figli. Italia, insegnagli a non pensare più con la pancia……
Amalia Hilda Tobar Barrionuevo
Cara Amalia scusa a zio eh..
Ma tu perchè vieni in Italia?
Pe magna.
E magna nun è na cosa de pancia?
Quindi pensi co’ la pancia..
Famme capi a zio, ma che me stai a fa’ ?
Entri al ristorante pe magnà, poi ti rivolge a quelli seduti ai tavoli e je dici:
NON PENSATE CO’ LA PANCIA,
Magari aspettandopsi che quelli, commossi, se arzano pe fatte magna’ a te.
Ama a zio
A me me fate mori dal ride quanno fate cosi..
Come se tutti non sapessero che uno che va in un posto ce va pe mettesse al posto de quelli che ce stanno e pe magna al posto loro.
Ma quello che me fa ride de più è sto stigmatizzare il pensare con la pancia..
Come se tutto quello che se fa ogni giorno nun se facesse pe mette insieme pane e e companatico..
Come se tutti nun annassero a lavorà, o a rubà o a fa qualunque cosa pe magnà..
Ma famola finita co ste cazzate.
Amiamo la città..
Amiamo l’Italia,,
Amiamo le tradizioni..
Ma nun me frega un cazzo manco a me figurate a un immigrato..
Stai a racconta tutte ste cazzate pe magna qua..
Ma nun è necessario..
Ma soprattutto è inutile..
Voi magna?
Vai a lavora, guadagna, fatte na casa, statte a casa tua, nun rompe li coglioni..
Vedrai che nessuno ti dirà niente..
Però famme un piacere a zio..
Falla finita co sti salamelecchi sull’Italia che amil sulle tradizioni, che sei italiana..
Daje a zsio su fa la brava..
comincio a sentirmi il giamba della situazione con tutti questi post,ARAMIS!ho un regolare permesso di soggiorno,pago le tasse,pago l’affitto,ho fatto qui tutte le scuole ed oggi frequento l’università.Capito?sono regolarmente residente sul suolo italiano,è chiaro il concetto?purtroppo quando studiavo non lavoravo quindi non avevo i requisiti oltre ad essere minorenne,diplomatami ho cominciato a lavorare ma l’organismo mi ha abbandonato ed ho passato 6 anni tra letto e ospedale,anche questo mi impediva di lavorare,nel frattempo c’era chi nella mia famiglia continuava a versare i contributi per le mi spese,stai tranquillo.Oggi?me lo trovi tu un lavoro?io lo sto cercando oltre a studiare ma la ricerca come tu ben sai non è delle più facili,per il resto Ludovica ha detto tutto e non più nulla da aggiungere
Piccola previsione. Dato che gli stessi che l’hanno votata, si sono accorti che è una legge che creerà problemi anche a quelli che vorrebbe in teoria difendere, si lascerà la sua applicazione al buonsenso delle forze dell’ordine. In pratica la badante rumena o il mandriano indiano irregolari verranno lasciati stare, mentre si colpirà chi dà fastidio o fa casino. Triste, ma sarà probabilmente la soluzione che farà meno danni.
Piccolo appunto per chi delirava di stranieri che tolgono il lavoro agli italiani: offrite ad una ventenne italiana disoccuppata un posto da badante (ma anche da infermiera, eh?) e vedrete dove vi manda
ma poesse pure masculo
caro straniero perdonace, ma in Italia la majoranza so’ cojoni
votano e tifanotutti Berluskone e destra o Lega
so’ ‘na massa sde ìgnoranti
noantri nun potemo fa nulla perche’ semo de minoranza, ma capimo tutto, perciò ner frattempo vatteneaffanculo, ma sappi che è per colpa de sta majoranza de cojoni, che essendo molti (so’ majoranza) ponne esse pijati a parole ed offesi
mentre che noi essendo sempre de meno ed essendo quelli belli ed intelligenti, nun ce devonodatocca’
Trovo che questa lettera sia davvero molto significativa. E’ evidente, credo per la maggior parte degli italiani, che quanto il governo sta facendo per risolvere il problema sicurezza e clandestinità non sia sicuramente quello giusto. Ci sono casi come quello descritto in questa lettera che evidenziano la necessità, come sostengono gli esponenti dell’UDC, di regolarizzare le persone che in Italia risiedono da una vita, nonchè colf e badanti che quotidianamente svolgono un ruolo fondamentale per moltissime famiglie italiane. Non dimentichiamo che attraverso la regolarizzazione sarà possibile anche far emergere molti casi di economia sommersa, con notevoli vantaggi anche per le casse dello Stato.
Ma nun se ne po più de sta storia..
So morti de fame, vengono qua pe magna e fanno pure la predica..
Giudicano..
E nun pensate con la pancia..
Io so de sinistra..
Amo le tradizioni italiane..
So’ italiana..
Siete razzisti..
Ma famola finita co ste cazzate..
Annate a lavora, fateve na casa, stateve a casa vostra, rispettate la legge e nun rompete li cojoni..
Ma chi ve dice niente..
L’antro giorno stavo sotto l’ombrellone..
E’ arrivato uno..
Stava a piagne..
“Comprami i calzini devo mangiare..”
Mentre me lo stava a di è squillato il cellulare..
Ha tirato fori un cellulare da 500 euro e ha riposto:
HALLO..
Gli ho detto:
“ma come nun potevi magna? Ma che me stai a pija pe culo?”
Nel post ci si rivolge all’Italia, nel mio piccolo sono un pezzettino di questo paese. No, non riusciamo a fargli capire che stiamo sbagliando, del pericolo che corriamo noi e anche l’Europa, nella cui società odierna creiamo dei precedenti… Mi dispiace, ma non riusciamo a far ragionare le persone con il cuore, poichè questo è stato sostituito da un telecomando… Ma ti prometto tutto l’impegno… mio e di altri italiani. Ma anche noi abbiamo bisogno di voi per uscirne fuori. Diamoci una mano.
io ho l’impressione che la crisi (e parlo in generale) ci abbia messi gli uni contro gli altri
PUNTOdiVISTA@Stefano6 luglio 2009 , 17:48
Mi dispiace, ma non riusciamo a far ragionare le persone con il cuore..
Ce sta un’ignoranza in giro..
Il cuore..
Ma che cazzo c’entra mò er core pe ragiona..
Ma er core serve pe pompa er sangue..
Cazzo..
Ma queste so cose che s’imparano all’elementare..
gloria6 luglio 2009 , 18:16
io ho l’impressione che la crisi (e parlo in generale) ci abbia messi gli uni contro gli altri
Ma no Glo a zio..
E’ tutto più semplice..
Ognuno se fa i cazzi suoi..
Chi c’ha da magna e c’ha la terra pe campa se la vo tene..
Chi nun c’ha da magna e nun c’ha la terra pe campa la vo leva a chi ce l’ha..
E’ stato sempre cosi’..
E’ la storia..
Quello che te disorienta è che ce sta chi fa mpò come cazzo se pare senza dillo..
O peggio fingendo di pensare agli altri..
Pe fa n’esempio..
Gli imprenditori che vonno l’immigrazione senza regole pe avecce cento che devono lavora pe dieci posti..
Cosi’ dieci li fanno lavora pe quattro sordi e ar nero..
Minacciandoli dicendo che se nun lavoprano cosi’ pijano quelli che stanno a spasso a posto loro..
Che qualcuno non sia (magari leggittimamente) d’accordo con Amalia, lo posso capire. Mia moglie extracomunitaria ne abbiamo passate di mille colori, anche prima della Bossi-Fini. Alla fine ho risolto con la raccomandazione di un senatore della repubblica. Per cui non diciamo cazzate: In Italia è oggettivamente difficile far valere i propri diritti, anche perché le maglie interpretative della legge sono larghissime (sia dal punto dei buonisti che quello dei cattivisti alla Giamba). E questo vale per tutti, italiani compresi.
Detto questo, qui è pieno di troll, segno che l’armata delle tenebre sta affinando le proprie armi.
E siccome io non sono politically correct, vi dico che mi piacerebbe vedere moltissime persone note o meno note appese agli alberi. In nome del buon gusto.
lo so che è pura utopia, ma a me piacerebbe che chi perde 30 secondi del suo prezioso tempo per offendere la persona che ha scritto questa lettera, perdesse altri 10 secondi per firmarsi con nome e cognome. State tranquille e tranquilli, non siete passibili di denunce. E’ solo che lei si è firmata, ci ha messo la faccia. Offenderla nascosti dietro un nick è da poveretti.
luigi prosperi
6 luglio 2009 , 21:21
lo so che è pura utopia, ma a me piacerebbe che chi perde 30 secondi del suo prezioso tempo per offendere la persona che ha scritto questa lettera, perdesse altri 10 secondi per firmarsi con nome e cognome. State tranquille e tranquilli, non siete passibili di denunce. E’ solo che lei si è firmata, ci ha messo la faccia. Offenderla nascosti dietro un nick è da poveretti.
Ma se nun me fanno scrive!!!
Vergogna compagno Grigorj, vergogna!
Vergogna!!Vergogna!!!Vergogna!!!Quelli della Lega fanno solo ed esclusivamente demagogia.La Lega non parla alla pancia della gente, mostra alla gente ciò che è, con atteggiamenti vicini alla xenofobia non si arriva a nulla!!!La politica non deve solo dire ciò che dice la gente, ma deve essere anche da guida per la gente!!!!Andate a guardare http://www.pierferdinandocasini.it e comprenderete come la politica deve affrontare il problema immigrazione in maniera saggia!!
Giuseppe Piazzese
Vergogna !! Vergogna !! Vergogna !!
Pure io pure io..
Perchè?
Boh, lo dicono tutti..
Vergogna vergogna vergogna..
Ma tanto qua nun se vergogna nessuno..
E ognuno oncotnua a fa mpò come cazzo se pare..
E a di’ vergogna agli altri..
Pe faje smette de fa come cazzo se pare e continua solo lui..
E forse è proprio quello il problema..
Amalia, Ti lamenti perchè Ti senti disperezzata, umiliata, ghettizzata per il Tuo essere straniera, ma mi pare che Tu non sia lontana da queste idee quando denunci “l’odio nei miei confronti da parte degli elettori di Berlusconi”.
Hai chiesto a tutti quelli che reputi che Ti odino la tessera del partito o le intenzioni di voto?
Vedi, alla fine ragioni come gli amici di sinistra che sono buonisti, progressisti, altruisti, tolleranti amici, ma che considerano chi vota in modo differente da loro ignnoranti, come wolly o femina de sinistra, così colta da non saper scrivere in italiano.
Comincia a non fare ghettizzazioni Tu e forse vedrai che anche gli altri saranno più disponibili nei tuoi confronti.
Ricordo a Wolly che a sinistra, essere diversi, portava dritti dritti in un confortevolissimo Gulag.
Tolto questo, capisco che in Italia ci sia un po’ di xenofobia, come in tutta europa.
Parlo di xenofobia e non di razzismo che è un’altra cosa, ma che i sinistroidi, ancorchè colti, preferiscono usare perchè ricorda le leggi razziali (che forse non saprai, risalgono a circa 71 anni fa e che, storicamente parlando, menziono con favore, poichè costituirono la prima enorme frattura nelle fondamenta del fascismo, la seconda fu la campagna di Russia).
Considera, però, che per la nostra allegra tolleranza, è stato consentito che il nostro paese diventasse il serbatoio di tutti gli immigrati senza qualsivoglia regolamentazione, perchè quando il fenomeno è iniziato, chiunque avesse osato dire qualcosa sarebbe stato tacciato di razzismo, come è accaduto alla Lega che, aveva visto giusto.
In Italia, come potrai notare su giornalettismo, chiunque avanzi pretese deve essere esaudito.
I ROM chiedono casa, gli venga data.
Volete entrare in Italia? Porte aperte, siamo solidali.
Si, ma tutto a a parole, tutto con lo sforzo degli altri.
Se Tu sapessi quanti aventi diritto ad una casa italiani sono stati sorpassati in graduataoria da extracomunitari.
Certo, per chi ha una casa, o vive a spese dello Stato nel quartiere di Parioli a Roma è facile essere solidali, ma per quello che ha una famiglia e l’ha casa non l’ha avuto, è un po’ più difficile essere solidale.
Mi permetto un altro esempio.
L’extracomunitario che vende borse contraffatte in Galleria Vittorio Emanuele a Milano.
Guai a toccarlo.
Bene, guardiamo le violazioni di questo malcapitato.
Esercizio clandestino della attività commerciale.
Vendita di beni contraffatti.
Violazione delle regole della concorrenza.
Occupazione abusiva di suolo pubblico.
Evasione fiscale.
Se provassi io, cittadino italiano a fare le stesse cose, cosa mi accadrebbe?
Anche qui scatta la solidarietà di chi, ovviamente, non ci rimette nulla.
Ma colui che ha un negozio che vende gli stessi beni, paga l’affitto, gli stipendi ai dipendenti e le tasse che cosa dovrebbe dire?
La mancata regolamentazione ha creato un po’ di malumore che, tuttavia, non chiamerei xenofobia.
Ne paghi anche Tu le conseguenze.
Se ci fosse stata una regolamentazione seria e non buonista e tollerante, forse, staresti assai meglio.
Ti ricordo, peraltro, che in un qualsiasi altro paese europeo, avresti vita ben più grama, quindi non lamentarTi troppo.
Comunque, anche se non si dovrebbe dire (ma sono stanco di essere lo xenofobo di turno) ai miei filippini ho garantito il mutuo per comprare casa in italia e dando loro un forte aiuto economico.
Forse se tutti i buonisti facessero altrettanto invece di inveire su chi vota a destra e poi farsi gli affari loro, le cose andrebbero meglio.
Ricorda, infine, che la minoranza che non può fare nulla, quando era al governo non ha fatto nulla perchè non trovava l’accordo neppure sul cappuccino con la brioche.
Si firma un ignorante, coglione, xenofobo che, pur di non votare i colti, intelligenti, omniscenti, bravi altruisti di sinistra, ha votato lega.
Matteo, ti chiedo solo due delucidazioni:
- vorresti per caso far intendere che chi compra la borsetta contraffatta dal venditore abusivo ambulante è convinto di comprare la borsetta di firma autentica? Perché solo così potresti parlarmi di “concorrenza sleale” e di “danno arrecato al commerciante onesto”. L’unico articolo in cui ti do ragione è quello di dvd e cd, dove la differenza fra originale e tarocco è risibile, ma su borsette, cinture e quant’altro mi rifiuto di credere che esista qualcuno convinto di comprare l’articolo originale (ovvero, chi compra roba taroccata comunque non comprerebbe quella autentica). Quanto alla tua domanda: “Se provassi io, cittadino italiano a fare le stesse cose, cosa mi accadrebbe?”, personalmente non ho mai visto italiani offrirmi orologi per strada però ho visto pulmini a Napoli e Salerno in cui vendevano solo cd e dvd contraffatti alla luce del sole e per ore e di continuo e con tanto di “raccolta punti” per i clienti più fedeli. E non solo pulmini ma anche negozi veri e propri (abusivi anch’essi).
- “Se Tu sapessi quanti aventi diritto ad una casa italiani sono stati sorpassati in graduataoria da extracomunitari.”: mi porti un esempio concreto (basta il link alla notizia, grazie).
Ovviamente, dato che salterà fuori il genio della lampada che legge quello che non ho scritto, venditori abusivi di ogni fattezza e mercanzia sono dal sottoscritto considerati come tali. Abusivi, e quindi fuori dalle norme.
Rado
la concorrenza sleale non consiste nel vendere merce contraffatta spacciandola per autentica, ma limitare, con comportamento sleale la concorrenza tra venditori.
Se davanti al tuo negozio vendo una borsa contraffatta a 70€ che nel tuo negozio, autentica, ne costa 300, sto violando la concorrenza (commettendo oltretutto un reato) perchè farò in modo che tu venda meno borse, accaparrando clientela attratta dal minor prezzo.
Se vendessi borse anonime a 70€ vi sarebbero tutte le altre violazioni, ma non la concorrenza sleale.
La slealtà sta nel fatto che vendo qualcosa di simile (contraffatto)ad un prezzo paurosamente inferiore.
la circostanza che chi compra roba taroccata non comprerebbe quella autentica, mi pare lontana dalla realtà.
Il maggior numero di venditori ambulanti frequenta il litorale di Forte dei Marmi e dintorni, dove, per quanto mi è noto, prendono il sole i più abbienti.
La mia domanda è una iperbole per evidenziare che se un cittadino italiano commettese in un sol botto tutte quelle attività avrebbe problemi.
Il paragone con il napoletano mi pare fuori luogo per due ragioni.
la prima, da secoli lo stato non esiste nella zona.
La seconda, il fatto che italiani (e una piccola parte) operi in questo modo non giustifica che altri debbano fare lo stesso.
Non mi pare che l’Italia sia un popolo di contrabbandieri.
Non ho link, guarda le graduatorie comunali e quelle del CIMEP.
Sull’ultimo punto, ho ben capito che non apprezzi gli abusivi etc.
“La seconda, il fatto che italiani (e una piccola parte) operi in questo modo non giustifica che altri debbano fare lo stesso.”
Classica frase da genio della lampada: quando mai ho scritto che se gli italiani commettono reati, questo giustifica gli stranieri a commetterne? Per cui obiezione respinta al mittente coll’aggravante che avevo anche precisato (giusto per sgomberare il campo da equivoci, ma a quanto pare non basta mai il chiarire).
Come detto prima: concorrenza sleale è se io vendo frutta e verdura ed arriva l’abusivo fruttivendolo coll’ape o il tavolinetto e si mette a vendere magari proprio davanti a me (succede, succede, e gli abusivi che conosco sono solo italiani, ma anche a loro – guarda un po’ – non accade mai nulla. E non sto parlando di Napoli ma del nord est). È ancora concorrenza sleale per i cd e i dvd, che pur non essendo lo stesso prodotto ma delle contraffazioni la differenza coll’originale è risibile. Non è concorrenza sleale se vendo borsette tarocche perché chi compra la borsetta tarocca non lo fa di certo a scapito di quella autentica. Poche storie: la roba griffata falsa è comprata come tale e non va di certo a discapito di quella originale. Il che non vuol dire che chi compra borsetta tarocca poi non compri anche roba autentica di marca. Sono due concetti ben diversi.
“Non ho link, guarda le graduatorie comunali e quelle del CIMEP.”
Avevo posto la richiesta perché ogni volta che qualcuno salta fuori cogli extracomunitari che soffiano le case popolari agli italiani, ad una richiesta di fonti e approfondimenti, la risposta è immancabilmente uguale alla tua. Dato che nemmeno io dispongo di tali dati, per cui non posso replicare né in un senso né in un altro a tale affermazione, mi auguravo che almeno tu, data la tua sicurezza, ne avessi sotto mano. Al che mi chiedo da dove nascesse tale tua sicurezza (spero non nell’altrettanto classico: “lo dicono in tanti, sarà vero!”).
Rado
Non è una frase da genio.
La mia sicurezza deriva dal fatto che ho proposto ricorsi al Tar per le assegnazioni o per l’annullamanto di piani per le case popolari.
I dati precisi, co,une per comune, non credo siano in internet, ma si devono richiedere mediante istanza di accesso ex L. 241/1990.
Peraltro su internet, cercando alloggi popolari assegnazioni a stranieri, potrei trovare dati della prefettura, di alcuni comuni italiani e di giornali, tra cui l’espresso ed il corriere della sera, che non sono schierati a destra.
Potrai notare che la maggior parte degli alloggi popolari sono devoluti a stranieri.
Sino al 1998, credo, ciò non era possibile.
Adesso lo è, ma la norma non ha mai subito modifiche relative ai redditi, pertanto, dalle assegnazioni sono escluse le famiglie con un reddito di 20.000 euro l’anno, che in Italia sono e devono essere considerate deboli.
Vedrai che comuni anche rossi, hanno chiesto modifiche legislative, quali l’aumento della fascia di reddito, la residenza nel comune da almeno 5 anni etc..
Se proprio vuoi, mi impegno, a reperire le statistiche di Milano, comune nel quale risiedo.
Guarda che nella mia professione ho difeso gratuitamente stranieri che grazie al mio intervento hanno ottenuto un alloggio.
Questa, però, è un’altra questione, perchè la mia professione mi impone di difendere indistintamente, chiunque.
Credo, tuttavia, che la casa debba essere garantita prima agli italiani che abbiano i requisiti.
Non entro in questo particolare e non mi chiedere le statistiche (parlo degli anni ‘90), ma meno del 50% (secondo alcuni del 30%) dei destinatari di alloggi popolari aveva i requisiti per ottenerli.
Come può essere accaduto?
Grazie ai nostri onesti politici ed amministratori
Matteo, non confondere le cose.
La frase da genio era questa: “La seconda, il fatto che italiani (e una piccola parte) operi in questo modo non giustifica che altri debbano fare lo stesso.”
Per cui non rimescolare le carte, grazie, solo per non ammettere di avermi messo in bocca una frase che non ho mai detto.
Quanto al resto della tua risposta, è cosa un po’ diversa dire: “danno più alloggi agli stranieri” e proporre “casa debba essere garantita prima agli italiani che abbiano i requisiti”- punti sui quali possiamo tranquillamente discutere senza alcuna pregiudiziale – dalla tua prima affermazione “Se Tu sapessi quanti aventi diritto ad una casa italiani sono stati sorpassati in graduataoria da extracomunitari”. Questa si legge come: “gli stranieri a prescindere sorpassano sempre e comunque gli italiani in graduatoria”; le altre invece, dicono “le norme così come sono fatte favoriscono chi ha meno reddito che al momento paiono essere prevalentemente stranieri”.
Grazie in anticipo se riesci a reperire le statistiche di Milano.
Rado
E non stiamo a valutare le frasi con il calibro.
Il senso della mio sorpasso non presume la frode, ma la maggior possibilità per gli stranieri di ottenere un alloggio.
La presunzione che gli stranieri siano, in alcune realtà favoriti, c’è ma non è agevole dimostrarla, come non è agevole dimostrare che che la maggior parte degli alloggi finiti agli italiani, non siano finiti ad aventi diritto.
Ergo, è ovvio che gli italiani sotto sfratto o comunque in un range debole si incazzino. E parecchio.