Milan sanzioni Uefa
|

Milan, quelle due condizioni Uefa inedite che agitano lo spettro di una pesante sanzione

Ci sono una serie di parole difficili che rendono più complicata di quanto possa sembrare la posizione attuale del Milan nei confronti della Uefa. Una di questa è voluntary agreement, ovvero l’accordo d’onore che i rossoneri si sono impegnati a rispettare per onorare le eccessive spese nei passati tre anni. Questa pratica è prevista per agevolare tutte quelle società che, nell’ultimo periodo, hanno vissuto un cambiamento di proprietà. L’altra è, appunto, fair play finanziario: l’intesa, sottoscritta dalle società che fanno parte della federazione europea, a non avere debiti e a puntare a una sorta di sopravvivenza autonoma, basata esclusivamente sulle proprie forze finanziarie.

LEGGI ANCHE > L’interrogazione parlamentare del M5S sulla vendita del Milan al «sedicente uomo d’affari cinese Yonghong Li»

MILAN SANZIONI UEFA, DUE CONDIZIONI PER IL VOLUNTARY AGREEMENT

Il Milan aveva chiesto il voluntary agreement all’Uefa proprio perché, in questa fase, non sono in grado di rispettare il fair play finanziario. Si trattava di una richiesta per concedersi tre anni di tempo per rientrare negli equilibri di costi e ricavi che, a quanto pare, l’organismo che ha sede a Nyon è intenzionato a non soddisfare.

Ci sono, infatti, due condizioni – che fino a questo momento non erano state richieste a nessuna squadra – che il Milan non sarebbe in grado di rispettare per rientrare nei termini dell’accordo. La prima è che, nei prossimi tre anni – il tempo della durata dell’agreement – la società non deve avere in alcun modo situazioni di rischio societario. Cosa in cui, invece, il Milan potrebbe incappare: i rossoneri hanno un debito con il fondo bancario Elliot che scade nell’ottobre del 2018. C’è ancora tempo per rientrare, è vero: ma la Uefa chiede che questa situazione sia saldata immediatamente e lo ritiene un paletto imprescindibile per concedere l’accordo. In questo momento, però, al Milan non conviene onorare questo debito, perché sta facendo in modo di rinegoziarlo nei prossimi cinque anni con il fondo Highbridge. Per fare ciò, c’è bisogno di una lunga trattativa che non può chiudersi nelle prossime 24 ore.

La seconda condizione è che il Milan dovrebbe stipulare delle fideiussioni per coprire i suoi debiti (nella peggiore delle ipotesi, 150 milioni) fino al pareggio di bilancio ipotizzato. Non basta alla Uefa la garanzia del presidente cinese Yonghong Li di fare un’operazione di ricapitalizzazione. E anche questo rappresenterebbe un problema.

MILAN SANZIONI UEFA, QUALI RISCHI SI CORRONO?

Quali sono i rischi in cui potrebbe imbattersi il Milan nel caso della mancata sottoscrizione di un voluntary agreement? Si potrebbe partire, ad esempio, da alcune sanzioni Uefa, da limitazioni sul mercato dei calciatori fino ad arrivare all’ipotesi più estrema: l’esclusione della società dalle competizioni internazionali.

Tuttavia, secondo la Uefa – che ha scritto una nota all’Ansa – «le indiscrezioni apparse sui media in merito ad un potenziale rifiuto del piano presentato dal Milan sono infondate». La commissione per il controllo finanziario dei club si riunirà venerdì per discutere la richiesta di voluntary agreement e la decisione è attesa per la settimana prossima. Una frenata sulle voci che si stanno susseguendo in queste ore. Ma le condizioni restano rigide.