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La tassa sulla cresima: 30 euro

E’ polemica a Selargius, in provincia di Cagliari, per una sorta di tassa imposta dal parroco della chiesa della Maria Vergine Assunta. Per la cresima dei bambini i genitori sarebbero invitati a sborsare 30 euro.

LO SCONTRO – Il sacerdote si difende così: “È soltanto un contributo alle spese per i fiori e le pulizie della chiesa. Chi non può, non è obbligato, ma anche noi non viviamo di aria”. Lo racconta L’Unione Sarda in un articolo a firma di Paolo Carta:

 

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«Per la cresima di domenica, trenta euro a bambino». Detto così, dal parroco della Maria Vergine Assunta, don Ireneo Schirru, al termine delle riunione con familiari e padrini martedì sera, ha fatto infuriare parecchi genitori dei settanta ragazzini del centro storico di Selargius: «Più che la richiesta di un’offerta al nostro buon cuore sembra una tassa», hanno detto in tanti che hanno contattato il nostro giornale per protestare. Già al termine della riunione qualcuno aveva contestato, chiesto chiarimento. Don Ireneo non si era sottratto al dialogo e aveva precisato: «Se qualcuno non ha la disponibilità finanziaria, non importa. Però ci sono le spese vive dei fiori e l’offerta da dare al vescovo». L’intervento di una delle catechiste, anziché pacificare, aveva inasprito ulteriormente gli animi: «Magari altri genitori che hanno più possibilità possono darne 50».

“NON POSSIAMO VIVEDE DI ARIA” – Don Ironeo ha ammesso dell’invito rivolto ai genitori:

Ieri mattina, seduto sulla scrivania della sua parrocchia, don Ireneo ammette e precisa: «Sì, trenta euro a bambino, è una richiesta che si fa. Sa currenti da paganta issus, la bolletta la pagano loro? E le pulizie? e i fiori? Abbiamo chiesto un contributo, non possiamo vivere di aria. Di tassa dei rifiuti paghiamo 1300 euro, lo sanno o no». I genitori protestano. «Soltanto una si è presentata in sacrestia a reclamare e io ho risposto che di certo non negheremo il sacramento a chi non potrà contribuire alle spese, che sono tante». In questo momento di crisi sembra un’ulteriore tassa per le famiglie. «Embè? E allora, aboliamo tutto? Se qualcuno non può se ne parla e vediamo. Ma in sette anni di catechismo non abbiamo chiesto un centesimo».

LA PROTESTA – Gli adulti destinatari dell’invito del prete fanno i calcoli. Racconta ancora Carta su L’Unione Sarda:

Qualcuno dei genitori fa un rapido calcolo («trenta euro per settanta bambini fanno duemila e cento euro») annuncia sottovoce, anche per rovinare la festa di domenica, che metterà un solo centesimo nella busta che verrà consegnata al parroco. Ma chissà poi se è soltanto una minaccia o lo faranno davvero. Di certo la questione varia di parrocchia in parrocchia e la Diocesi di Cagliari non ha dato nessuna indicazione, né tantomeno stabilito un tariffario in base alla funzione, prima comunione, cresima, matrimonio, estrema unzione o funerale. Lo spiega monsignor Gian Carlo Atzei, cancelliere dell’Arcivescovado di via Monsignor Cogoni a Cagliari: «Ogni parroco è libero di decidere come meglio crede, c’è massima libertà per i sacerdoti in questo senso. Certo, ci sono da considerare le tante spese che affronta il responsabile di una chiesa. Tanti fedeli scelgono una particolare parrocchia per un matrimonio o per i primi sacramenti dei loro figli. Ogni funzione comporta un esborso economico, innegabile. Per le cresime, per esempio, le pergamene ricordo. Io personalmente però», chiude monsignor Atzei, «avrei chiesto un euro per ogni bambino, non trenta».

LE ALTRE CHIESE – Nelle altre parrocchie di Selargius pare si preferisca optare per la classica ‘offerta libera’:

E non c’è parità di trattamento tra i bambini delle diverse chiese della città, visto che in altre parrocchie di Selargius si opta per la più classica delle offerte libere. Per esempio, dai padri Salesiani. «Noi non abbiamo stabilito nessuna cifra – dichiara don Clemente Procenesi della chiesa di Don Bosco – ma c’è da dire che una cerimonia bella e sentita come quella per le cresime dei bambini, in programma da noi a metà maggio, ha i suoi costi. Bisogna abbellire la chiesa con i fiori, preparare le pergamenericordo e poi non possiamo esimerci da presentare un’offerta al vescovo che viene a impartire il sacramento: minimo cento euro, ma se possiamo anche 3-400».

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